Blur chiude il marketplace NFT il 12 novembre: il sito si ferma, ma il protocollo resta sulla blockchain
Il marketplace NFT Blur interromperà il funzionamento della propria interfaccia web il 12 novembre 2026, lasciando però operativo il protocollo decentralizzato attraverso il quale vengono eseguite le transazioni sulla blockchain Ethereum. La decisione è stata comunicata il 12 ottobre dal progetto attraverso il proprio account ufficiale su X e riportata nella stessa giornata dalla testata specializzata The Block.
La chiusura del marketplace NFT Blur riguarda quindi il sito utilizzato per consultare le collezioni, inserire offerte, acquistare token e gestire le operazioni di trading. Gli smart contract che costituiscono l’infrastruttura del mercato continueranno invece a esistere sulla blockchain. Anche il token BLUR manterrà il proprio ruolo nella governance delle commissioni del protocollo.
L’annuncio interessa inoltre Blend, il servizio di prestiti garantiti da NFT collegato alla piattaforma. Dal 12 novembre non verranno più abbinati nuovi finanziamenti e gli utenti che hanno prestiti in corso dovranno affrontare una scadenza precisa. Il progetto ha previsto uno strumento dedicato al ritiro degli asset, da rendere disponibile successivamente alla dismissione dell’interfaccia principale.
La decisione arriva dopo un forte ridimensionamento dell’attività commerciale di Blur, che nel 2023 era riuscita a conquistare una posizione dominante negli scambi di NFT su Ethereum.
Cosa cambierà dal 12 novembre per gli utenti di Blur
La distinzione tra sito internet e protocollo blockchain costituisce l’elemento centrale dell’annuncio. Blur ha costruito il proprio servizio attorno a un’interfaccia che permette di eseguire operazioni complesse senza interagire direttamente con il codice degli smart contract.
Attraverso il sito, i trader possono consultare le quotazioni delle collezioni, confrontare le offerte, acquistare NFT e utilizzare strumenti destinati alla gestione di numerose operazioni. Il frontend svolge il compito di rendere accessibile questa infrastruttura, traducendo le azioni dell’utente in richieste e transazioni.
Gli smart contract operano invece sulla blockchain e contengono le regole attraverso le quali vengono eseguite determinate operazioni. La loro esistenza non dipende necessariamente dalla disponibilità dell’interfaccia che li utilizza.
La chiusura del marketplace NFT Blur non comporterà quindi, automaticamente, la cancellazione degli NFT custoditi nei wallet personali. I token registrati su Ethereum continueranno a esistere secondo le regole dei rispettivi contratti, indipendentemente dalla disponibilità del sito Blur.
Resterà tecnicamente possibile interagire con i contratti del marketplace, purché siano disponibili strumenti compatibili e siano rispettate le condizioni previste dal protocollo. Questa possibilità, tuttavia, non equivale alla garanzia di poter continuare a utilizzare tutte le funzioni presenti nell’interfaccia originale.
Il mantenimento degli smart contract non assicura infatti la disponibilità dei servizi accessori, degli strumenti di analisi, delle informazioni elaborate dal sito o dei sistemi necessari a presentare le offerte in modo immediato.
La documentazione della Blur Foundation identifica separatamente i contratti dell’exchange, dell’aggregatore, del sistema di offerte e del protocollo Blend. Questa articolazione tecnica aiuta a comprendere perché la dismissione del sito e la permanenza dei contratti siano due eventi differenti.
Offerte aperte e gestione degli NFT: cosa resta da chiarire
La comunicazione del 12 ottobre non definisce nel dettaglio il trattamento di tutte le offerte ancora aperte, degli ordini di vendita e degli eventuali saldi presenti nei sistemi collegati al marketplace.
Un’offerta registrata attraverso un meccanismo che prevede autorizzazioni e condizioni verificabili sulla blockchain può avere una validità indipendente dall’interfaccia utilizzata per crearla. Il comportamento concreto dipende però dalle caratteristiche del contratto, dalle scadenze impostate e dalle modalità di gestione degli ordini.
Non sarebbe quindi corretto affermare che tutte le offerte verranno automaticamente annullate il 12 novembre. Allo stesso modo, la permanenza del protocollo non permette di garantire che ogni ordine rimarrà eseguibile nelle condizioni precedenti.
La distinzione assume particolare rilevanza per gli utenti che hanno utilizzato Blur per effettuare offerte su intere collezioni o per organizzare operazioni di acquisto e vendita su numerosi NFT.
