Tokenizzazione dei titoli finanziari, DTCC avvia il servizio per portare azioni e obbligazioni sulla blockchain
La Depository Trust & Clearing Corporation (DTCC) ha annunciato il 28 ottobre 2026 l’avvio operativo del DTCC Tokenization Service, una piattaforma che permette agli intermediari finanziari autorizzati di trasformare azioni, fondi quotati e titoli del Tesoro statunitense in rappresentazioni digitali trasferibili attraverso blockchain. Il servizio parte con 34 strumenti finanziari ammissibili, appartenenti a categorie di attività che comprendono titoli per un valore di mercato complessivo stimato intorno ai 30.000 miliardi di dollari.
Il lancio coinvolge alcune delle principali istituzioni di Wall Street, tra cui JPMorgan, Bank of America, Citi, Morgan Stanley, Barclays, UBS e State Street. Complessivamente, 20 partecipanti della Depository Trust Company (DTC), la società depositaria controllata da DTCC, hanno già sottoscritto accordi per accedere alla nuova infrastruttura.
La novità riguarda direttamente il funzionamento dei mercati finanziari. Attraverso il servizio, gli intermediari possono convertire determinate posizioni custodite presso DTC in token digitali, trasferirli tra wallet registrati e successivamente riportarli nella forma tradizionale. La tokenizzazione dei titoli finanziari entra così nell’operatività ordinaria di una delle maggiori infrastrutture di deposito e regolamento al mondo, dopo una serie di sperimentazioni e transazioni effettuate in ambiente di produzione.
Il servizio non comporta, almeno inizialmente, il trasferimento generalizzato delle contrattazioni azionarie su blockchain. La sua funzione principale consiste nel consentire una diversa rappresentazione e movimentazione dei diritti relativi a titoli già presenti nel sistema finanziario regolamentato.
Dalle sperimentazioni al lancio del 28 ottobre
DTCC aveva delineato il percorso verso la tokenizzazione nel dicembre 2025, quando la Securities and Exchange Commission (SEC) aveva concesso alla controllata DTC una no-action letter per sviluppare e avviare un servizio soggetto a specifiche condizioni operative.
Il 4 maggio 2026 era arrivato un ulteriore annuncio sul calendario del progetto, accompagnato dal coinvolgimento di oltre 50 imprese finanziarie e tecnologiche. L’obiettivo prevedeva una prima fase di transazioni in produzione durante l’estate e l’apertura del servizio nel mese di ottobre.
Il passaggio intermedio più significativo risale al 15 luglio. In quella giornata DTCC aveva coordinato operazioni reali con titoli tokenizzati, coinvolgendo oltre 30 organizzazioni tra banche, gestori patrimoniali, operatori di mercato e fornitori tecnologici. Le attività avevano compreso prestiti titoli, trasferimenti di garanzie, operazioni pronti contro termine su Treasury e transazioni con consegna contro pagamento.
Si trattava di una dimostrazione operativa circoscritta, utile a verificare la compatibilità tra infrastrutture tradizionali e registri distribuiti. Il 28 ottobre segna invece l’apertura del servizio ai partecipanti che hanno aderito contrattualmente, con ulteriori intermediari destinati a essere abilitati progressivamente.
Anche la composizione del gruppo di lavoro testimonia l’evoluzione dell’iniziativa. Secondo il comunicato di lancio, oltre 150 imprese hanno contribuito alle attività del DTC Digital Assets Solutions Industry Working Group, fornendo indicazioni sui requisiti tecnici, operativi e di controllo.
Il coinvolgimento di 150 organizzazioni non equivale però a un numero analogo di clienti attivi. Alla data dell’annuncio, gli accordi di accesso sottoscritti riguardano 20 partecipanti DTC.
Quali azioni e obbligazioni possono essere tokenizzate
Il perimetro iniziale comprende una selezione di titoli particolarmente liquidi. La documentazione DTCC identifica tre categorie principali: azioni di società comprese nell’indice Russell 1000, exchange traded fund che replicano importanti indici di mercato e titoli del Tesoro degli Stati Uniti.
