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	<title>NFT &#8211; Digital Asset</title>
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	<description>Approfondimenti e opportunità in ambito blockchain, criptovalute, metaverso e nft</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Jan 2024 15:10:23 +0000</lastBuildDate>
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	<title>NFT &#8211; Digital Asset</title>
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		<title>Il Dynamic Art Museum di Milano chiude i battenti: una occasione sprecata per l&#8217;Nft Art in Italia</title>
		<link>https://digitalasset.blog/dynamic-art-museum-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 15:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Dynamic Art Museum di Milano ha segnato una tappa significativa nel panorama artistico contemporaneo, rappresentando non solo un luogo di esposizione ma un vero e proprio laboratorio di sperimentazione. La sua chiusura non è solo la fine di un&#8217;istituzione museale, ma rappresenta la conclusione di un capitolo innovativo nell&#8217;arte digitale. Il museo aveva abbracciato [&#8230;]]]></description>
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<p>Il Dynamic Art Museum di Milano ha segnato una tappa significativa nel panorama artistico contemporaneo, rappresentando non solo un luogo di esposizione ma un vero e proprio laboratorio di sperimentazione. La sua chiusura non è solo la fine di un&#8217;istituzione museale, ma rappresenta la conclusione di un capitolo innovativo nell&#8217;arte digitale. Il museo aveva abbracciato con entusiasmo la sfida di <strong>integrare l&#8217;arte rinascimentale con la moderna <a href="https://digitalasset.blog/crypto-art/">Crypto Art</a></strong>, creando un dialogo unico tra passato e presente. Gli spazi del museo, situati in un contesto urbano all&#8217;avanguardia, si erano trasformati in un campo di esplorazione dove <strong>arte tradizionale e digitale convivevano</strong>, offrendo ai visitatori un&#8217;esperienza immersiva nella storia dell&#8217;arte e nelle sue evoluzioni più contemporanee. Questa chiusura non solo pone fine a un&#8217;esperienza artistica unica ma solleva interrogativi sul futuro dell&#8217;<a href="https://digitalasset.blog/nft-art/">Nft Art in Italia</a> e a livello internazionale, oltre che sulla sua sostenibilità nel contesto museale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;impatto innovativo del museo nell&#8217;arte digitale</strong></h2>



<p>Il Dynamic Art Museum ha giocato un ruolo fondamentale nell&#8217;evoluzione dell&#8217;arte digitale, portando alla luce la <strong>versatilità e il potenziale espressivo degli <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a></strong>. Il museo non si è limitato a esporre opere digitali; ha creato un ponte tra il mondo virtuale e quello reale, dimostrando come la tecnologia blockchain possa trasformare la percezione e la fruizione dell&#8217;arte. Attraverso mostre che combinavano arte rinascimentale con opere NFT, il museo ha sottolineato la <strong>continuità creativa</strong> attraverso i secoli, mettendo in luce la relazione dinamica tra passato, presente e futuro. Gli artisti presentati, che spaziavano dai maestri storici a innovatori digitali, hanno rappresentato una gamma diversificata di espressioni artistiche. Questo ha permesso al pubblico di esplorare il <strong>ruolo dell&#8217;arte nell&#8217;era digitale</strong>, evidenziando come le <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuove</a> tecnologie possano non solo <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> ma anche reinventare l&#8217;esperienza artistica. La chiusura del museo lascia quindi una lacuna nel panorama culturale, segnando la fine di un esperimento unico che ha osato sfidare i confini tradizionali dell&#8217;arte.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le mostre memorabili e il legame con l&#8217;arte tradizionale</strong></h2>



<p>Uno degli aspetti più celebrati del Dynamic Art Museum era la sua capacità di <strong>fondere l&#8217;antico con il moderno</strong> in un dialogo artistico stimolante. Le mostre del museo si distinguevano per la loro <strong>unicità e diversità</strong>, esplorando il vasto potenziale dell&#8217;arte NFT e digitale, ma sempre in un contesto dialogico con l&#8217;arte tradizionale. Esempi rilevanti di questa fusione includevano esposizioni di artisti storici come Caravaggio, Giotto e Tiziano, accanto a moderni maestri <a href="https://digitalasset.blog/gli-italiani-investono-in-bitcoin-e-criptovalute/">italiani</a> e americani, e a innovatori digitali come <em>Beeple </em>e <em>Federico Clapis</em>. Queste mostre hanno contribuito a creare una <strong>profonda comprensione</strong> della storia dell&#8217;arte, collegando il passato con le forme espressive contemporanee. Attraverso queste esposizioni, il museo ha dimostrato come la <strong>tradizione possa ispirare l&#8217;innovazione</strong>, offrendo ai visitatori nuove prospettive sull&#8217;arte e sulla sua evoluzione. La chiusura del museo significa la perdita di uno spazio dove il confronto tra diverse epoche artistiche era non solo possibile, ma anche vivacemente incoraggiato, sottolineando l&#8217;importanza di <strong>spazi espositivi che celebrano l&#8217;intera gamma della creatività umana</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La reazione del mondo artistico alla chiusura</strong></h2>



<p>La notizia della chiusura del Dynamic Art Museum ha provocato una <strong>viva reazione</strong> nel mondo artistico, tanto a livello locale quanto internazionale. Artisti, critici e appassionati hanno espresso un senso di perdita per la fine di un progetto così ambizioso e innovativo. Questa chiusura è stata percepita non solo come la fine di uno spazio espositivo, ma anche come un <strong>segnale di allarme</strong> sulla fragilità delle istituzioni artistiche legate all&#8217;innovazione digitale. In particolare, molti hanno sottolineato l&#8217;importanza del museo come luogo di <strong>incontro e dialogo</strong> tra diverse correnti artistiche, dal rinascimento alla crypto art. Alcuni hanno visto in questa chiusura un momento di <strong>riflessione</strong> sul futuro dell&#8217;arte digitale, ponendo domande sulla sua sostenibilità e sul suo ruolo nel panorama artistico più ampio. Il museo, con la sua breve ma intensa storia, ha lasciato un&#8217;eredità di sfida e innovazione, stimolando un dibattito su come l&#8217;arte possa evolvere nell&#8217;era digitale e su come le istituzioni possano sostenere questo progresso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La necessità di una maggior comprensione dell&#8217;NFT Art</strong></h2>



<p>La chiusura del Dynamic Art Museum apre un capitolo di <strong>riflessioni sul futuro dell&#8217;arte NFT</strong> e sulle sue prospettive in un contesto artistico più ampio. Questo evento segnala la necessità di una <strong>maggior comprensione e accettazione</strong> delle arti digitali e degli NFT nella comunità artistica tradizionale. Mentre l&#8217;arte NFT ha mostrato il suo potenziale di rompere i confini convenzionali e di reinventare la narrazione artistica, la sua sostenibilità e il suo ruolo nel panorama artistico globale rimangono questioni aperte. La storia del museo sottolinea l&#8217;importanza di <strong>spazi di espressione innovativi</strong> che possono sostenere e valorizzare queste nuove forme d&#8217;arte. Guardando al futuro, ci si interroga su come l&#8217;arte NFT possa evolversi e come possa essere integrata in modo più organico nelle istituzioni artistiche esistenti. La sfida sarà quella di trovare un equilibrio tra innovazione e tradizione, garantendo che l&#8217;arte digitale non sia solo una tendenza effimera, ma una parte duratura e significativa del discorso artistico globale.</p>
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		<title>Nft Art in Italia: piattaforme, startup, mostre e gallerie d&#8217;arte</title>
		<link>https://digitalasset.blog/nft-art/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2023 08:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;arte NFT in Italia sta vivendo un periodo di fervida innovazione, caratterizzata da una fusione unica di tradizione artistica e tecnologia all&#8217;avanguardia. La nascita di ItaliaNFT, la prima piattaforma italiana di vendita di NFT Art dedicata all&#8217;arte e alle eccellenze Made in Italy, segna un passo significativo nella direzione di questa nuova frontiera artistica. La [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>L&#8217;arte <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a> in Italia sta vivendo un periodo di fervida innovazione</strong>, caratterizzata da una fusione unica di tradizione artistica e tecnologia all&#8217;avanguardia. <strong>La nascita di ItaliaNFT</strong>, la prima piattaforma italiana di vendita di NFT Art dedicata all&#8217;arte e alle eccellenze Made in Italy, segna un passo significativo nella direzione di questa nuova frontiera artistica.</p>



<p><strong>La <a href="https://digitalasset.blog/lunc-la-saga-di-terra-e-della-sua-crypto-luna/">terra</a> di Michelangelo e Leonardo da Vinci</strong> ora accoglie anche artisti NFT, che con le loro creazioni digitali stanno esplorando nuove possibilità espressive accanto alle opere d&#8217;arte degli Uffizi. In questo contesto innovativo, la startup Ninfa sta emergendo come un punto di riferimento, portando alla luce opere di artisti <a href="https://digitalasset.blog/gli-italiani-investono-in-bitcoin-e-criptovalute/">italiani</a> e internazionali e collegandole al vasto mondo del <a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a>.</p>



