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Metaverso

Metaverso: le sue possibili applicazioni

  • Febbraio 2, 2022
  • 10 min read
Metaverso: le sue possibili applicazioni

Sono davvero tante le potenziali applicazioni del metaverso. Prima di conoscerle tutte da vicino, però, è indispensabile provare a capire di che cosa stiamo parlando. Si può ritenere il metaverso una sorta di universo digitale che è il risultato di una serie di elementi tecnologici, come per esempio la realtà aumentata, la realtà virtuale e i video. Gli utenti entrano nel metaverso usando dei visori 3d, grazie a cui hanno la possibilità di immergersi in esperienza virtuali. Per esempio è possibile incontrare altre persone, compiere un viaggio, prendere parte a una conferenza, assistere a un concerto, produrre un oggetto o dare vita a una proprietà virtuale. Tutto questo avviene attraverso la generazione di un avatar realistico.

Come è fatto il metaverso

È nel digitale che il metaverso si sviluppa, fermo restando che sono le informazioni e i dati a comporre la sua materia. La struttura del metaverso è temporale e spaziale, proprio come l’universo fisico. Ci sono il tempo, la profondità, la larghezza e la lunghezza, vale a dire le dimensioni che formano il cyber spazio. È un universo che nasce grazie alle reti di comunicazione globali e che dalle stesse viene alimentato. Gli avatar permettono di vivere esperienze dirette, anche se digitali. Grazie al metaverso, pertanto, si può compiere un salto in avanti verso l’emancipazione digitale. Ma tutto questo è possibile unicamente nel contesto di una visione della complessità attuale eterogenea e globale.

La realtà virtuale

Il metaverso si fonda su un ambiente media nativo che corrisponde alla realtà virtuale. Il cloud computing è uno dei modelli della computer science che portano alla scelta della virtualità: è grazie ad esso che i dati risultano accessibili agli utenti autorizzati e possono essere conservati per tutto il tempo che si vuole. Un altro concetto che non deve essere sottovalutato è quello di ubiquitous computing, che sta a sottolineare come l’informatica serva ad apparire grazie a device mobili che vedono aumentare la loro potenza e diminuire il loro peso. Così, sono nati ambienti in grafici che in rete simulano le luci e la prospettiva: in una parola, lo spazio. Ciò avviene attraverso la computer graphic, che con il passare degli anni diventa sempre più efficiente e sempre meno costosa: facile da maneggiare e da condividere, anche in tempo reale.

I valori alla base del metaverso

Ma qual è il legame fra il metaverso digitale e il nostro universo sensibile? In primo luogo c’è una correlazione diretta fra la realtà e i dati. Ma non è tutto, perché la continuità scaturisce anche dalla condivisione di valori. La sfera del pensiero umano che era stata teorizzata da Pierre Teilhard de Chardin come noosfera ora si trasforma in infosfera.

Le applicazioni del metaverso

Il gaming è con tutta probabilità la prima applicazione che può venire in mente quando si parla di virtualità. Grazie al metaverso, destinato a diventare protagonista del settore dell’intrattenimento, potranno nascere dei gameplay originali che si baseranno sulle risorse interne all’universo in cui avranno luogo. Al tempo stesso, potranno essere realizzati degli show nativi virtuali, senza alcun limite per ciò che riguarda il numero di potenziali spettatori. Anche il settore dell’istruzione e della formazione, però, potrebbe trarre vantaggio dalla diffusione del metaverso: questo, infatti, è un universo adatto alle simulazioni e alle pratiche di laboratorio. Un vero e proprio percorso educativo, dunque, che può riguardare gli atenei universitari e la formazione sul posto di lavoro, anche in una prospettiva di team building.

L’arte

Le esperienze garantite dal virtuale in alcuni casi rischiano di essere perfino più intense di quelle offerte dal mondo reale. Gli avatar rappresentano le persone fisiche, e ne riflettono le iniziative, i sogni e i bisogni. Il mondo del benessere e della cura del corpo, pertanto, può trovare ampi margini nei mondi virtuali del metaverso, così come i settori della moda, dell’estetica e della bellezza. La creatività, poi, sarà un altro punto di forza di questo universo innovativo. È probabile che tanti creativi sceglieranno di utilizzare i mondi virtuali, e ciò si tradurrà nella costruzione di oggetti e di ambienti grazie a cui il metaverso risulterà vivibile. Proprio la creatività è una caratteristica intrinseca delle attività native virtuali.