Per il debito pubblico statunitense sono ammissibili Treasury bills, notes e bonds, strumenti che presentano scadenze differenti e costituiscono una componente essenziale delle attività utilizzate dagli intermediari per la gestione della liquidità e delle garanzie.
L’autorizzazione regolamentare consente di lavorare su queste categorie, ma non significa che ogni titolo appartenente a tali gruppi sia immediatamente disponibile. All’apertura del servizio l’elenco comprende 34 strumenti specifici, con successive estensioni previste in funzione della domanda e delle condizioni operative.
Secondo le informazioni riportate da CoinDesk il 28 ottobre, il valore di mercato complessivo associato ai titoli ammissibili al lancio è stimato intorno ai 30.000 miliardi di dollari. È un dato che misura la dimensione degli strumenti sottostanti potenzialmente interessati, non l’ammontare delle posizioni effettivamente convertite in token.
La distinzione è rilevante anche rispetto ai 114.000 miliardi di dollari di attività in custodia presso DTC, valore comunicato da DTCC per descrivere la dimensione complessiva della propria infrastruttura depositaria. Questa cifra comprende una platea di strumenti molto più ampia di quella prevista dal nuovo servizio.
Né i 30.000 miliardi relativi agli strumenti ammissibili né i 114.000 miliardi custoditi possono essere presentati come capitali già trasferiti sulla blockchain. Il comunicato del 28 ottobre non pubblica un controvalore aggregato delle posizioni effettivamente tokenizzate dopo l’apertura commerciale.
Come funziona la conversione dei titoli in token digitali
Il DTCC Tokenization Service utilizza un modello di rappresentazione digitale di attività già custodite presso DTC. Gli intermediari abilitati possono richiedere la creazione di token corrispondenti ai diritti sui titoli presenti nei rispettivi conti depositari.
Il procedimento viene definito minting, ovvero emissione della rappresentazione tokenizzata. Il sistema crea un token associato alla posizione sottostante, mantenendo una corrispondenza uno a uno tra l’attività depositata e la sua rappresentazione digitale.
La tokenizzazione dei titoli finanziari non determina quindi l’emissione di nuove azioni da parte delle società quotate, né la creazione di ulteriori obbligazioni del Tesoro. Il titolo esiste già e continua a essere custodito nell’infrastruttura tradizionale. A cambiare è la modalità attraverso cui il diritto dell’intermediario su quel titolo viene rappresentato e trasferito.
Il modello evita inoltre che una medesima posizione possa essere utilizzata simultaneamente come disponibilità ordinaria e come token indipendente. La conversione comporta l’aggiornamento delle registrazioni necessarie a mantenere coerenti le due forme.
Il procedimento inverso prende il nome di burning. Quando viene richiesta la riconversione, il token viene eliminato dalla circolazione digitale e la posizione torna disponibile nella modalità contabile tradizionale.
Questo meccanismo è essenziale per mantenere un collegamento tra mercato convenzionale e infrastruttura blockchain. Gli operatori non sono obbligati a trasferire definitivamente le attività in un ambiente separato, ma possono scegliere la rappresentazione più adatta alle operazioni da effettuare.
I token conservano il riferimento identificativo dello strumento finanziario sottostante, compreso il relativo CUSIP, il codice utilizzato per identificare numerosi titoli nei mercati nordamericani. La continuità dell’identificazione contribuisce a evitare la creazione di mercati completamente distinti per attività economicamente equivalenti.
La documentazione operativa prevede inoltre la registrazione dei wallet e procedure di controllo sulla creazione, sul trasferimento e sulla cancellazione dei token. Le richieste di conversione vengono elaborate durante finestre operative definite, mentre i trasferimenti tra wallet registrati possono proseguire anche al di fuori dei normali orari di mercato.