<p>Un momento storico significativo è stato segnato dalla <strong>&#8220;Travel Diary&#8221;</strong>, la prima mostra italiana di <a href="https://digitalasset.blog/crypto-art/">Crypto Art</a>, che ha aperto le porte a una nuova era di collezionismo digitale. Inoltre, gallerie come Reasoned Art stanno facendo da ponte tra l&#8217;arte tradizionale e la criptoarte, puntando su un futuro dove l&#8217;arte digitale si fonde con la tecnologia blockchain.</p>



<p>Questa rivoluzione artistica in Italia non è solo una dimostrazione di creatività, ma anche un&#8217;audace dichiarazione dell&#8217;impatto trasformativo della tecnologia blockchain nell&#8217;ambito dell&#8217;Nft Art.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La piattaforma ItaliaNFT</h2>



<p>L&#8217;innovazione nel mondo dell&#8217;<strong>Nft Art</strong> in Italia è stata significativamente rafforzata dall&#8217;<strong>emergere di ItaliaNFT</strong>, una piattaforma pionieristica dedicata specificamente alla vendita di opere digitali. Questo progetto, <strong>frutto dell&#8217;ingegno di Achille Minerva e Marco Capria</strong>, due imprenditori con una forte passione per le criptovalute, la blockchain e la tecnologia, rappresenta un <strong>punto di svolta</strong> nella digitalizzazione dell&#8217;arte italiana.</p>



<p>ItaliaNFT non è solo una piattaforma di vendita, ma un <strong>vero e proprio ecosistema</strong> che connette gli artisti di <strong>Nft Art</strong> con un pubblico globale, rendendo l&#8217;arte italiana accessibile a un pubblico più ampio attraverso la tecnologia blockchain. Gli artisti possono così esporre e vendere le loro opere in un contesto completamente <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a>, <strong>rompendo le barriere geografiche e culturali</strong> che tradizionalmente limitavano la diffusione dell&#8217;arte.</p>



<p>La piattaforma non si limita a offrire uno spazio per la vendita, ma si pone anche come un <strong>centro di educazione e informazione</strong> sull&#8217;arte NFT, aiutando sia gli artisti che i collezionisti a navigare in questo nuovo mondo digitale. Con ItaliaNFT, l&#8217;arte italiana entra in una nuova era, dove la <strong>tradizione incontra l&#8217;innovazione</strong>, aprendo nuove possibilità per la creatività e la commercializzazione dell&#8217;arte nel XXI secolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Artisti Nft italiani</h2>



<p>Nel panorama dell&#8217;<strong>NFT Art</strong> in Italia, spiccano i nomi di numerosi artisti che stanno ridefinendo i confini dell&#8217;espressione creativa. Questi artisti, fondendo la ricca eredità artistica italiana con le nuove possibilità offerte dalla tecnologia blockchain, stanno creando opere che catturano sia la bellezza tradizionale che le tendenze contemporanee.</p>



<p>Questi creativi del digitale non solo portano avanti il prestigio artistico nazionale, ma introducono anche un dialogo fresco e innovativo. L&#8217;NFT Art in Italia non è solo un mezzo per esporre talento artistico; è anche uno strumento di espressione culturale che si intreccia con la storia e l&#8217;identità italiana. Questi artisti, esplorando nuovi orizzonti, dimostrano come la tecnologia possa arricchire e ampliare la portata dell&#8217;arte tradizionale, aprendo nuove vie per la creatività e l&#8217;interazione artistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ninfa e il multiverso dell&#8217;Nft Art</h2>



<p>Con una visione che va oltre la mera creazione di opere digitali, la startup Ninfa sta esplorando come l&#8217;<strong>Nft Art</strong> possa interagire con il concetto <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute-emergenti/">emergente</a> del metaverso, offrendo nuove dimensioni di fruizione e di esperienza artistica.</p>



<p>Ninfa non si limita a essere un semplice marketplace; è piuttosto un incubatore di idee e un laboratorio per sperimentazioni artistiche. Attraverso la loro piattaforma, artisti italiani e internazionali hanno l&#8217;opportunità di presentare<strong> opere di Nft Art che sfidano le convenzioni tradizionali</strong>, sperimentando con nuove forme di espressione visiva e interattività. Questa attività pionieristica non solo arricchisce il panorama dell&#8217;arte NFT italiana, ma apre anche le porte a collaborazioni transnazionali, creando un dialogo globale nell&#8217;arte digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Travel diary: il collezionismo digitale in mostra</h2>



<p>&#8220;Travel Diary&#8221; rappresenta un <strong>momento fondamentale</strong> nel mondo dell&#8217;arte digitale in Italia, essendo stata la <strong>prima mostra italiana di Nft Art</strong>. Questa mostra non è stata solo un&#8217;esposizione di opere digitali, ma un vero e proprio <strong>catalizzatore di cambiamento</strong> nel modo in cui il pubblico e i collezionisti percepiscono e interagiscono con l&#8217;arte digitale.</p>



<p>L&#8217;evento ha dimostrato come il collezionismo d&#8217;arte possa evolversi nell&#8217;era digitale, introducendo un nuovo modo di apprezzare e investire nell&#8217;arte. Gli artisti che hanno partecipato a &#8220;Travel Diary&#8221; hanno mostrato come le loro creazioni possano essere più che semplici immagini digitali; sono diventate <strong>narrazioni interattive</strong>, esperienze immersive che trascendono il tradizionale quadro fisico. Questa mostra ha aperto nuove strade per la <strong>valorizzazione e la vendita di opere digitali</strong>, dimostrando che l&#8217;Nft Art può avere un ruolo significativo nel panorama artistico e culturale italiano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Reasoned Art, la galleria d&#8217;arte per Nft</h2>



<p><strong>Reasoned Art</strong>, una galleria italiana all&#8217;avanguardia, sta agendo come un <strong>ponte fondamentale</strong> tra l&#8217;arte tradizionale e la nuova era dell&#8217;arte digitale. Questa galleria non si limita a esporre opere digitali; piuttosto, si impegna attivamente nell&#8217;esplorare e nel promuovere il valore artistico e culturale dell&#8217;Nft Art</p>



<p>La visione di Reasoned Art è di integrare l&#8217;arte digitale nel più ampio contesto dell&#8217;arte contemporanea, mostrando come le opere basate sulla tecnologia blockchain possano coesistere e dialogare con forme d&#8217;arte più tradizionali. In questo modo, la galleria non solo supporta gli artisti nell&#8217;esplorazione di nuove frontiere creative ma aiuta anche i collezionisti e gli appassionati d&#8217;arte a comprendere e apprezzare la ricchezza e la diversità dell&#8217;arte NFT. Con le sue iniziative, Reasoned Art sta contribuendo a definire il futuro dell&#8217;arte digitale in Italia, sottolineando il suo potenziale per rivoluzionare il modo in cui l&#8217;arte viene creata, percepita e collezionata.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crypto art: rivoluzione digitale nell&#8217;arte contemporanea</title>
		<link>https://digitalasset.blog/crypto-art/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 17:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[La crypto art rappresenta una rivoluzione senza precedenti nel mondo dell&#8217;arte contemporanea. Caratterizzata dall&#8217;uso di tecnologie blockchain e NFT (Non-fungible Tokens), questa nuova forma d&#8217;arte ha trasformato radicalmente il concetto di proprietà e originalità nell&#8217;arte digitale. Recentemente, l&#8217;Italia si è posizionata come un fulcro di questa rivoluzione, con eventi significativi come la presentazione del libro [&#8230;]]]></description>
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<p>La <strong>crypto art</strong> rappresenta una rivoluzione senza precedenti nel mondo dell&#8217;arte contemporanea. Caratterizzata dall&#8217;uso di <strong>tecnologie blockchain e <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a> (Non-fungible Tokens)</strong>, questa nuova forma d&#8217;arte ha trasformato radicalmente il concetto di proprietà e originalità nell&#8217;arte digitale. Recentemente, l&#8217;Italia si è posizionata come un fulcro di questa rivoluzione, con eventi significativi come la presentazione del libro &#8220;CryptoArt Begins&#8221;, che ha segnato un punto di svolta storico per il settore.</p>



<p>Grazie alla blockchain, per la prima volta, opere digitali possono essere considerate uniche e trasferibili, conferendo loro una <strong>dignità artistica</strong> paragonabile a quella delle opere tradizionali. Questa innovazione ha coinvolto una vasta gamma di attori, da <strong>collezionisti a musei</strong>, elevando la crypto art a un livello internazionale di riconoscimento e apprezzamento.</p>



<p>La scena italiana della crypto art si distingue per la sua <strong>vivacità e innovazione</strong>, con artisti e iniziative che stanno plasmando non solo il panorama locale ma anche quello globale. L&#8217;intersezione tra arte, tecnologia e finanza ha creato un terreno fertile per nuove forme di espressione e investimento, aprendo le porte a un <strong>futuro ricco di possibilità e sfide</strong>. Con la crypto art, stiamo assistendo a un&#8217;era di transizione, dove l&#8217;arte incontra l&#8217;avanguardia tecnologica, ridefinendo il modo in cui percepiamo e interagiamo con il mondo artistico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le possibilità infinite dell&#8217;espressione creativa nell&#8217;era digitale</h2>