La chiusura del marketplace NFT Blur rende necessario distinguere la proprietà dei token dalle autorizzazioni concesse agli smart contract. Un NFT presente nel wallet dell’utente rimane normalmente sotto il controllo dell’indirizzo che lo possiede, mentre eventuali approvazioni precedentemente autorizzate possono continuare a produrre effetti secondo le regole dei contratti.
La verifica delle posizioni e delle autorizzazioni esistenti costituisce dunque un’esigenza tecnica concreta, anche se Blur non ha pubblicato una procedura generale che imponga la cancellazione di tutte le offerte o la revoca indiscriminata dei permessi.
Particolare attenzione merita la sicurezza delle comunicazioni. Nel messaggio conclusivo dell’annuncio, il progetto ha messo in guardia contro gli account falsi e le comunicazioni fraudolente, precisando che @blur_io è l’unico account ufficiale di Blur su X.
L’avvertimento riguarda soprattutto il rischio che soggetti estranei sfruttino la dismissione del servizio per proporre operazioni inesistenti di migrazione o recupero degli asset.
Blend interromperà i nuovi prestiti: la scadenza per i finanziamenti esistenti
Le indicazioni più precise riguardano Blend, il protocollo di prestiti peer-to-peer che consente di utilizzare gli NFT come garanzia per ottenere liquidità.
Il servizio permette di collegare prestatori e debitori attraverso contratti che gestiscono le condizioni dei finanziamenti. Gli NFT impiegati come garanzia sono soggetti alle regole del protocollo, comprese quelle relative alla restituzione del capitale e all’eventuale inadempimento.
Dal 12 novembre 2026 Blend smetterà di abbinare nuovi prestiti. Per i debitori con finanziamenti in corso, Blur ha indicato la stessa data come termine entro cui rimborsare le somme dovute oppure lasciare che il prestito vada in default secondo le condizioni applicabili.
La possibilità di default non deve essere interpretata come una semplice cancellazione del debito senza conseguenze. Gli NFT utilizzati come garanzia possono essere soggetti ai meccanismi contrattuali previsti in caso di mancato rimborso.
Il progetto ha inoltre annunciato che, dopo il 12 novembre, sarà messo a disposizione uno strumento frontend per consentire agli utenti di ritirare i propri asset da Blend.
Non è stata però specificata una data esatta per il rilascio di questa interfaccia successiva. L’annuncio non fornisce neppure una descrizione completa delle operazioni che lo strumento permetterà di eseguire nelle diverse situazioni contrattuali.
La presenza di questa misura distingue la gestione dei prestiti dalla più generale chiusura del marketplace NFT Blur. Per il marketplace è stata annunciata la permanenza del protocollo, mentre per Blend è previsto anche l’arresto di una funzione operativa specifica: l’abbinamento di nuovi finanziamenti.
Dai volumi record del 2023 al ridimensionamento del mercato
Blur aveva raggiunto la massima notorietà nel 2023, quando la concorrenza con OpenSea aveva modificato gli equilibri del mercato NFT su Ethereum.
Lanciata nel 2022 e sviluppata per rispondere soprattutto alle esigenze degli operatori più attivi, la piattaforma aveva puntato su strumenti di trading avanzati, commissioni di marketplace azzerate e incentivi collegati al token BLUR.
Questa impostazione aveva attirato numerosi trader interessati a operare rapidamente su diverse collezioni e a utilizzare strumenti più sofisticati rispetto a quelli proposti dai marketplace tradizionali.
Secondo i dati riportati da The Block, nel marzo 2023 il volume mensile degli scambi su Blur aveva raggiunto circa 1,43 miliardi di dollari. Nel marzo 2026, tre anni dopo, lo stesso indicatore era sceso sotto i 7 milioni di dollari.
Il ridimensionamento dei volumi di Blur
Valori indicativi riportati da The Block. Il dato di marzo 2026 è inferiore a 7 milioni di dollari.
La contrazione supera il 99,5% rispetto al massimo considerato. Si tratta di un dato riferito all’attività della piattaforma, che non deve essere confuso con l’andamento complessivo del mercato mondiale degli NFT.
Anche il settore nel suo insieme ha attraversato una lunga fase di ridimensionamento. Secondo le rilevazioni CryptoSlam riportate da Decrypt, il valore globale delle vendite NFT nel settembre 2026 si è attestato intorno a 167,2 milioni di dollari, contro circa 554,8 milioni nello stesso mese del 2025.
Il confronto mostra che la perdita di attività non riguarda esclusivamente Blur, pur assumendo per la piattaforma proporzioni particolarmente marcate.
Alla crescita iniziale aveva contribuito anche il sistema di incentivi collegato alla distribuzione dei token. Il modello aveva però attirato critiche da parte di alcuni operatori del settore, soprattutto per la pressione esercitata sulle royalties destinate ai creatori delle collezioni e per il possibile ruolo delle operazioni speculative nell’aumento dei volumi.