Il mondo della comunicazione

Con il metaverso, la città reale è destinata a sovrapporsi a quella virtuale, così come può avvenire fra il territorio e la mappa. Ma può anche succedere che la città virtuale diventi l’estensione di quella reale; in ogni caso, un settore alquanto promettente sembra essere quello della geolocalizzazione. Per quel che riguarda il mondo del marketing, invece, il metaverso consente di ottenere dati e risposte più affidabili delle informazioni che si potrebbero ricavare da qualsiasi sondaggio. Così, si può sfruttare questa realtà per verificare se un nuovo negozio sarebbe apprezzato o meno, oppure quanto efficace potrebbe essere una campagna di marketing. La progettazione di contest potrebbe essere usata per capire se il pubblico potrebbe essere interessato a un certo prodotto, e nulla vieta di dare vita a un team di creativi ibrido, a metà tra il virtuale e il reale. Insomma, non si tratta unicamente di prototipi di oggetti, ma anche di prototipi sociali che, a loro volta, possono essere messi alla prova.

Nuovi settori con il metaverso

Il metaverso darà la stura anche al cosiddetto synthtravel, vale a dire il turismo sintetico. A patto che non si interpreti il viaggio virtuale come un viaggio per finta. Si tratta, invece, di un’esperienza che permette di formarsi delle opinioni, ma anche di provare un’offerta che poi potrebbe essere sfruttata nel mondo reale. Anche le attività immobiliari, poi, potrebbero trarre vantaggio dal metaverso. Sin dai tempi di Second Life il campo del virtual real estate si è dimostrato redditizio, e l’immobiliarista virtuale Anshe Chung è diventata famosa per essere stata la prima a riuscire a conseguire l’obiettivo di capitalizzare cifre a tanti zeri con l’arbitraggio e l’intermediazione di immobili virtuali.

Il metaverso e il mondo dei videogiochi

Sotto diversi punti di vista, i videogame possono essere considerati una sorta di anticipazione del metaverso. Le case produttrici, infatti, sono in grado di dare vita a mondi nei quali trascorriamo un sacco di tempo e in cui ci troviamo a interagire con altre persone. Le stesse software house, per di più, sono fondamentali perché indirizzano la tecnologia proprio verso gli universi virtuali. I big del settore per esempio sono consapevoli di cosa voglia dire possedere server che consentono a milioni di persone di accedere. Hanno, inoltre, il know-how necessario per utilizzare in maniera adeguata la realtà virtuale. Così, le aziende del comparto informatico sono incentivate a migliorare in maniera costante l’hardware, in modo che i giocatori possano vivere esperienze caratterizzate da un livello di realismo sempre più elevato. Un discorso che è valido sia per i processori che per altri componenti: per esempio i visori per la realtà virtuale, che con tutta probabilità costituiranno presto o tardi la più importante porta di ingresso verso il metaverso.

Il caso di Roblox

Già adesso, comunque, è possibile entrare in contatto con esperienze molto interessanti, anche se magari caratterizzate da un livello di complessità inferiore a quello che potrebbe riguardare il metaverso del futuro. Un esempio in tal senso proviene da Roblox, che in un primo momento è stato concepito come un gioco, mentre attualmente è una piattaforma globale grazie alla quale gli utenti hanno la possibilità di realizzare delle esperienze interattive. Il gioco prevede l’esistenza di una moneta, il Robux: se ne possono guadagnare tanti, per poi convertirli in denaro vero. Anche le interazioni con gli altri utenti fanno parte dell’esperienza garantita da Robux. Si tratta, dunque, di una realtà che presenta tante caratteristiche in comune con il futuro metaverso, e che viene proposta agli utenti per regalare esperienza esclusive. La National Football League, per esempio, su Roblox ha portato un negozio ufficiale nel quale vengono messi in vendita oggetti virtuali decorativi attraverso i quali i giocatori hanno l’opportunità di abbellire i propri avatar. Sempre su Roblox, Gucci ha realizzato un giardino virtuale con l’intento di festeggiare il secolo di vita del marchio.