Secondo le informazioni diffuse al lancio, DTCC punta a elaborare le conversioni entro 15 minuti. Il trasferimento dei token tra wallet autorizzati è invece disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette, nel rispetto delle restrizioni applicabili.
Diritti degli investitori e registrazioni ufficiali
Uno degli elementi centrali del servizio riguarda la continuità dei diritti associati agli strumenti finanziari.
Le rappresentazioni tokenizzate mantengono i diritti di proprietà, le tutele degli investitori e gli interessi economici previsti per le corrispondenti posizioni tradizionali. Nel caso delle azioni, questi elementi possono comprendere i diritti connessi ai dividendi e alle operazioni societarie; per gli strumenti obbligazionari riguardano, secondo le rispettive condizioni, il pagamento degli interessi e il rimborso del capitale.
La struttura adottata da DTC si basa sul concetto di security entitlement, cioè il diritto relativo a uno strumento finanziario detenuto attraverso un intermediario nell’ambito del sistema statunitense di custodia indiretta.
Il token rappresenta tale diritto e non necessariamente l’intestazione diretta dell’azione o dell’obbligazione presso l’emittente. La distinzione permette di comprendere perché i trasferimenti avvengano attraverso wallet registrati e continuino a essere riconciliati con i libri ufficiali di DTC.
Il sistema mantiene infatti le registrazioni necessarie a identificare i partecipanti titolari dei diritti anche quando le rappresentazioni digitali vengono trasferite sulla blockchain.
La gestione delle operazioni societarie rimane un passaggio delicato. Dividendi, frazionamenti azionari, fusioni e altre iniziative degli emittenti devono essere trattati in modo coerente con le procedure depositarie e con le posizioni degli investitori.
Nella configurazione iniziale, alcune operazioni possono richiedere la riconversione del token nella forma contabile tradizionale. Le funzionalità più avanzate, come l’eventuale distribuzione di pagamenti attraverso depositi tokenizzati o stablecoin, appartengono agli sviluppi successivi e non devono essere considerate automaticamente disponibili con il lancio di ottobre.
Questa impostazione differenzia il servizio anche da prodotti digitali sintetici che riproducono il prezzo di un’azione senza attribuire al possessore i medesimi diritti sul titolo sottostante.
Canton Network e Besu, due infrastrutture blockchain già operative
La piattaforma viene avviata con due infrastrutture tecnologiche: Canton Network e una rete privata basata su Besu, gestita nell’ambito dell’architettura DTCC.
Canton Network è una blockchain progettata per applicazioni finanziarie istituzionali, con particolare attenzione alla riservatezza delle informazioni, alla gestione delle autorizzazioni e all’interoperabilità tra sistemi. Le sue caratteristiche permettono di sviluppare operazioni su registri distribuiti senza rendere necessariamente pubblici tutti i dati commerciali delle controparti.
Besu è invece un client Ethereum open source, sviluppato nell’ecosistema LF Decentralized Trust, che può essere utilizzato anche per realizzare reti permissioned, cioè infrastrutture alle quali partecipano soggetti preventivamente autorizzati.
La scelta di utilizzare entrambe le tecnologie risponde alla necessità di non vincolare la tokenizzazione dei titoli finanziari a un’unica architettura blockchain.
Per gli intermediari il problema non consiste semplicemente nell’emettere token, ma nel riuscire a trasferire e riconciliare attività attraverso sistemi che adottano standard tecnici differenti.
Il modello DTCC prevede quindi una gestione multirete, sottoposta a criteri di ammissibilità e controlli operativi. Questo non implica che un token possa essere trasferito liberamente tra qualsiasi blockchain esistente: la compatibilità dipende dalle reti approvate e dalle procedure disponibili.
Gli strumenti digitali vengono inoltre gestiti attraverso wallet registrati presso DTC. Possono essere previste configurazioni riferite agli intermediari e sotto-wallet collegati alla loro clientela, sempre nell’ambito dei rapporti e delle autorizzazioni richieste.