<p>L&#8217;interazione tra <strong>tecnologia avanzata</strong> e le arti visive ha aperto nuovi orizzonti per la <strong>creatività artistica</strong>. Nella crypto art, la tecnologia blockchain non è semplicemente uno strumento, ma diventa parte integrante del processo creativo. Questo ha portato alla nascita di opere che sono uniche non solo per il loro contenuto, ma anche per la loro natura intrinsecamente digitale. La tecnologia NFT, in particolare, ha introdotto una nuova dimensione nella <strong>protezione dei <a href="https://digitalasset.blog/blockchain-per-idiritti-dautore-e-proprieta-intellettuale/">diritti d&#8217;autore</a></strong> e nella <strong>monetizzazione delle opere digitali</strong>, consentendo agli artisti di ottenere un riconoscimento economico e legale per le loro creazioni digitali.</p>



<p>Allo stesso tempo, la crypto art sfida le tradizionali concezioni di gallerie e mostre. In un mondo sempre più digitale, le <strong>gallerie virtuali</strong> e gli <strong>spazi espositivi online</strong> offrono nuove piattaforme per la visualizzazione e la vendita dell&#8217;arte. Questi spazi non sono limitati dalle barriere geografiche, permettendo agli artisti di raggiungere un pubblico globale. Inoltre, la crypto art si sta estendendo oltre i confini dell&#8217;arte visiva, influenzando aree come il <strong>design, la moda e persino l&#8217;architettura</strong>.</p>



<p>Questa fusione di arte e tecnologia ha anche sollevato importanti questioni etiche e filosofiche. Mentre alcuni la vedono come una <strong>democratizzazione dell&#8217;arte</strong>, altri la considerano una <strong>commercializzazione eccessiva</strong> che potrebbe distorcere il valore artistico a favore dell&#8217;investimento speculativo. Nonostante queste preoccupazioni, la crypto art continua a essere un campo dinamico e in rapida evoluzione, un vero e proprio laboratorio per sperimentare le possibilità infinite dell&#8217;espressione creativa nell&#8217;era digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Crypto art in Italia: pionieri e movimenti</h2>



<p>L&#8217;Italia sta emergendo come un <strong>polo centrale</strong> nella scena della crypto art, con artisti, galleristi e tecnici che stanno ridefinendo il paesaggio artistico. Questi pionieri stanno esplorando il potenziale della <strong>tecnologia blockchain</strong> per <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> nuove forme di espressione artistica. Tra questi, spiccano figure come Andrea Concas e Amelia Tomasicchio, i cui sforzi hanno portato alla creazione di progetti significativi come il libro &#8220;CryptoArt Begins&#8221;. Questa iniziativa non solo celebra la crypto art, ma segna anche un punto di <strong>incontro tra il mondo fisico e quello digitale</strong>, estendendo l&#8217;esperienza artistica oltre i limiti tradizionali.</p>



<p>Altri artisti <a href="https://digitalasset.blog/gli-italiani-investono-in-bitcoin-e-criptovalute/">italiani</a> stanno facendo breccia nel panorama internazionale, come dimostrano le loro opere esposte in gallerie e mostre in tutto il mondo. Questi artisti non solo creano opere digitali, ma utilizzano anche i <strong>NFT per questioni sociali e culturali</strong>, mostrando come la crypto art possa essere uno strumento di <strong>commento sociale</strong> e <strong>innovazione culturale</strong>.</p>



<p>In Italia, la crypto art non è solo un&#8217;espressione artistica, ma sta diventando anche un movimento culturale che coinvolge <strong>comunità di artisti, collezionisti e appassionati</strong>. Queste comunità promuovono la condivisione delle conoscenze, il sostegno reciproco e la collaborazione, contribuendo a formare un ecosistema artistico robusto e dinamico. La crypto art in Italia sta quindi fungendo da catalizzatore per un <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a> modo di pensare e vivere l&#8217;arte, in cui la <strong>tecnologia e la creatività</strong> si fondono per creare un futuro artistico audace e brillante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto economico e culturale della crypto art</h2>



<p>L&#8217;ascesa delle <strong>NFT (Non-Fungible Tokens)</strong> ha provocato una vera e propria rivoluzione non solo nel campo dell&#8217;arte, ma anche in termini economici e culturali. Le NFT hanno ridefinito il concetto di proprietà e valore nell&#8217;arte digitale, creando un <a href="https://digitalasset.blog/comprendere-il-mercato-delle-criptovalute-cicli-volatilita/">mercato</a> in cui le opere digitali possono essere acquistate, vendute e collezionate con la stessa legittimità delle opere fisiche. Questo ha aperto nuove possibilità di <strong>investimento</strong> e ha attirato l&#8217;attenzione di collezionisti e investitori anche al di fuori del mondo dell&#8217;arte tradizionale.</p>



<p>Sul fronte culturale, le NFT stanno cambiando il modo in cui l&#8217;arte viene percepita e consumata. Hanno facilitato l&#8217;emergere di nuovi artisti e hanno permesso a opere di crypto art, che altrimenti sarebbero rimaste nell&#8217;ombra, di raggiungere un pubblico globale. Inoltre, con l&#8217;NFT Art, gli artisti hanno trovato un nuovo modo per <strong>esprimere le loro visioni</strong> e per <strong>sfidare i confini tradizionali</strong> dell&#8217;arte, spesso fondendo arte, tecnologia e narrativa in modi inediti e avvincenti.</p>



<p>Questo rapido sviluppo ha anche sollevato questioni riguardo la <strong>sostenibilità ambientale</strong>, dato che la tecnologia blockchain può essere energivora. La comunità artistica e tecnologica sta rispondendo a queste preoccupazioni esplorando soluzioni più <strong>sostenibili</strong> e <strong>eco-compatibili</strong>. Inoltre, la volatilità del mercato delle NFT ha posto interrogativi sulla loro stabilità come forma di investimento a lungo termine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crypto art è aperta a molteplici possibilità di sviluppo</h2>



<p>Il <strong>futuro della crypto art</strong> appare tanto <a href="https://digitalasset.blog/neo-una-delle-criptovalute-piu-promettenti/">promettente</a> quanto incerto, un terreno in cui le potenzialità di crescita e le sfide coesistono. Una tendenza emergente è l&#8217;integrazione della crypto art nel <strong><a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a></strong>, un universo virtuale in cui l&#8217;arte può essere esplorata e sperimentata in modi completamente nuovi. Questa evoluzione promette di creare esperienze immersive che sfidano la nostra percezione della realtà e dell&#8217;arte stessa, offrendo agli artisti possibilità senza precedenti di <strong>coinvolgimento del pubblico</strong>.</p>



<p>Un&#8217;altra direzione interessante è l&#8217;uso della crypto art per <strong>rafforzare la connessione tra artisti e comunità</strong>. Con l&#8217;avvento di piattaforme sociali basate su blockchain, gli artisti hanno l&#8217;opportunità di costruire seguiti più personali e impegnati, incoraggiando una maggiore interazione e partecipazione attiva del pubblico nelle loro opere. Ciò potrebbe portare a una <strong>democratizzazione maggiore</strong> del mondo dell&#8217;arte, dove il successo non è determinato solo dalle gallerie tradizionali o dai critici, ma anche dall&#8217;engagement diretto con il pubblico.</p>



<p>inoltre, stiamo assistendo a un crescente interesse verso la <strong><a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">tokenizzazione</a></strong> di opere d&#8217;arte tradizionali. Questo processo non solo offre una nuova vita alle opere d&#8217;arte fisiche nel digitale, ma apre anche le porte a modelli di proprietà condivisa e collezionismo collaborativo. Questa innovazione potrebbe <strong>cambiare radicalmente</strong> la dinamica del mercato dell&#8217;arte, rendendolo più accessibile e inclusivo.</p>



<p>Si prevede un&#8217;evoluzione nelle <strong>tecniche e nei materiali</strong> utilizzati nella creazione della crypto art. Gli artisti esploreranno sicuramente nuove frontiere, sperimentando con realtà aumentata, <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute-intelligenza-artificiale-10-migliori-ai-token/">intelligenza artificiale</a> e altre tecnologie <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute-emergenti/">emergenti</a> per creare opere sempre più sofisticate e interattive.</p>



