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Metaverso

Meta Horizon Worlds punta sugli smartphone: il metaverso cambia strategia, ma resta accessibile anche in VR

  • Ottobre 31, 2026
  • 15 min read
Meta Horizon Worlds punta sugli smartphone: il metaverso cambia strategia, ma resta accessibile anche in VR

Il 19 febbraio 2026 Meta ha annunciato una revisione della strategia di Horizon Worlds, la piattaforma di mondi virtuali nata per i visori Quest e successivamente estesa agli smartphone. La decisione prevede una separazione più netta tra lo sviluppo delle applicazioni in realtà virtuale e quello delle esperienze sociali accessibili dai dispositivi mobili. Un cambiamento che ha sollevato interrogativi sul futuro del metaverso e sulla permanenza di Horizon Worlds nei visori dell’azienda.

La situazione si è complicata a marzo. Dopo aver comunicato che Horizon Worlds sarebbe diventato un servizio esclusivamente mobile, con la rimozione dell’applicazione da Quest prevista per il 15 giugno, Meta ha corretto la decisione. Il responsabile tecnologico Andrew Bosworth ha confermato il mantenimento dell’accesso in realtà virtuale, senza però modificare la priorità assegnata agli smartphone.

Meta Horizon Worlds su smartphone rappresenta quindi il principale indirizzo di sviluppo della piattaforma, mentre la realtà virtuale conserva un ruolo che dovrà convivere con una distribuzione sempre più orientata ai giochi sociali tradizionali.

Gli annunci successivi, fino a Meta Connect di settembre 2026, hanno confermato questa direzione attraverso nuovi strumenti di creazione, distribuzione dei giochi su Facebook e Instagram e investimenti destinati agli sviluppatori di esperienze mobili.

Dalla realtà virtuale agli smartphone: che cosa è cambiato a febbraio

Horizon Worlds è stato lanciato nel 2021 come ambiente sociale per la realtà virtuale. Attraverso avatar tridimensionali, gli utenti possono incontrarsi, partecipare ad attività, esplorare ambientazioni e utilizzare giochi sviluppati dalla comunità dei creatori.

Il progetto aveva inizialmente un legame stretto con l’hardware Quest. L’accesso richiedeva un visore compatibile e l’esperienza era costruita intorno alla presenza immersiva, ai movimenti dell’utente e all’interazione con oggetti e persone all’interno di spazi tridimensionali.

L’estensione al Web e ai dispositivi mobili ha progressivamente modificato questa impostazione. Un mondo virtuale può essere frequentato anche senza indossare un visore, utilizzando lo schermo dello smartphone e i tradizionali comandi tattili. L’utente continua a controllare un avatar e a interagire con altre persone, ma la modalità di fruizione cambia sensibilmente.

Nella comunicazione ufficiale del 19 febbraio, firmata da Samantha Ryan, vicepresidente dei contenuti di Reality Labs, Meta ha descritto la nuova organizzazione delle attività. Da una parte rimane l’ecosistema Quest, dedicato alle applicazioni immersive e ai giochi in realtà virtuale. Dall’altra Horizon Worlds, destinato a concentrarsi quasi esclusivamente sulle esperienze mobili.

La distinzione riguarda soprattutto le priorità industriali. Sviluppare un’esperienza pensata per un visore richiede interfacce, sistemi di movimento e modalità di interazione differenti da quelli utilizzati su uno smartphone. Mantenere entrambi i formati comporta ulteriori attività di progettazione, sviluppo, collaudo e aggiornamento.

Andrew Bosworth ha successivamente spiegato che il gruppo di sviluppo si trovava a realizzare parte del lavoro due volte, adattando le esperienze sia ai telefoni sia alla realtà virtuale. Concentrarsi su un formato principale consente di accelerare gli aggiornamenti e di destinare maggiori risorse alle funzionalità considerate più promettenti.

La scelta riflette anche una differenza evidente nella dimensione dei mercati. Il numero di persone che possiedono uno smartphone è molto superiore a quello degli utenti dotati di un visore VR. Horizon Worlds può quindi raggiungere un pubblico potenzialmente più ampio senza richiedere l’acquisto di hardware specializzato.

La rettifica di marzo: Horizon Worlds non è stato definitivamente chiuso su Quest

Il passaggio alla strategia mobile ha prodotto una successione di comunicazioni che richiede una distinzione precisa.

