ATTENZIONEDesideri collaborare con DigitalAsset.blog?Scrivi a info@digitalasset.blog
Criptovalute

Crypto intelligenza artificiale: la rivoluzione blockchain che (forse) non ti aspettavi

  • Marzo 24, 2025
  • 6 min read
Crypto intelligenza artificiale: la rivoluzione blockchain che (forse) non ti aspettavi

Ok, facciamola semplice. Anzi no, facciamola strana, perché qui si parla di un incrocio che a prima vista sembra roba da fantascienza: Crypto intelligenza artificiale. Detto così fa quasi paura, lo so. Però aspetta, perché dietro queste due parole buttate lì come se niente fosse, si nasconde una roba grossa. Gira voce (e non solo voce) che i progetti che mescolano AI e blockchain stiano riscrivendo le regole del gioco. E chi se lo aspettava, dai. E invece eccoci qua, in un mondo dove persino i dati prendono vita e si muovono da soli. Un po’ come i sogni, che quando ci credi si realizzano. Solo che qui si parla di numeri e codici. Eppure… funziona.

Ocean Protocol e la faccenda dei dati che finalmente contano qualcosa

Partiamo dai dati. Perché di AI si può pure parlare per ore, ma se non hai dati da mangiare, quella non va da nessuna parte. È un po’ come avere una Ferrari e lasciarla in garage perché non hai i soldi per la benzina. Qui entra in gioco Ocean Protocol. In pratica, hanno tirato fuori un sistema che fa girare i dati su blockchain, così ognuno può dare i propri in pasto agli altri (in modo sicuro, eh) e magari pure guadagnarci qualcosa. Come dire: oggi vendi i biscotti, domani vendi le informazioni su chi li mangia. Sì, detta così sembra un incubo, ma fidati che c’è del buono.

Il punto è che finalmente chi ha un sacco di informazioni, tipo aziende o enti pubblici, può metterle a disposizione di chi fa AI. E noi? Noi magari domani abbiamo un’app che non sbaglia mai a consigliarci il vino giusto. O il partner giusto, se va male con il vino.

The Graph, che fa ordine quando la confusione è troppa

Ora, ti sarà capitato di cercare qualcosa su Google e non trovare niente di utile. Figurati su blockchain, che è una giungla dove tutto è ovunque e niente si capisce. Qui salta fuori The Graph, che è tipo il bibliotecario che non sapevi di volere. Prende tutta sta roba sparsa sulla blockchain e la sistema. E non lo fa solo per amore dell’ordine (beato lui), ma per permettere a chi sviluppa app di trovare i dati giusti in mezzo al casino.

Ora, detto tra noi, a me fa un po’ ridere chiamarlo “Google della blockchain”, ma se ci pensi, non è poi così lontano. Perché senza di lui, la Crypto intelligenza artificiale non saprebbe nemmeno dove mettere le mani. È un po’ come cercare di montare un mobile Ikea senza istruzioni… e senza sapere in che stanza sei.

Render Network e le GPU che non sapevi di avere (e di poter affittare)

Passiamo a un altro discorso: l’AI ha fame, ma non solo di dati. Ha fame di energia, di potenza di calcolo. E non stiamo parlando del computer che hai sotto la scrivania. No, qui servono macchine che fanno paura. Solo che, sorpresa delle sorprese, c’è una soluzione: si chiama Render Network, e funziona così. Hai una scheda video potente? Bravo, mettila al lavoro quando non giochi a Call of Duty e guadagnaci qualcosa. Loro hanno costruito una rete di gente che condivide la propria GPU e la mette a disposizione di chi deve allenare modelli AI o fare rendering di filmati pazzeschi.

Secondo me è un po’ come quando affittavi il motorino al tuo amico scemo, solo che adesso ci guadagni di più e nessuno te lo riga. Insomma, anche qui la Crypto intelligenza artificiale ci mette lo zampino e trasforma risorse buttate lì in qualcosa che gira, funziona e magari ti paga pure la bolletta.

Fetch.ai, gli agenti autonomi che lavorano al posto nostro

Poi c’è Fetch.ai, e qua la faccenda si fa seria. O inquietante. Dipende. Loro hanno inventato questi agenti autonomi – tipo robottini digitali – che si danno da fare senza che tu dica niente. Tipo il maggiordomo che ti prenota l’aereo, ti trova l’hotel, ti fa pure il check-in e magari ti ricorda che hai lasciato il gatto a casa. Ok, forse esagero, ma ci siamo capiti.

Questi agenti girano su blockchain, ovviamente, e si muovono per fare affari in modo sicuro, senza fregature. Che poi, se ci pensi, è una figata. O un casino. Perché poi questi si parlano tra loro e magari si mettono pure d’accordo per decidere quanto costa il biglietto del treno. E tu stai lì a sperare che non si inventino un supplemento. Però, ecco, il bello è che funziona. È un nuovo modo di vedere le cose, e secondo me la Cripto intelligenza artificiale qui sta giocando la partita vera.

Singularitynet, il mercatino globale dell’AI (dove trovi un po’ di tutto)

Chiudo con SingularityNET, che secondo me è il progetto più assurdo ma pure più visionario. Hanno messo su un mercato globale dove puoi comprare e vendere algoritmi di intelligenza artificiale come se fossero pomodori al mercato del sabato. Ti serve un algoritmo che traduce? C’è. Ti serve quello che analizza le immagini dei satelliti? C’è pure quello.

Tutto gira su blockchain, ovviamente, e il bello è che puoi partecipare anche tu. Se sei uno che sviluppa algoritmi, metti il tuo in vetrina e speri che qualcuno lo compri. Se invece sei uno che ha bisogno di AI ma non sa nemmeno da dove iniziare, vai lì e ti scegli quello che fa al caso tuo. È come il bricolage, ma digitale. E secondo me, la Crypto intelligenza artificiale qui diventa quasi popolare. Accessibile. Democratica. Non dico che è come il pane e Nutella, ma quasi.

In fondo, chi l’avrebbe detto?

Guarda, se me lo dicevi cinque anni fa, ridevo. Adesso no. Adesso mi metto comodo e guardo questi progetti che corrono come matti. Non so dove ci porteranno, ma ho l’impressione che sia meglio allacciarsi le cinture. Perché la Crypto intelligenza artificiale non è solo un trend, è un’onda che cresce. E quando arriva l’onda, o ci surfiamo sopra o ci troviamo sott’acqua a far le bolle.

Io, per non saper né leggere né scrivere, la tavola da surf l’ho già tirata fuori.

About Author

Optimamente