<p>Mentre il futuro della crypto art è aperto a molteplici possibilità, una cosa è certa: continuerà a essere un campo in rapida evoluzione, un crogiolo di innovazione e creatività che ridefinisce costantemente i confini dell&#8217;arte.</p>
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		<title>Crazy Fury di Monty Lab, il progetto NFT di Marco Montemagno</title>
		<link>https://digitalasset.blog/crazy-fury-monty-lab-progetto-nft-di-marco-montemagno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 10:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mondo degli NFT sbarca con prepotenza nel nostro Paese grazie a Monty Lab, un progetto di Marco Montemagno, personaggio noto per i suoi video su Youtube e un seguito da centinaia di migliaia di follower. Ma che cos’è Monty Lab? Si tratta del primo progetto di Utility NFT italiano che supera i confini del [&#8230;]]]></description>
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<p>Il <strong>mondo degli <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a></strong> sbarca con prepotenza nel nostro Paese grazie a Monty Lab, un progetto di Marco Montemagno, personaggio noto per i suoi video su Youtube e un seguito da centinaia di migliaia di follower. Ma che cos’è Monty Lab? Si tratta del primo progetto di <strong>Utility NFT</strong> italiano che supera i confini del mondo dell’arte: in particolare, parliamo di 10mila NFT Crazy Fury che fanno riferimento a un concept artistico sviluppato da Giovanni Motta. Questi <strong>non fungible <a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">token</a></strong> sono pezzi da collezione, anche perché unici, e in più offriranno l’opportunità di usufruire di servizi e di accedere a eventi esclusivi studiati apposta per la community di Montemagno, in passato fondatore di Competenze, di 4books e di Blogosfere. Gli NFT sono stati rilasciati alle 22 dello scorso 2 febbraio; chi li ha comprati ha diritto a registrarsi al Monty Lab.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Monty Lab</strong></h2>



<p>Il motivo per cui è nato il Monty Lab è stato quello di accogliere e testare i benefici offerti dal mondo delle valute virtuali e in particolare dei non fungible token, dando vita a un legame diretto con gli oltre 3 milioni di persone che fanno parte della <strong>community che segue Montemagno</strong>. Una soluzione con vantaggi reciproci, insomma. I Crazy Fury sono NFT che rappresentano uno strumento di investimento per progetti destinati a vedere aumentare il proprio valore con il passare degli anni. Al tempo stesso costituiscono un <strong>certificato di identità digitale</strong>, che si rivolge a coloro che condividono gli stessi interessi e gli stessi valori. Insomma, un vero e proprio portale di ingresso verso eventi, iniziative e contenuti. Per di più gli NFT possono essere rivenduti sul <a href="https://digitalasset.blog/comprendere-il-mercato-delle-criptovalute-cicli-volatilita/">mercato</a>, come pass per numerose attività oltre che come crypto-arte.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Nasce Monty Lab (NFT) - 10.000 Furie Straordinarie!" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/vjLuPuOxyvA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>A che cosa serve la collezione</strong></h2>



<p>La collezione è stata creata non per far registrare il tutto esaurito nel giro di poche ore, ma con l’intento di dare vita a un progetto quasi pionieristico, con una prospettiva di medio e lungo termine. L’idea, in pratica, è quello di applicare i <strong>paradigmi della blockchain</strong> a un ecosistema di business che sia stato creato da un’azienda o da un imprenditore, coinvolgendo i progetti editoriali, i contenuti e gli eventi. Così, si potranno diffondere anche la cultura e gli strumenti crypto, che per il momento interessano solo gli esperti del settore e una nicchia ristretta di appassionati. La <strong>creazione del Monty Lab</strong> è stata possibile grazie alla partnership avviata con The Nemesis, che è la piattaforma più importante per il settore del <a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a>, con l’idea di esplorare tale dimensione con varie attività di Montemagno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I vantaggi</strong></h2>



<p>Coloro che decideranno di entrare in possesso degli <strong>NFT Crazy Fury</strong> avranno, in primo luogo, la possibilità di detenere la proprietà di un’opera d’arte digitale esclusiva. Non solo: la registrazione al Monty Lab si traduce nell’opportunità di usufruire di numerosi bonus nel corso dei prossimi 3 anni. Come dire: un investimento conveniente sotto tanti punti di vista. Ma di quali bonus si parla? Per esempio un grande evento di due giorni in programma una volta all’anno, ma anche uno sconto del 30% per la realizzazione su The Nemesis di <strong>un Metaverse Custom</strong>. Ancora, viene garantito l’accesso esclusivo a Monty Lab, gruppo Telegram presidiato da Montemagno, che consente di entrare in contatto con gli altri componenti della community e confrontarsi con loro a proposito di strategie NFT, <a href="https://digitalasset.blog/possibili-applicazioni-del-metaverso/">applicazioni</a> ed evoluzioni per gli imprenditori e le aziende. Ma non è tutto, perché l’iscrizione al Monty Lab garantisce anche uno sconto del 50% per gli <strong>abbonamenti a 4books e Competenze</strong> e, ogni mese, videocall con Montemagno e la sua community Crazy Fury, dove sarà possibile interagire dal vivo e senza limiti. Ancora, è previsto l’accesso prioritario alle collezioni di non fungible token esperienziali, <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuove</a> e in edizione limitata, che verranno offerte da marzo, con <strong>numerose esperienze con Montemagno</strong>. Di volta in volta, poi, potranno essere comunicati ulteriori bonus e altre attività, sempre appannaggio esclusivo dei titolari di NFT. Da non dimenticare, poi, che a partire dal mese di giugno del prossimo anno verrà distribuito unicamente tramite non fungible token il libro di Marco Montemagno “365 lezioni che ho imparato da 365 persone straordinario”, per il quale è previsto l’accesso esclusivo per gli <strong>iscritti al Monty Lab</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa bisogna fare per acquistare gli NFT Crazy Fury</strong></h2>



<p>Secondo Montemagno, il settore crypto e quello dei non fungible token allo stato attuale risentono dei pregiudizi che, tipicamente, permeano <strong>una tecnologia che è ancora agli esordi</strong> e che quindi deve affrontare numerose problematiche: prima fra tutte, il fatto che ben pochi fra i non addetti ai lavori abbiano capito i paradigmi degli NFT. Come dire: in tanti ne parlano, ma ad agire sono in pochi. Questa è la ragione per la quale si è deciso di sperimentare in maniera diretta un progetto di Utility NFT nel contesto di una strategia di business, al fine di mettere in risalto il <strong>legame con la community</strong>. Gli NFT sono già in vendita e sul sito Marcomontemagno.com si possono trovare tutte le info utili. Quel che è certo è che il fenomeno dei non fungible token sta crescendo in maniera consistente, e per Montemagno tutte le imprese dovrebbero implementare per gli anni a venire una strategia NFT. Non è certo necessario possedere una <strong>vena artistica</strong> per immergersi in questo mondo, che potrebbe essere perfino più rivoluzionario di ciò che è stato Internet.</p>
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		<title>CryptoPunk: cosa sono e perché sono importanti nel mondo NFT</title>
		<link>https://digitalasset.blog/cryptopunk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 09:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 2021 è stato l’anno del boom degli NFT, gli oggetti da collezione crittografici che solo nei primi 9 mesi dello scorso anno hanno mosso qualcosa come 2 miliardi e mezzo di dollari. Gli esperti di non fungible token, così, si sono ritrovati a conoscere anche i primi NFT, divenuti oggetti rari e quindi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 2021 è stato <strong>l’anno del boom degli <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a></strong>, gli oggetti da collezione crittografici che solo nei primi 9 mesi dello scorso anno hanno mosso qualcosa come 2 miliardi e mezzo di dollari. Gli esperti di non fungible <a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">token</a>, così, si sono ritrovati a conoscere anche i primi NFT, divenuti oggetti rari e quindi di valore straordinario. Lo dimostra il <strong>caso di CryptoPunk</strong>, avatar realizzati con pixel generati in maniera casuale che hanno superato abbondantemente il milione di dollari come valore di vendita. Larva Labs, che è la software house che ha rilasciato questi avatar nel 2017, non ha intenzione di produrne altri: in effetti una delle ragioni per le quali gli avatar sono diventati così richiesti è rappresentata proprio dal loro numero esiguo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>CryptoPunk tra passato e futuro</strong></h2>



<p>Un’offerta limitata, dunque, che contribuisce a stimolare la domanda, incuriosita anche dal fatto che si tratti di NFT quasi primordiali, tra i più antichi a essere messi in circolazione. Larva Labs si è dedicata ad altri progetti: lo scorso anno ha dato vita a <strong>Meebits</strong>, che vuole tentare di riprodurre il successo di CryptoPunk attraverso un set di 20mila avatar voxel in 3 dimensioni. E il progetto di CryptoPunk che fine farà? Nessuno è in grado di prevedere se e quanto durerà il livello di domanda attuale; quel che è certo è che continuerà a crescere il <strong>prezzo entry-level</strong> per questi avatar. Nei primi giorni dello scorso agosto la <a href="https://digitalasset.blog/quotazione-criptovalute-cosa-determina-il-valore-di-un-token/">quotazione</a> minima ha abbattuto la barriera dei 100mila dollari, e poco dopo si è arrivati a 150mila dollari. Adesso siamo a più di 200mila dollari, e tutto lascia pensare che il rialzo proseguirà ancora. Perfino Visa – proprio il colosso dei <strong>servizi finanziari più tradizionali</strong>, sì – ha deciso di acquisire ad agosto un CryptoPunk, parlando di questo non fungible token come di uno storico artefatto commerciale. In una nota, Visa ha comunicato che gli NFT sono destinati a rivestire una funzione di primo piano nel prossimo avvenire del mondo del commercio, del settore dell’intrattenimento, dei social network e della vendita al dettaglio.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1000" height="667" src="https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/CryptoPunk-Collection.jpg" alt="" class="wp-image-2676" srcset="https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/CryptoPunk-Collection.jpg 1000w, https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/CryptoPunk-Collection-300x200.jpg 300w, https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/CryptoPunk-Collection-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><em>CryptoPunk Collection</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i CryptoPunk da preferire</strong></h2>