Il 17 marzo 2026, attraverso il forum ufficiale della comunità Meta, è stata pubblicata una tabella di marcia per la separazione delle piattaforme. Il documento prevedeva la scomparsa di Horizon Worlds ed Events dallo Store di Quest entro la fine di marzo, insieme alla rimozione di Horizon Central ed Events Arena.

La comunicazione indicava inoltre il 15 giugno 2026 come termine per l’accesso ai mondi virtuali tramite visore, dopo il quale Horizon Worlds sarebbe rimasto disponibile esclusivamente attraverso l’applicazione mobile.

Due giorni dopo è arrivato il chiarimento decisivo.

Durante una sessione di domande e risposte pubblicata su Instagram, Andrew Bosworth ha comunicato la scelta di mantenere Horizon Worlds funzionante anche in realtà virtuale. La dichiarazione, riportata il 19 marzo da TechCrunch, è stata confermata alla testata da un portavoce di Meta.

La decisione ha modificato il percorso inizialmente annunciato. La data del 15 giugno non può quindi essere considerata una scadenza definitiva per la chiusura del servizio sui visori.

Occorre tuttavia distinguere il mantenimento dell’accesso in VR dal ripristino integrale di tutte le funzionalità e dei servizi precedentemente previsti. La rettifica sul supporto alla realtà virtuale non equivale a una conferma automatica di ogni spazio sociale, evento, beneficio commerciale o modalità di distribuzione menzionata nel programma originario.

Anche la scomparsa di determinati contenuti dallo Store non coincide necessariamente con l’impossibilità di utilizzare un’applicazione già accessibile attraverso altri percorsi.

La differenza principale riguarda la continuità del supporto: Meta ha rinunciato alla chiusura generale di Horizon Worlds in VR, ma ha mantenuto la strategia che privilegia lo sviluppo mobile.

Le comunicazioni ufficiali successive, consultabili fino al 29 ottobre 2026, confermano gli investimenti nelle esperienze per smartphone e nella piattaforma Quest come prodotto distinto. Non documentano un nuovo annuncio generale che ripristini la precedente scadenza di chiusura di Horizon Worlds in realtà virtuale.

I numeri che spiegano la scelta di Meta

La crescita registrata nel 2025 costituisce uno degli elementi più significativi della revisione strategica.

Nel documento di febbraio, Meta ha comunicato che il numero dei mondi destinati esclusivamente ai dispositivi mobili era passato da zero a oltre 2.000 nell’arco dell’anno. Nello stesso periodo, gli utenti attivi mensili della componente mobile erano più che quadruplicati.

Sono dati comunicati dall’azienda, che indicano un’accelerazione dell’attività ma non permettono, da soli, di determinare la dimensione complessiva del pubblico. Meta non ha infatti accompagnato quelle percentuali con una cifra assoluta degli utenti mensili mobili.

Un altro indicatore riguarda gli sviluppatori. Secondo i risultati presentati a febbraio, quattro creatori avevano raggiunto almeno un milione di dollari di ricavi cumulati sulla piattaforma, mentre quasi cento avevano ottenuto ricavi a sei cifre nel 2025.

Si tratta di risultati riferiti a una parte della comunità, non di guadagni rappresentativi dell’intero settore. Rimangono comunque rilevanti perché dimostrano l’esistenza di attività commerciali già sviluppate intorno ai mondi mobili.

Un’ulteriore indicazione è arrivata da Appfigures, società specializzata nell’analisi del mercato delle applicazioni. I dati riportati da TechCrunch nel marzo 2026 attribuivano all’app mobile Horizon circa 45 milioni di download cumulati nel mondo tra iOS e Google Play, con 1,5 milioni di installazioni dall’inizio dell’anno.

La stessa analisi stimava una spesa complessiva degli utenti nell’app di circa 1,1 milioni di dollari. Il confronto richiede cautela: download, utenti attivi e ricavi misurano fenomeni diversi, mentre la spesa rilevata attraverso gli store mobili non coincide necessariamente con tutti i flussi economici dell’ecosistema Horizon.

Per Meta, la crescita della partecipazione mobile costituisce comunque una ragione concreta per proseguire su questa strada.

L’espansione di Meta Horizon Worlds su smartphone consente inoltre di avvicinare la piattaforma a modelli già affermati nell’intrattenimento digitale, nei quali gli utenti accedono a giochi creati da terzi, partecipano ad attività multiplayer e acquistano contenuti virtuali.