Le contestazioni hanno accompagnato l’espansione della piattaforma, ma non costituiscono una prova che gli scambi registrati fossero prevalentemente artificiali.
Il dato sui volumi misura infatti il valore delle transazioni e non permette, da solo, di stabilire quanta attività fosse riconducibile a investitori interessati al possesso degli NFT e quanta a strategie orientate agli incentivi.
Il ruolo del token BLUR e la governance delle commissioni
La chiusura del marketplace NFT Blur non determina, secondo la comunicazione ufficiale, la cessazione della governance esercitata attraverso il token BLUR.
Il progetto ha confermato che il token continuerà a controllare il cosiddetto fee switch, il meccanismo attraverso il quale possono essere disciplinate le commissioni applicate dal protocollo.
La documentazione della Blur Foundation descrive BLUR come un token ERC-20 utilizzato per governare alcuni parametri fondamentali del marketplace e del sistema di prestiti. Il potere di voto dipende dai token posseduti o ricevuti in delega, secondo le procedure previste dalla DAO.
Fra le competenze della governance rientra la possibilità di intervenire sulle commissioni del marketplace, entro i limiti stabiliti dal sistema, e su quelle collegate alle attività di finanziamento.
Il mantenimento del fee switch non significa però che sia stata deliberata l’introduzione di nuove commissioni. L’annuncio del 12 ottobre conferma la continuità del meccanismo di controllo, senza indicare modifiche immediate alle condizioni economiche del protocollo.
La decisione ha avuto conseguenze anche sul mercato del token. The Block ha registrato un calo superiore al 20% nella giornata dell’annuncio, con BLUR scambiato intorno a 0,015 dollari. Le quotazioni rilevate nelle ore successive da altre piattaforme hanno mostrato ulteriori oscillazioni.
La reazione degli investitori evidenzia la distinzione tra l’esistenza tecnica di un protocollo e le aspettative economiche associate alla sua attività. Il mantenimento della governance non garantisce che gli scambi continueranno ai livelli precedenti, né determina automaticamente una fonte di ricavi per i possessori del token.
La decisione dopo l’annuncio di chiusura di Blast
La dismissione dell’interfaccia Blur segue di dieci giorni l’annuncio relativo a Blast, la rete Layer 2 di Ethereum fondata da Tieshun Roquerre, conosciuto anche con lo pseudonimo Pacman e fondatore dello stesso marketplace NFT.
Il 2 ottobre 2026 Blast aveva comunicato l’intenzione di interrompere le proprie attività, spiegando che i costi necessari a mantenere l’infrastruttura avevano superato i ricavi prodotti dalla rete.
La relazione tra i due progetti, sviluppati attorno allo stesso gruppo imprenditoriale e tecnologico, rende significativo il ravvicinamento temporale delle decisioni.
Non è tuttavia corretto trasferire automaticamente a Blur le motivazioni economiche dichiarate per Blast.
Nel caso del marketplace NFT, la comunicazione ufficiale del 12 ottobre non indica una causa unica della dismissione. I dati sui volumi documentano una consistente riduzione dell’attività, ma non consentono di ricostruire integralmente i costi operativi, le entrate derivanti dagli altri servizi o le valutazioni strategiche che hanno portato alla decisione.
Anche l’assenza di commissioni sulle compravendite, caratteristica storica della piattaforma, non basta a dimostrare l’esistenza di specifiche perdite economiche.
La chiusura del marketplace NFT Blur rappresenta quindi un ridimensionamento operativo verificabile, mentre le ragioni finanziarie complete restano non documentate pubblicamente.
Il 12 novembre verrà meno il principale punto di accesso al servizio, ma rimarranno i contratti che ne regolano le operazioni sulla blockchain Ethereum. La continuità tecnica del protocollo e quella dell’esperienza d’uso seguiranno percorsi differenti.
Per gli utenti con posizioni Blend ancora aperte, la conseguenza più immediata resta la scadenza fissata per il rimborso dei prestiti. Per chi possiede NFT o ha utilizzato gli strumenti di trading, il punto da verificare riguarda invece le autorizzazioni e le operazioni ancora attive, sulle quali l’annuncio non introduce una procedura generale di chiusura.
La disponibilità del futuro strumento di prelievo Blend e le eventuali ulteriori indicazioni operative dovranno essere accertate attraverso le comunicazioni ufficiali del progetto, senza considerare già disponibili servizi che al 29 ottobre 2026 risultano soltanto annunciati.