La possibilità di trasferire token in qualsiasi momento non elimina i controlli sull’identità dei partecipanti, sulla titolarità dei diritti o sulle operazioni consentite.
L’apertura a ulteriori reti è prevista nel 2027. Tra le integrazioni indicate nella roadmap figurano Stellar e Arc, la blockchain sviluppata da Circle. Alla data del lancio queste infrastrutture non fanno parte delle due reti già integrate nel servizio operativo.
Il ruolo dei titoli tokenizzati nella gestione delle garanzie
Uno degli impieghi più interessanti riguarda l’utilizzo delle attività finanziarie come collateral, cioè garanzie a supporto di finanziamenti e altre operazioni tra intermediari.
Banche, broker e operatori istituzionali devono movimentare quotidianamente titoli e liquidità per coprire esposizioni, soddisfare richieste di margine e garantire transazioni. Queste attività possono coinvolgere depositari, sistemi di compensazione e procedure di riconciliazione differenti.
La tokenizzazione dei titoli finanziari può ridurre alcuni passaggi operativi, rendendo più rapido il trasferimento della rappresentazione di un’attività da un soggetto autorizzato a un altro.
L’esempio più concreto riguarda i Treasury statunitensi, frequentemente impiegati come garanzia nei mercati finanziari grazie alla loro liquidità e alle caratteristiche del rischio sovrano.
Un intermediario che dispone di Treasury ammissibili può convertirne una posizione in token e trasferirla a un altro wallet registrato nell’ambito di un’operazione consentita. La possibilità di movimentare la garanzia fuori dagli orari tradizionali può risultare utile quando le controparti operano in aree geografiche diverse oppure devono rispondere rapidamente a richieste di collateral.
Durante le operazioni effettuate il 15 luglio, DTCC aveva già verificato diversi casi d’uso: prestiti titoli, operazioni pronti contro termine con consegna contro pagamento, trasferimenti azionari e movimentazioni connesse ai margini delle controparti centrali.
Parte di questi test aveva coinvolto anche la DTCC Collateral AppChain, una soluzione distinta dal Tokenization Service e dedicata ai processi di gestione delle garanzie.
La disponibilità del servizio di tokenizzazione non significa tuttavia che tutte queste applicazioni siano già pienamente integrate nei sistemi di ogni partecipante. Il loro utilizzo dipende dagli accordi commerciali, dalle procedure di controllo, dalla compatibilità delle piattaforme e dalle regole applicabili alle singole operazioni.
Lo stesso vale per i benefici finanziari. Una movimentazione più rapida delle garanzie può contribuire a ridurre il capitale immobilizzato nei processi operativi, ma non produce automaticamente una diminuzione dei margini regolamentari richiesti o delle esposizioni al rischio.
Anche la disponibilità dei token per trasferimenti continuativi deve essere distinta dalla negoziazione e dal regolamento delle operazioni sui mercati tradizionali, che continuano a seguire le rispettive regole.
La SEC e i limiti dell’autorizzazione statunitense
L’inquadramento regolamentare rappresenta un elemento decisivo per il progetto DTCC.
L’11 dicembre 2025 la Division of Trading and Markets della SEC aveva rilasciato una no-action letter relativa al programma di tokenizzazione di DTC. Il documento stabilisce che, sulla base delle circostanze e delle condizioni descritte, il personale della divisione non raccomanderebbe determinate azioni di enforcement nei confronti della società per l’attuazione del programma.
Una no-action letter non equivale a un’approvazione generale di tutti i possibili modelli di titoli tokenizzati. La sua applicazione rimane circoscritta alla configurazione esaminata e alle disposizioni specificamente considerate.
Il programma autorizzato ha una durata iniziale di tre anni e riguarda categorie definite di attività. Sono previsti requisiti relativi alla registrazione dei wallet, alla tracciabilità dei trasferimenti, alla riconciliazione delle posizioni e alla gestione dei rischi tecnologici.