Il confronto più immediato riguarda Roblox e, sotto alcuni aspetti, Fortnite. Non si tratta di prodotti identici, ma condividono la capacità di ospitare esperienze differenti all’interno di ecosistemi digitali nei quali contenuti, comunità e strumenti di sviluppo assumono un ruolo centrale.

Che cosa rimane ai visori Quest

La riduzione della centralità di Horizon Worlds non comporta l’abbandono della realtà virtuale da parte di Meta.

Nel febbraio 2026, Samantha Ryan ha confermato l’intenzione di continuare a sviluppare hardware VR, sostenere gli studi indipendenti e migliorare le condizioni commerciali per gli sviluppatori presenti nello Store Quest.

I dati divulgati nello stesso intervento indicavano che, nel 2025, l’86% del tempo di utilizzo effettivo dei visori veniva trascorso all’interno di applicazioni sviluppate da soggetti terzi. È un elemento che aiuta a comprendere la crescente attenzione verso giochi e servizi realizzati all’esterno degli studi Meta.

La società ha inoltre comunicato investimenti per quasi 150 milioni di dollari nei programmi dedicati agli sviluppatori VR durante il 2025. Nello stesso anno, Meta Horizon+ aveva superato un milione di abbonati attivi, con un catalogo di oltre cento titoli.

Questi risultati riguardano l’ecosistema Quest e non devono essere confusi con quelli di Horizon Worlds.

La differenza è sostanziale. Quest è una piattaforma hardware e software che ospita numerose applicazioni, comprese esperienze immersive sviluppate con strumenti come Unity e Unreal Engine. Horizon Worlds è invece uno specifico servizio sociale e creativo che può essere utilizzato attraverso modalità di accesso differenti.

Lo spostamento degli investimenti verso gli smartphone riguarda quest’ultimo prodotto, senza eliminare la possibilità di continuare a realizzare applicazioni VR autonome.

A settembre 2026, durante Meta Connect, l’azienda ha presentato anche Meta VR Glasses, una nuova categoria di dispositivi immersivi annunciata per la primavera 2027. Gli strumenti di sviluppo erano già stati messi a disposizione degli sviluppatori, mentre il prodotto hardware non risultava ancora commercializzato alla data dell’annuncio.

Questo sviluppo conferma che Meta sta perseguendo percorsi distinti: ampliare il pubblico delle esperienze Horizon attraverso i dispositivi mobili e proseguire nell’evoluzione dell’hardware destinato alla realtà virtuale.

Meta Horizon Worlds su smartphone: come cambia il lavoro dei creatori

Il nuovo orientamento ha conseguenze dirette per chi realizza mondi virtuali.

Un ambiente progettato principalmente per smartphone deve funzionare su schermi più piccoli, adattarsi ai comandi tattili e garantire tempi di caricamento compatibili con sessioni di utilizzo spesso più brevi rispetto a quelle immersive.

Anche la progettazione delle attività cambia. Un gioco basato sull’uso delle mani nello spazio tridimensionale, per esempio, richiede una revisione sostanziale se deve essere utilizzato attraverso semplici pulsanti sullo schermo.

La stessa attenzione riguarda la leggibilità delle interfacce, la gestione delle risorse grafiche e la fluidità delle sessioni multiplayer.

Queste esigenze favoriscono giochi sociali, esperienze collaborative, simulazioni e attività costruite intorno a meccaniche facilmente accessibili attraverso il telefono. Non significa che ogni contenuto debba diventare semplice, ma che le modalità di interazione devono essere progettate in funzione del dispositivo.

Nel corso del 2025, Meta aveva già incentivato questo approccio attraverso competizioni e programmi economici destinati ai creatori.

Il Mobile Genre Showdown: Reloaded, i cui risultati sono stati annunciati a novembre, prevedeva un montepremi complessivo di 2,5 milioni di dollari. La competizione era dedicata a mondi mobili appartenenti a generi come simulazione, giochi di ruolo e personalizzazione degli avatar.

A dicembre, la Mobile Innovation Competition ha premiato ulteriori progetti, valorizzando l’utilizzo dei controlli tattili e le caratteristiche specifiche degli smartphone.

Gli investimenti nelle competizioni erano collegati al programma complessivo di sostegno alla comunità dei creatori, al quale Meta aveva destinato 50 milioni di dollari nel 2025.