<p>I CryptoPunk, per altro, non sono tutti uguali, e ci sono specifici aspetti in virtù dei quali alcuni avatar sono ritenuti più preziosi rispetto agli altri e, di conseguenza <a href="https://digitalasset.blog/nft-famosi-piu-costosi/">costosi</a> e più desiderabili da parte dei collezionisti. Per esempio gli <strong>avatar con gli alieni</strong>, che rappresentano le immagini randomizzate più rare: è questo il motivo per il quale i CryptoPunk alieni rientrano nel novero di quelli che sono stati pagati di più fino a questo momento. La richiesta, comunque, è elevata anche per i disegni degli zombie e delle scimmie. Chi volesse provare a comprarne uno non deve far altro che andare sul <strong>sito web di Larva Labs</strong>, anche se tutto il catalogo dei CryptoPunk può essere visualizzato sul sito di Open Sea, che è il più importante <a href="https://digitalasset.blog/comprendere-il-mercato-delle-criptovalute-cicli-volatilita/">mercato</a> secondario al mondo per i non fungible token.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Guida all’acquisto</strong></h2>



<p>Per accedere al sito di Larva Labs è necessario disporre di un <strong>wallet <a href="https://digitalasset.blog/ethereum-che-cose-caratteristiche-e-funzionalita/">Ethereum</a></strong>, vale a dire un portafoglio crittografico attraverso il quale è possibile presentare delle offerte per comprare un CryptoPunk ma anche, eventualmente, vendere gli avatar che si possiedono. Da poco Larva Labs ha messo a disposizione un comodo tracker grazie a cui tutti i punk possono essere visualizzati in ordine crescente di prezzo, dal meno caro al più dispendioso. La <strong>storia di CryptoPunk</strong> è iniziata nel 2017, anno in cui ancora non esisteva lo standard di NFT ERC-721 di Ethereum: Larva Labs ai tempi era formato da sole due persone, che rilasciarono gli avatar come semplice esperimento. Larva Labs ha tenuto mille avatar per sé, mentre gli altri 9mila sono stati rilasciati al pubblico e, così, sono diventati di proprietà di titolari di wallet Ethereum.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché CryptoPunk è diventato un fenomeno di successo</strong></h2>



<p>Tra il 2018 e il 2020 il volume delle transazioni relative ai non fungible token è cresciuto ma a ritmi non straordinari. Una <strong>inversione di tendenza</strong> c’è stata alla fine del 2020 ed è stata poi confermata nel 2021, con la domanda che è improvvisamente schizzata verso l’alto. Tra i proprietari di CriptoPunk oggi ci sono anche Gary Vaynerchuk e Jay-Z, il celebre rapper.</p>
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		<title>NFT famosi e più costosi</title>
		<link>https://digitalasset.blog/nft-famosi-piu-costosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2022 09:38:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli NFT hanno innescato una valanga nel mondo dell’arte. I token crittografici relativi al certificato di autenticità e all’atto di proprietà di beni fisici e digitali sono sempre più diffusi perché, in teoria, tutto può trasformarsi in un non fungible token: per esempio un file su un social network, ma anche un sms o un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a> hanno innescato una valanga nel mondo dell’arte. I <strong><a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">token</a> crittografici</strong> relativi al certificato di autenticità e all’atto di proprietà di beni fisici e digitali sono sempre più diffusi perché, in teoria, tutto può trasformarsi in un non fungible token: per esempio un file su un social network, ma anche un sms o un giornale. Che sia un fenomeno duraturo o meno, certo è che in alcuni casi i prezzi di acquisto hanno tanti zeri. Gli <strong>NFT Bored Ape</strong>, per esempio, sono tra gli NFT famosi perché un utente è riuscito a comprarne uno a un prezzo di 3mila dollari, invece che a una cifra di 300mila dollari, per colpa di un errore di chi lo ha svenduto, che ha scritto sbagliando la cifra. I Bored Ape sono avatar esclusivi di simpatiche scimmie annoiate, e in tutto il mondo ce ne sono appena 10mila esemplari.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1000" height="667" src="https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/NFT-Bored-Ape.jpg" alt="" class="wp-image-2669" srcset="https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/NFT-Bored-Ape.jpg 1000w, https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/NFT-Bored-Ape-300x200.jpg 300w, https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/NFT-Bored-Ape-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><strong><em>NFT Bored Ape</em></strong></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il non fungible token The Merge</strong></h2>



<p>Parlando di NFT più costosi, il non fungible token con il prezzo più alto di tutto il 2021 è stato The Merge, che è entrato nella storia come il più remunerativo NFT che sia mai stato creato e venduto (fino a questo momento, ovviamente). Il suo autore è conosciuto come <strong>Pak</strong>, ma la sua vera identità è ignota. Quel che si sa è che dalla vendita ha ottenuto qualcosa come 91 milioni e 800mila dollari. Ma in che cosa consiste The Merge? Questa opera è un collage che è formato da circa 267mila NFT: a comprarla non è stata una persona sola, ma <strong>quasi 29mila collezionisti</strong> distribuiti in ogni angolo del pianeta. L’asta ha fatto sì che ciascun NFT venisse singolarmente venduto a un prezzo di 575 dollari, ma per chi già possedeva un token dell’autore era previsto uno sconto fino a un prezzo di 299 dollari. Non solo: ogni 6 ore, a partire dal momento in cui la vendita era cominciata, il prezzo veniva incrementato di 25 dollari. <strong>Nifty Gateaway</strong> ha riportato che mai un artista vivente era riuscito a realizzare una così grande vendita di pezzi di <a href="https://digitalasset.blog/crypto-art/">arte</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Everydays – The First 5000 Days e Human One</strong></h2>



<p>Tra gli NFT più costosi e famosi meritano di essere citati anche quelli di <strong>Beeple</strong>, artista il cui vero nome è Mike Winhelmann. Human One, per esempio, è stato venduto a un prezzo di 28 milioni e 900mila dollari: consiste in una scultura alta 2 metri ibride, con monitor led sui quali vengono proiettate delle immagini distopiche, accessibili unicamente a chi si serve della <strong>blockchain Ethereum</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="694" src="https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/nft-Human-One.jpg" alt="" class="wp-image-2670" srcset="https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/nft-Human-One.jpg 1000w, https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/nft-Human-One-300x208.jpg 300w, https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/nft-Human-One-768x533.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><em>Human One</em></figcaption></figure>



<p>Ma non è questo il solo dettaglio curioso che caratterizza tale opera, che è in grado di aggiornarsi senza soluzione di continuità, così da rafforzare il rapporto con chi la possiede. Everydays – The First 5000 Days, invece, è un insieme di migliaia di immagini che Beeple ha creato in più di 10 anni, e simboleggia il progredire della cultura pop e della tecnologia, in rigoroso ordine cronologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fenomeno CryptoPunk</strong></h2>



<p>Famosi e costosi sono i primi NFT distribuiti, i <strong><a href="https://digitalasset.blog/cryptopunk/">CryptoPunk</a></strong>, sono 10mila immagini che compongono la serie: si tratta di un insieme di icone a 8-bit che fanno parte di un progetto che è stato avviato da Larva Labs, una software house conosciuta nel settore anche per le sue collaborazioni con Microsoft e con <a href="https://digitalasset.blog/google-e-criptovalute/">Google</a>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="667" src="https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/CryptoPunk.jpg" alt="" class="wp-image-2671" srcset="https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/CryptoPunk.jpg 1000w, https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/CryptoPunk-300x200.jpg 300w, https://digitalasset.blog/wp-content/uploads/2022/02/CryptoPunk-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption><em>CryptoPunk</em></figcaption></figure>



<p>Lo stile 8-bit è il tratto peculiare delle immagini, dalla <strong>qualità fortemente pixelata</strong>. Ogni avatar riproduce un soggetto ben preciso: il 7523, per esempio, è un alieno che è stato comprato per quasi 12 milioni di dollari, mentre il 7804 è un altro alieno con una pipa, un paio di occhiali da sole e un berretto, dal valore di oltre 7 milioni.</p>
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		<title>NFT: cosa sono e come investire in Non Fungible Token</title>
		<link>https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2022 09:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NFT]]></category>
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					<description><![CDATA[Si parla sempre di più degli NFT, i non fungible token, soprattutto per le loro possibili applicazioni correlate al mercato dell’arte. Ma che cosa sono di preciso questi strumenti? Si tratta di certificati di proprietà relativi a opere digitali, che non dipendono unicamente dalla tecnologia blockchain, ma anche dal processo di hashing e da altre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si parla sempre di più degli NFT, i <strong>non fungible <a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">token</a></strong>, soprattutto per le loro possibili <a href="https://digitalasset.blog/possibili-applicazioni-del-metaverso/">applicazioni</a> correlate al <a href="https://digitalasset.blog/comprendere-il-mercato-delle-criptovalute-cicli-volatilita/">mercato</a> dell’arte. Ma che cosa sono di preciso questi strumenti? Si tratta di certificati di proprietà relativi a opere digitali, che non dipendono unicamente dalla tecnologia blockchain, ma anche dal <strong>processo di hashing</strong> e da altre soluzioni che, in teoria, con il passare del tempo potrebbero risultare obsolete e magari essere innovate. I non fungible token stanno conoscendo un successo notevole, anche se non tutti hanno ancora capito che cosa si acquista comprando un NFT e soprattutto a che cosa serve.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>NFT e registrazione su blockchain</strong></h2>