La SEC ha affrontato più ampiamente l’argomento anche il 28 gennaio 2026, attraverso una dichiarazione congiunta delle divisioni Corporation Finance, Investment Management e Trading and Markets dedicata ai titoli tokenizzati.
Il documento chiarisce che uno strumento finanziario rappresentato mediante un crypto asset continua a essere soggetto alle norme federali sui titoli quando rientra nella definizione legale di security. La tecnologia utilizzata per registrarne la proprietà non modifica automaticamente la natura giuridica dell’attività.
Le autorità distinguono inoltre i titoli tokenizzati dagli emittenti, o per loro conto, da quelli rappresentati digitalmente da soggetti terzi. Le differenze possono incidere sui diritti attribuiti ai possessori e sulle responsabilità degli operatori coinvolti.
Nel caso DTCC, la conservazione dei diritti associati alle posizioni depositarie costituisce uno degli elementi essenziali del modello. DTC mantiene un ruolo centrale nella registrazione ufficiale delle posizioni, mentre il trasferimento del token aggiorna la rappresentazione digitale del relativo diritto.
Questa architettura consente di sperimentare nuove modalità di movimentazione degli asset senza sostituire integralmente le strutture giuridiche e operative già utilizzate nei mercati regolamentati.
Le integrazioni previste per il 2027 e i prossimi sviluppi operativi
Il progetto annunciato il 28 ottobre prevede un ampliamento progressivo delle funzionalità e delle infrastrutture collegate.
Le priorità comprendono l’integrazione di ulteriori blockchain, il miglioramento della gestione delle operazioni societarie e lo sviluppo di meccanismi che permettano di coordinare il trasferimento dei titoli digitali con quello del denaro.
Quest’ultimo punto riguarda il regolamento delle transazioni. Il trasferimento di un titolo tokenizzato può avvenire rapidamente, ma per completare un’operazione finanziaria occorre gestire anche il corrispondente pagamento, rispettando le condizioni concordate dalle controparti.
L’integrazione con forme di moneta digitale, come depositi bancari tokenizzati o altri strumenti di pagamento ammessi, potrebbe permettere una maggiore automazione dei processi di consegna contro pagamento. Si tratta però di funzionalità soggette a ulteriori sviluppi e verifiche, non di una caratteristica universalmente disponibile fin dal primo giorno.
Un altro passaggio sarà l’estensione del numero di strumenti finanziari ammissibili e degli intermediari effettivamente operativi.
L’elenco iniziale di 34 titoli e i 20 partecipanti contrattualizzati costituiscono il punto di partenza di un’infrastruttura destinata a crescere gradualmente. Il suo sviluppo dipenderà anche dalla capacità di collegare le applicazioni blockchain ai sistemi di gestione del rischio, custodia e regolamento già utilizzati dalle istituzioni finanziarie.
Per valutare l’effettiva diffusione della tokenizzazione dei titoli finanziari saranno quindi determinanti indicatori diversi dal valore teorico degli strumenti ammissibili: il numero di posizioni convertite, il controvalore dei token emessi, la frequenza dei trasferimenti, il loro impiego nelle operazioni di collateral e la quantità di intermediari che utilizzano regolarmente il servizio.
Le prime evidenze disponibili documentano l’avvio dell’infrastruttura, la partecipazione di importanti istituzioni e la possibilità tecnica di convertire e trasferire titoli custoditi da DTC. Non permettono ancora di misurare quanto capitale sia stato effettivamente mobilitato attraverso il nuovo sistema.
L’apertura a nuove reti nel 2027 e l’introduzione di ulteriori funzioni di regolamento costituiranno i prossimi passaggi per verificare se la maggiore velocità di trasferimento possa tradursi in un utilizzo continuativo dei titoli tokenizzati nelle attività quotidiane delle istituzioni finanziarie.