Per gli sviluppatori già presenti su Horizon Worlds, la transizione richiede quindi valutazioni concrete. Un progetto concepito esclusivamente per l’immersione VR potrebbe richiedere un adattamento significativo prima di risultare competitivo nell’ambiente mobile. Al contrario, chi sviluppa giochi per smartphone può trovare nuove opportunità di distribuzione all’interno dei servizi Meta.

La redditività rimane un elemento da verificare caso per caso. Un pubblico potenzialmente più ampio non garantisce automaticamente ricavi maggiori, soprattutto quando aumentano anche il numero dei contenuti disponibili e la concorrenza per ottenere visibilità.

A settembre arrivano Horizon Create e Horizon Studio

La conferma più evidente della nuova direzione è arrivata il 24 settembre 2026, quando Meta ha presentato due strumenti destinati a semplificare la produzione di giochi: Horizon Create e Horizon Studio.

Entrambi utilizzano le capacità di generazione assistita dall’intelligenza artificiale integrate nel Meta Horizon Engine.

Horizon Create è progettato come applicazione mobile attraverso la quale un creatore può descrivere un gioco utilizzando il linguaggio naturale. Il sistema permette di partire da un’idea o da un modello predefinito, generare ambientazioni e personaggi, intervenire sulle meccaniche e provare il risultato.

Horizon Studio offre invece un ambiente accessibile attraverso browser, con controlli più dettagliati sulla struttura delle scene, sugli elementi grafici, sui parametri degli script e sull’organizzazione degli spazi.

I progetti possono passare da uno strumento all’altro conservando gli elementi già realizzati. L’obiettivo è permettere una prima elaborazione attraverso il telefono e successive modifiche più approfondite attraverso il computer, senza ricostruire ogni volta il lavoro.

La presentazione comprendeva anche la possibilità di realizzare giochi bidimensionali e tridimensionali, con sistemi di progressione, gestione della difficoltà e funzionalità multiplayer.

Al 29 ottobre 2026, tuttavia, Horizon Create e Horizon Studio non devono essere considerati strumenti universalmente disponibili. La comunicazione ufficiale di settembre descriveva una distribuzione graduale in accesso anticipato, accompagnata da una lista d’attesa e da test condotti con la comunità dei creatori.

La presentazione pubblica delle funzionalità non equivale quindi alla loro disponibilità immediata per tutti gli utenti.

Il programma permette comunque di comprendere la direzione degli investimenti. Meta vuole ridurre le competenze tecniche inizialmente necessarie per produrre giochi, conservando strumenti di modifica più avanzati per chi desidera intervenire sui singoli componenti.

La generazione automatica non elimina il lavoro di progettazione, verifica e manutenzione. Un’esperienza multiplayer deve comunque garantire comportamenti coerenti, prestazioni adeguate e una gestione corretta delle interazioni tra utenti.

Dall’app Horizon a Facebook e Instagram

Una delle novità più importanti presentate a Meta Connect riguarda la distribuzione dei contenuti.

I giochi realizzati attraverso i nuovi strumenti sono progettati per raggiungere gli utenti di Horizon, Facebook e Instagram. Questo modello amplia il ruolo delle esperienze mobili, che non rimangono necessariamente confinate all’interno di una singola applicazione.

Il passaggio è significativo anche sul piano commerciale. Una piattaforma di giochi basata sui contenuti creati dagli utenti deve affrontare il problema della scoperta: pubblicare un ambiente virtuale non significa automaticamente trovare persone interessate a utilizzarlo.

Meta dispone di servizi sociali con un pubblico molto ampio e intende sfruttare questi canali per facilitare l’incontro tra creatori e giocatori.

L’integrazione annunciata prevede che i giochi pubblicati attraverso Horizon Create e Horizon Studio possano essere distribuiti nelle esperienze delle piattaforme social Meta, con modalità di fruizione native.

La disponibilità effettiva dipende comunque dalle fasi di rilascio dei nuovi strumenti e dalle condizioni applicabili ai contenuti pubblicati. Non sarebbe corretto attribuire già a ogni mondo virtuale esistente la possibilità di funzionare indistintamente su tutte le applicazioni.

La crescita di Meta Horizon Worlds su smartphone è strettamente collegata a questa evoluzione. Il telefono diventa il dispositivo principale attraverso il quale creare, scoprire e utilizzare esperienze sociali interattive, mentre Facebook e Instagram possono contribuire alla loro diffusione.

Si tratta di un modello differente rispetto all’impostazione iniziale del metaverso, nella quale l’accesso a uno spazio virtuale condiviso passava soprattutto attraverso un dispositivo immersivo.