<p>Il <strong>contratto di acquisto classico</strong> ha poco a che vedere con la registrazione su blockchain. Per di più, ogni altro dato resta fuori dal registro distribuito: i diritti del proprietario, le condizioni di acquisto e la stessa opera. Si pongono, dunque, importanti problemi relativi non solo alla conservazione del dato nel corso del tempo, ma anche alla possibilità di accedervi. Inoltre, la costante crescita della potenza di calcolo potrebbe <strong>favorire la rottura degli algoritmi</strong>, il che diminuirebbe l’affidabilità del riferimento univoco al token. In effetti l’unicità di un NFT, che rappresenta il suo valore, a livello giuridico non si fonda realmente sulla tecnologia blockchain, quanto piuttosto sul rapporto di fiducia che lega chi acquista e chi vende. In particolare, il compratore confida nel fatto che il venditore non abbia già venduto o non venderà altre volte quella stessa opera: se così fosse, infatti, il valore dell’NFT sarebbe destinato a scendere in modo clamoroso. È vero che <strong>non possono esistere NFT uguali tra di loro</strong>, ma è altrettanto vero che ci possono essere un sacco di NFT simili gli uni agli altri, finalizzati a trasferire la proprietà di una stessa opera.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Possedere un NFT: che cosa si compra?</strong></h2>



<p>Vale la pena di specificare che nel momento in cui si compra un’opera correlata a un NFT non è l’opera in sé che viene acquistata; si acquisisce, invece, la possibilità di <strong>dimostrare un diritto,</strong> che viene assicurato attraverso uno <a href="https://digitalasset.blog/cose-uno-smart-contract/">smart contract</a>, su tale opera. Tutto inizia con una foto digitale o una qualunque altra versione digitale (per esempio una documentazione filmata) dell’opera d’arte. Ovviamente la versione digitale è semplicemente una sequenza di 0 e di 1, che viene compressa in un hash, una sequenza che deriva dalla prima e che però è molto più breve: <strong>l’hashing</strong> di cui abbiamo parlato in precedenza è appunto questo, e rappresenta un processo non invertibile. I possessori di un documento digitale hanno la possibilità di calcolare l’hash in maniera semplice, ma è impossibile partire da un hash per ricostruire un documento digitale se non se ne dispone.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La blockchain</strong></h2>



<p>A questo punto interviene la blockchain, che è il registro sul quale l’hash viene memorizzato attraverso una <strong>marca temporale associata</strong>. L’impiego degli NFT, per altro, ha spalancato le porte al proliferare di un mercato di hash automatizzato, per il quale chi crea un hash impiega il token per mettere il proprio hash al suo interno, così che lo stesso possa essere venduto a fronte di un pagamento effettuato in moneta virtuale, come avviene con ETH, la valuta che viene utilizzata in <a href="https://digitalasset.blog/ethereum-che-cose-caratteristiche-e-funzionalita/">Ethereum</a>. Le vendite dell’hash sono tracciate all’interno dell’NFT, e questo fa sì che tutti i passaggi di mano dell’hash siano tracciabili fino a risalire a chi l’ha creato, al fine di dimostrarne il possesso. Si tratta di un meccanismo che da un lato garantisce <strong>una prova della proprietà</strong> e dall’altro lato testimonia l’autenticità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’acquisto di un NFT</strong></h2>



<p>Chi possiede un hash in base a ciò che è riportato nel non fungible token non ha bisogno di fare riferimento a un intermediario per <strong>dimostrare i propri diritti</strong>, e può esercitare tale azione quando vuole, almeno fino a quando continuerà a rimanere attiva la blockchain su cui il suo token è ospitato. Una blockchain, dunque, è indispensabile se si è interessati a comprare un NFT. Quasi sempre si deve fare riferimento alla blockchain di Ethereum, ma va detto che <strong>il mercato sta crescendo</strong> e nuove realtà si stanno affacciando in questo settore. Fra le altre, si possono citare EOS e TRON, ma anche Binance Smart Chain e soprattutto Flow Blockchain, che ha ottenuto la vendita delle più belle giocate in NBA attraverso i non fungible token. La blockchain può essere considerata <strong>un database immutabile e decentralizzato</strong>: ciò vuol dire che nessuno è in grado di altare i dati che sono presenti al suo interno. A realizzare la blockchain è una rete di computer che sono indipendenti gli uni dagli altri, e che comunicano in modo autonomo: di conseguenza, il registro non può essere controllato da un solo computer. I <strong>nodi</strong> possono essere remunerati in virtù del contributo che offrono per far sì che la blockchain resti in vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tante versioni della blockchain</strong></h2>



<p>Con il passare del tempo è cresciuto a dismisura il numero di versioni possibili della blockchain, alcune delle quali non servono ad ospitare le <strong>transazioni di valuta</strong> ma anche altre tipologie di asset. Ethereum offre un valido esempio da questo punto di vista. Dal 2015, questa blockchain ha contribuito a rendere celebre la tecnologia dei contratti intelligenti, che sono programmi informatici che hanno le stesse caratteristiche di decentralizzazione e di affidabilità di una blockchain e che proprio da una blockchain sono eseguiti. Un <strong>contratto intelligente</strong> – o smart contract, a seconda di come lo si voglia definire – è un programma che va eseguito in base a ciò che è esplicitato nel suo codice pubblico: il suo funzionamento non può essere modificato da un solo computer che fa parte della rete blockchain, che ovviamente non può neppure rimpiazzarlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal Bitcoin agli NFT</strong></h2>



<p>Come noto, la blockchain è stata applicata per la prima volta a servizio delle monete virtuali e in particolare del Bitcoin: essa serviva a dimostrare il <strong>livello di affidabilità delle transazioni</strong> e a prevenire il problema della doppia spesa, o double spending. Oggi, invece, gli hash e le rispettive marche temporali possono essere memorizzati all’interno di una blockchain per dimostrare di essere in possesso di un video o di una foto di un’opera d’arte. Tale informazione non può essere falsificata o modificata da nessuno, dato che è salvata, appunto, <strong>su una blockchain</strong>. Pertanto, è decentralizzata e immutabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il contenuto degli NFT</strong></h2>



<p>Ma qual è il contenuto degli NFT? I dati presenti a dir la verità non sono molti, dato che all’interno della blockchain non è possibile mettere file di dimensioni troppo grandi, per una questione di spazio e di energia da utilizzare. Questi file, infatti, avrebbero l’effetto di <strong>rendere la catena più pesante</strong>. Gli NFT, pertanto, contengono un numero ridotto di elementi: poche proprietà e l’hash del file. Per esempio, chi si è aggiudicato l’opera di Beeple che è stata battuta da Christie’s all’asta per 69 milioni di dollari attualmente ha un certificato che è ospitato sul <strong>registro di Ethereum</strong> con un codice unico relativo al contratto che è stato sottoscritto. Questo certificato è collegato alla blockchain, pur non essendo scritto al suo interno, e ospita l’hash che rinvia a un file in cui c’è l’immagine che è stata creata da Beeple. Ci sono anche NFT che accolgono le condizioni del contratto della transazione, anche se nella maggior parte dei casi esse sono riportate unicamente sul sito che funge da intermediario. Tuttavia, il pericolo è che qualora il sito web della piattaforma dovesse chiudere vada persa la <strong>disciplina compiuta dell’acquisto</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli aspetti problematici</strong></h2>



<p>Ci sono diverse questioni di carattere tecnico su cui vale la pena di interrogarsi: per esempio, che cosa potrebbe accadere nel momento in cui dovessero essere superate le funzioni di hash. La <strong>funzione SHA1</strong>, per esempio, è stata ingannata da <a href="https://digitalasset.blog/google-e-criptovalute/">Google</a>: questo vuol dire che potrebbe succedere anche a SHA256, la funzione che attualmente rappresenta lo standard di riferimento? Ci si domanda, poi, che cosa potrebbe avvenire nel momento in cui venisse abbandonata la <strong>blockchain di Ethereum</strong>, per esempio perché non più mantenuta da un insieme di persone che potrebbero mettere in minoranza qualcuno che tentasse di promuovere una blockchain non trasparente. Ancora, non si può escludere la scomparsa dei contenuti esterni che sono linkati dagli hash presenti negli smart contract.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una risposta ai problemi</strong></h2>