The Sandbox

Ancora più vicino a un possibile concretizzarsi del metaverso è The Sandbox, una piattaforma che propone delle similitudini con un videogame, in cui gli utenti hanno la possibilità di usare vari tipi di oggetti, di visitare posti e di comprare territori. L’aspetto peculiare di questa realtà sta nel fatto che tutto ciò che si può trovare su The Sandbox è stato realizzato dalla sua community, proprio come avviene nel mondo vero. In più, l’universo di questa piattaforma è collegato alla catena di blocchi di una delle monete digitali più famose al mondo, Ethereum: così, tutti gli oggetti sono degli NFT che si possono scambiare o acquistare con altre persone. Oltre a Ethereum, poi, su The Sandbox si può usare il Sand, una criptovaluta che è stata realizzata dai creatori della piattaforma ma che si può utilizzare anche nel mondo reale. Questa è la ragione per la quale per registrarsi c’è bisogno di costruire un portafoglio virtuale. Ma senza andare troppo lontano, anche il famoso Fortnite ha aspetti che ricordano il metaverso, visto che qui si sono svolti concerti virtuali tenuti da Marshemello, Travis Scott e Ariana Grande. E poi ci sono piattaforme come Decentraland, Illuvium e Axie Infinity, che sono piuttosto simili a The Sandbox e ne richiamano il genere.

Il metaverso e il mondo del lavoro

Quello del divertimento e dello svago è solo uno dei potenziali utilizzi del metaverso, a cui si può fare riferimento anche per lavorare. Non a caso Meta ha già proposto Horizon Workrooms, a cui possono accedere gratis i possessori degli Oculus Quest 2, vale a dire i visori di realtà virtuale di Facebook. Questo strumento funziona anche sul web, oltre che con la realtà virtuale, ed è stato concepito per fare in modo che i team potessero comunicare a distanza e in maniera collaborativa impiegando ogni tecnologia di ultima generazione. Con Horizon Workrooms, per esempio, è possibile creare una scrivania personale, così da avere a che fare con un ambiente familiare. Si può, inoltre, costruire un avatar in grado di interagire con gli altri utenti. Ancora, ci sono sale riunioni digitali da poter usare, e il ricorso all’audio spaziale contribuisce ad aumentare il livello di realismo dell’esperienza. Con il controller di Quest 2, infine, è possibile disegnare e prendere appunti sulla lavagna bianca virtuale che viene messa a disposizione.

E la privacy?

Horizon Workrooms ha pensato anche alla privacy, un aspetto che evidentemente dovrà essere tenuto in considerazione con grande attenzione in fase di costruzione del metaverso. Le conversazioni che avvengono all’interno della workroom, per esempio, non vengono sfruttate per proporre pubblicità mirata su Facebook. Inoltre, i video e le immagini degli ambienti fisici sono salvate solo in locale. Ancora, nel corso delle sessioni di workroom lo schermo del computer degli utenti non può essere visualizzato da nessuno. Nel caso in cui si debba interagire con una persona che non dispone di un visore di realtà virtuale, invece, è sufficiente dargli il link necessario per collegarsi, proprio come avviene con una classica video chat su Teams o su Zoom. A condizione che, ovviamente, quella persona abbia una telecamera e un microfono.

Come dovrà essere il metaverso

Sia Horizon Workrooms che The Sandbox presentano alcune caratteristiche che richiamano una possibile visione futura del metaverso, anche se non possono essere considerate metaverso a tutti gli effetti. Per quale motivo? Uno dei più importanti è che il metaverso non ha limiti né confini. Non si parla solo di confini geografici, e quindi di vincoli spaziali, ma di barriere di ogni tipo. Per esempio, non c’è una soglia massima di utenti oltre la quale non si può andare. Inoltre, qualunque tipo di attività può essere effettuata. L’economia virtuale del metaverso chiama in causa tutti, incluse le aziende, e potrebbe fare riferimento all’impiego delle monete digitali. D’altro canto, questo mondo digitale non potrà prescindere dalla socialità, visto che non potrebbe esistere se non ci fossero persone pronte a viverci e a modificarlo in base ai propri bisogni e ai propri desideri.

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