Le nuove funzionalità pongono anche questioni relative alla moderazione. Gli strumenti di generazione automatica possono facilitare la produzione di contenuti, ma richiedono verifiche sulla loro conformità alle regole della piattaforma.

Nel documento ufficiale di settembre, Meta ha descritto controlli sui contenuti generati, procedure di revisione prima della pubblicazione e sistemi automatici di classificazione per età. Sono inoltre previste protezioni dedicate ai giovani utenti, collegate agli strumenti di supervisione familiare già presenti nell’ecosistema.

L’efficacia di queste misure dipenderà dalla loro applicazione durante l’espansione del programma e dall’effettiva capacità di gestire una quantità crescente di esperienze create dagli utenti.

Quali conseguenze per gli utenti di Horizon Worlds

La strategia mobile modifica soprattutto le modalità di accesso e la natura delle esperienze che riceveranno maggiore attenzione.

Con uno smartphone compatibile, Horizon Worlds permette di partecipare ad attività sociali e a giochi senza utilizzare un visore. Il formato mobile riduce quindi la dipendenza dall’hardware VR e rende possibile utilizzare i mondi virtuali nelle normali sessioni di intrattenimento quotidiano.

Rimane però una differenza tra i contenuti progettati per il telefono e quelli concepiti per la realtà virtuale. Controllare un avatar attraverso lo schermo non riproduce automaticamente l’interazione immersiva consentita da un visore.

La permanenza del supporto VR, confermata a marzo, tutela almeno la continuità generale di accesso alla piattaforma per gli utenti Quest. Non garantisce però che ogni mondo, funzionalità o evento sia disponibile contemporaneamente su entrambe le modalità.

Per verificare l’accessibilità di una specifica esperienza occorre considerare la compatibilità indicata dal creatore, le caratteristiche del contenuto e gli eventuali cambiamenti introdotti nella distribuzione.

Anche gli sviluppatori devono distinguere tra il pubblico di Horizon Worlds e quello delle altre applicazioni VR. I creatori interessati a giochi immersivi possono continuare a utilizzare l’ecosistema Quest; chi punta invece alla crescita delle esperienze sociali mobili trova in Horizon il principale programma di sviluppo dedicato a questo mercato.

La distinzione evita anche di interpretare ogni aggiornamento della piattaforma come un ridimensionamento complessivo della realtà virtuale. Gli investimenti in Quest e quelli nei mondi mobili rispondono ormai a obiettivi commerciali differenti.

Il futuro del metaverso Meta passa dalla distribuzione dei giochi

Il cambiamento avviato a febbraio 2026 segna una revisione concreta delle ambizioni originarie di Horizon Worlds.

L’idea di un ambiente sociale immersivo rimane presente nel servizio, ma la crescita della piattaforma viene cercata soprattutto attraverso giochi accessibili e condivisibili mediante dispositivi già utilizzati quotidianamente.

La scelta risponde alle evidenze raccolte da Meta durante il 2025, quando le esperienze mobili hanno registrato una crescita significativa degli utenti attivi e della produzione di mondi.

Le iniziative presentate a settembre aggiungono un elemento ulteriore: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per facilitare lo sviluppo dei giochi e la possibilità di distribuirli attraverso i grandi servizi social dell’azienda.

Rimane aperta la questione della sostenibilità economica per i creatori. L’aumento del pubblico potenziale deve tradursi in partecipazione effettiva, ricavi e opportunità sufficienti a mantenere aggiornate le esperienze pubblicate.

Per questo la transizione verso Meta Horizon Worlds su smartphone dovrà essere valutata anche attraverso la capacità di trattenere gli utenti, valorizzare i contenuti e sostenere un numero crescente di sviluppatori indipendenti.

Il mantenimento dell’accesso in VR deciso a marzo ha evitato una separazione definitiva tra Horizon Worlds e i visori Quest. Non ha però invertito il nuovo orientamento delle attività di sviluppo.

Alla fine di ottobre 2026, il dato più concreto è proprio questa distinzione: Horizon Worlds conserva il supporto alla realtà virtuale dopo la rettifica di marzo, mentre le principali novità annunciate per la creazione e la distribuzione dei giochi riguardano il mercato mobile. Horizon Create e Horizon Studio rappresentano la prossima fase di questa strategia, con un accesso ancora progressivo e un modello di distribuzione che punta a collegare direttamente i giochi alle piattaforme social di Meta.

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