<p>I non fungible token in molti casi adottano gli indirizzi IPFS (acronimo che sta per InterPlanetary File System): in questo modo la rappresentazione delle opere che sono state vendute non viene lasciata a <strong>un indirizzo URL o a un hash</strong>. Potrebbe accadere, per esempio, che un URL venga meno nel momento in cui chi gestisce il sito non paga più l’hosting, oppure cancella il file perché c’è bisogno di spazio per contenuti nuovi. È chiaro che se il file al quale un hash fa riferimento viene perso, quell’hash finisce per servire a poco. Che cosa cambia con <strong>gli indirizzi IPFS</strong>? Questi sono dei collegamenti che indirizzano verso un contenuto sulla rete IPFS, vale a dire un file system distribuito il cui funzionamento può ricordare quello dei sistemi di scambio dei file <a href="https://digitalasset.blog/world-liberty-financial-donald-trump/">peer to peer</a>. In pratica, il contenuto può essere trovato fino a quando sulla rete IPFS c’è qualcuno che lo ospita. Di conseguenza si viene a formare in teoria una ricca gamma di host che assicurano il <strong>mantenimento online del file</strong>, il che vuol dire che sono molto elevate le probabilità di sopravvivenza del contenuto nel corso del tempo. Per quel che riguarda le varie blockchain in cui il non fungible token è ospitato, queste dovranno offrire delle garanzie di sopravvivenza per riuscire a ottenere delle quote di mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fenomeno degli NFT e gli smart contract</strong></h2>



<p>Per il prossimo futuro, è molto probabile che la <strong>blockchain di Ethereum</strong> continui a esistere, dal momento che essa riguarda una moneta virtuale conosciuta e ha a che fare con un sistema di smart contract che viene sfruttato per tanti scopi differenti. Per quel che riguarda le blockchain della concorrenza, invece, il compito si prospetta più arduo, e saranno necessarie rassicurazioni differenti per una sopravvivenza assicurata. Con il proliferare della <strong>realtà dei non fungible token</strong>, poi, gli investitori sono chiamati a badare con grande cura alla blockchain che accoglie gli smart contract, per non correre il rischio di comprare certificati che si basano su blockchain improvvisate, magari con un livello di decentralizzazione ridotto e che, quindi, non assicurano la necessaria <strong>affidabilità</strong>, al punto da poter essere abbandonate in un futuro non troppo lontano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La procedura di creazione di un non fungible token</strong></h2>



<p>Il processo che sta alla base della produzione di un non fungible token è molto semplice e poco dispendioso dal punto di vista economico. La sola spesa che deve essere affrontata, infatti, è quella che riguarda la <strong>transazione</strong> che occorre per fare in modo che il prodotto digitale venga sigillato sulla blockchain che è stata selezionata. Per esempio si può fare riferimento a Open Sea: su questo marketplace è sufficiente avere a disposizione un normale <strong>wallet Ethereum</strong> e possedere un account MetaMask (che è un’estensione browser che è compatibile con Edge, con Brave, con Firefox e con Chrome) per cominciare a realizzare i propri non fungible token. Ci sono anche altre estensioni che si possono usare al posto di MetaMask, fra le quali Fortmatic e <a href="https://digitalasset.blog/coinbase-recensione-opinione/">Coinbase</a> Wallet.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quale opera immortalare</strong></h2>



<p>Dopo che ci si è procurati questi elementi, occorre individuare l’opera che si ha in mente di immortalare all’interno del token digitale. Da un punto di vista tecnico, in un non fungible token si può mettere <strong>qualunque tipo di file</strong>; tuttavia le piattaforme di scambio fra domanda e offerta in genere permettono di realizzare non fungible token unicamente in pochi formati video, audio e immagine. Nella maggior parte dei casi sono previsti anche dei limiti dal punto di vista delle dimensioni: la piattaforma, infatti, dovrà mostrare il contenuto agli utenti (il che vuol dire che tali limiti non dipendono dalla tecnologia che sta alla base degli NFT). Per esempio, <strong>il limite di Open Sea</strong> è di 100 MB, anche se ai creatori viene suggerito di rimanere al di sotto dei 40 MB.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quanto si spende per creare un NFT</strong></h2>



<p>Per quel che riguarda i costi da sostenere per la creazione di un non fungible token, essi variano a seconda del costo relativo alla <strong>transazione su Ethereum</strong>, che va da un minimo di 10 euro a un massimo di 100. In molti casi le piattaforme all’inizio prevedono una transazione doppia: la prima serve a inizializzare il wallet Ethereum, mentre la seconda è necessaria per <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> il non fungible token. Dopodiché, la spesa pura per la creazione del token corrisponde alla transazione su Ethereum, a meno che non si decida di utilizzare una piattaforma più esclusiva (e in questo caso potrebbero essere previsti dei costi di servizio). Dopo <strong>l’accredito del wallet</strong>, qualche piattaforma permette di vendere i non fungible token senza sostenere costi. L’NFT viene creato effettivamente dopo che lo stesso è stato venduto sul marketplace, e in questo modo gli artisti digitali non sono costretti ad anticipare in prima persona i costi relativi alla creazione del token.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La vendita dell’opera</strong></h2>



<p>Per vendere l’opera, si può decidere se proporla nei diversi marketplace in asta o a prezzo fisso: nel primo caso l’opera sarà <strong>assegnata al miglior offerente</strong> entro un certo lasso di tempo. Dopo che una persona vince l’asta o comunque offre il prezzo previsto, avrà la possibilità di trasferire il token sul proprio portafoglio. In questo modo avrà la prova del possesso dell’opera e la dimostrazione tracciata su blockchain della provenienza del suo acquisto dall’account del creatore dell’opera, che è il suo legittimo autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le piattaforme per investire sui non fungible token</strong></h2>



<p>Le scelte a disposizione di chi ha intenzione di negoziare un non fungible token sono molteplici. Open Sea è la piattaforma più accessibile, e dichiara di essere il <strong>marketplace di NFT più grande</strong>. Si fonda su Ethereum e permette, attraverso il sito, di creare NFT e di comprarli; per procedere, tuttavia, occorre disporre di un portafogli Ethereum. Open Sea suggerisce di scaricare MetaMask, un crypto wallet famoso che si può installare come estensione per Chrome. Dopo che il wallet è stato impostato, è possibile comprare i primi ether, come si si effettuasse un cambio valuta fra euro ed ether, e così la moneta può essere spesa in NFT. Sempre da Open Sea <strong>è possibile creare un non fungible token</strong>; in alternativa si può usare un sito come rarible, in cui il contratto intelligente che contiene l’opera è sigillato a un prezzo che cambia a seconda dei costi di transazione di Ethereum. Nifty Gateway, poi, è una piattaforma che sceglie gli artisti che espongono sul sito; Nifty non è altro che una storpiatura del parlato di NFT. Vale la pena di citare anche i tanti marketplace specializzati: per esempio <strong>Valuables</strong> è il sito a cui fare riferimento per comprare i tweet, mentre NBA Top Shot è quello da usare per comprare gli NFT relativi a momenti epici della storia del campionato di basket più famoso al mondo. esiste perfino <strong>CryptoKitties</strong>, che permette di acquisire un gattino crittografico: sono proprio loro ad aver dato il la, nel lontano 2017, alla mania degli NFT.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa vuol dire essere titolari di un NFT</strong></h2>



<p>Nel momento in cui una persona compra un non fungible token il possesso dell’NFT è la sola certezza: un token che rimanda a un’opera d’arte ma anche ad altro, come abbiamo visto, che si tratti di un tiro da 3 di un giocatore di basket o di <strong>un tweet di un influencer</strong>. È molto complesso, però, definire a livello giuridico i diritti su ciò a cui gli NFT rimandano, anche perché gli NFT da questo punto di vista non sono tutti uguali. CryptoKitties, per esempio, vende tweet sulla blockchain Ethereum, e ha consentito l’acquisto, per una cifra di quasi 3 milioni di dollari, del <strong>primo tweet di Jack Dorsey</strong>. Se si consultano le informazioni riportate sul sito di Valuables, si scopre che i proprietari acquistando gli NFT per i tweet non possono rivendicare nessun diritto sui tweet in questione. In pratica vengono ceduti dei tweet con la firma dell’autore, che viene individuato tramite il suo <strong>portafogli Ethereum</strong> e il suo profilo Twitter. Nel momento in cui vende un tweet, l’autore si impegna a non venderlo altre volte su Valuables, perché questo favorirebbe il moltiplicarsi di copie autografate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’impegno giuridico</strong></h2>



<p>Il tweet da solo, pertanto, potrebbe essere venduto un numero infinito di volte, proprio come si potrebbe stampare quel tweet in un certo numero di copie per poi autografarle una per una. Si tratta, dunque, di mantenere fede a un <strong>impegno giuridico</strong> che serve a contrastare la proliferazione dei tweet. Qualora l’autore di un tweet scegliesse di venderlo su Valuables due o più volte, si potrebbe intentare un’azione contro l’autore di quel tweet o contro Valuables. Al contrario, non si potrebbe agire nei confronti di Jack Dorsey qualora egli scegliesse di vendere di <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a> il suo primo tweet su una piattaforma diversa da Valuables, a meno che non ci siano accordi specifici tra lui e Valuables. I non fungible token che <strong>trasferiscono la proprietà di una certa opera</strong> nella maggior parte dei casi trasferiscono la proprietà su una copia specifica dell’opera, e quindi non evitano la sua proliferazione indiscriminata in rete. Nel caso in cui attraverso un non fungible token si comprassero altri diritti sull’opera, magari attraverso una cessione dei <strong>diritti di elaborazione, di riproduzione o di pubblicazione dell’opera</strong> che rientrano nel novero dei diritti d’autore, essi verrebbero disciplinati da un contratto al di fuori della blockchain che tuttavia potrebbe al suo interno riferirsi alla vendita del non fungible token. Si avrebbe a che fare in ogni caso con un contratto ordinario nelle tutele e nelle forme.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’impegno degli autori</strong></h2>



<p>La blockchain accerta il solo impegno dell’autore di cedere l’opera. Qualora un artista dovesse decidere di vendere di nuovo una certa opera <strong>cambiando anche solo un pixel</strong>, questo comporterebbe una variazione dell’hash: di conseguenza lo potrebbe fare in modo del tutto legittimo, a meno che nel contratto non venga prevista una specifica condizione in merito. Per esempio, nel contratto si dovrebbe indicare che viene venduta l’opera in sé e non il non fungible token che accoglie la copia informatica dell’opera. Con la <strong>tecnologia blockchain</strong> è possibile capire unicamente se un acquisto rappresenta la prima transazione di un’opera. Ma anche questo non corrisponderebbe a una certezza assoluta, proprio perché l’opera potrebbe essere già stata venduta in precedenza con la variazione volta per volta di un solo pixel al fine di produrre hash differenti. Il <strong>mercato dell’arte</strong> in materia di non fungible token, pertanto, non è collegato a un sistema tecnologico che non può essere aggirato, ma – come è sempre avvenuto nel mercato dell’arte – è mosso semplicemente dal legame di fiducia tra chi compra un’opera e l’autore della stessa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I diritti d’autore</strong></h2>



<p>Il mercato dei non fungible token è cominciato con le opere d’arte, ma ora sta ampliando il proprio raggio di azione: anche per questo motivo sta forzando le dinamiche di natura legale che disciplinano le transazioni che riguardano le opere d’arte. Un altro degli aspetti critici che è opportuno indagare è quello che riguarda <strong>il diritto d’autore</strong>. Quello degli NFT è un mercato che allo stato attuale non è ancora regolamentato ed è di tipo globale. Anche per questo motivo si può ipotizzare che siano frequenti i casi di violazione del copyright, a maggior ragione se si tratta di transazioni di modesta entità. Purtroppo non è così semplice essere tutelati, soprattutto quando la partita si gioca in due Paesi diversi. È complicato provvedere a un <strong>recupero del risarcimento previsto transfrontaliero</strong>, e lo scenario si rivela ancora più complicato a causa delle contraddizioni tra le norme a proposito del diritto d’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I plagi e le copie</strong></h2>



<p>Nel mercato dell’arte digitale, inoltre, sono frequenti le opere che sono state ispirate ad altre opere: a seconda dei casi si può parlare di <strong>contaminazioni</strong>, di rivisitazioni o di plagi, ma il risultato è che finiscono per sovrapporsi vari diritti d’autore che devono essere ricostruiti. La <strong>modella Emily Ratajkowski</strong>, per esempio, ha scelto di inserire in uno smart contract una foto che la immortala di fronte a un quadro realizzato da un’altra persona. Questo dipinto riproduce un post su Instagram della stessa modella, dove c’è una foto che Emily si è fatta scattare per la rivista Sports Illustrated. Occorre domandarsi, quindi, se l’attrice può vendere in maniera legittima ciò che è a tutti gli effetti il codice hash di un’immagine, anche se non possiede interamente i diritti per quella immagine. Si tratta, infatti, di <strong>un’opera collettiva</strong> su cui possono vantare diritti il fotografo della rivista e quello che ha realizzato la foto con il quadro, ma anche il pittore del dipinto e Sports Illustrated.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le sfide future</strong></h2>



<p>Tra le sfide future per i non fungible token occorre capire in che cosa consiste l’opera che è oggetto di transazione, ma anche stabilire se l’NFT ha come contenuto <strong>un link, un codice hash o l’opera digitale</strong> a cui rimandano i riferimenti precedenti. Inoltre, quando si vende un NFT, in molti casi l’autore giunge con l’acquirente a un accordo che gli permette di ricavare una percentuale su tutti i trasferimenti successivi del bene. Questo accordo poi passa da un acquirente a quello successivo. Il <strong>mercato tech degli NFT</strong> sta conoscendo un successo importante, e per gli artisti il fatto che i non fungible token possano essere negoziati unicamente tramite la blockchain, che rappresenta un libro mastro condiviso, è sinonimo di trasparenza. Così, gli autori delle opere non pensano al prezzo di vendita originale della propria opera, dato che i passaggi di mano seguenti permetteranno loro di <strong>guadagnare</strong> in rapporto a un possibile incremento del valore del bene.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli NFT oggi e domani</strong></h2>



<p>Il settore dell’arte per molti versi ha subìto una forte scossa a causa dei non fungible token. In questo modo, una forma creativa che aveva perso dignità per colpa della sua infinita riproducibilità ha ottenuto un nuovo valore. D’altra parte, però, si è palesata l’opportunità di <strong>una bolla speculativa</strong> che è stata accentuata dalla presenza di opere d’arte che di artistico avevano e hanno ben poco. Chi ipotizza che tale forma d’arte non si esaurirà nel giro di poco tempo deve far fronte alle reazioni di dileggio che l’accompagna. Ma questa non è una novità, e nel mondo dell’arte chi ha anticipato i tempi è sempre stato destinato a essere denigrato. Quel che conta è che gli appassionati si approccino al mercato con la competenza necessaria, non solo dal punto di vista giuridico e a livello tecnico, ma anche <strong>sul piano artistico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le cifre del mercato NFT</strong></h2>



<p>Quello degli NFT è un fenomeno che ha scatenato un <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute-in-hype/">hype</a> notevole, grazie a cui diversi artisti digitali hanno potuto ottenere guadagni importanti. Non si tratta solo di <strong>crypto-art</strong>, dal momento che le porzioni di codice immortalate sulla blockchain hanno ampliato le condizioni di utilizzo. In Germania, per esempio, è nato il profumo del meraverso, che consiste in uno spettrogramma digitale di una fragranza. A un prezzo di 4 milioni e 700mila euro è stato venduto il <strong>codice sorgente di Internet</strong> come non fungible token, ma non manca chi ha pensato di vendere addirittura il proprio genoma come NFT. La crypto-art domina la graduatoria dei non fungible token che sono costati di più. Va detto, comunque, che le stime che riguardano le cifre di vendita devono essere trattate con cautela, dal momento che si parla di acquisti eseguiti in criptomoneta, il cui valore è stato poi <strong>convertito in valuta flat</strong>. Quindi, in gioco ci sono sempre le oscillazioni che caratterizzano il valore delle valute digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La classifica degli NFT più costosi</strong></h2>



<p>Al momento, il non fungible token più <a href="https://digitalasset.blog/nft-famosi-piu-costosi/">costoso</a> di sempre riguarda <strong>un’opera di Beeple</strong> che è stata pagata più o meno 39mila ETH, pari a 60 milioni di euro. La vendita è avvenuta nel marzo del 2021 presso la casa d’aste Christie’s. L’opera non è altro che un collage composto da altre 5mila creazioni. Il secondo posto in graduatoria è occupato da un’altra opera di Beeple, una video scultura cinetica su non fungible token che è stata pagata 25 milioni di euro. La top five è completata da <strong>tre opere di <a href="https://digitalasset.blog/cryptopunk/">CryptoPunk</a></strong>, pagate tra i 10 e i 6.6 milioni di euro. Si tratta di tre elementi di un progetto che comprende 10mila avatar. Il loro prezzo è aumentato in maniera esponenziale a partire dal mese di marzo del 2021, dopo che nel 2017 essi erano stati diffusi gratis. L’avatar con il prezzo più elevato, curiosamente, rappresenta un soggetto che ha una mascherina chirurgica sul volto. Dando uno sguardo alle posizioni in classifica tra la sesta e la decima, poi, ci si imbatte in una immagine di Beeple venduta a 5.7 milioni di euro che rappresenta Donald <a href="https://digitalasset.blog/il-sostegno-di-trump-il-valore-di-bitcoin-esplodera/">Trump</a> sdraiato a <a href="https://digitalasset.blog/lunc-la-saga-di-terra-e-della-sua-crypto-luna/">terra</a> e nudo, in un <strong>video di XCOPY</strong> che raffigura una persona su uno sfondo di tonalità cromatiche psichedeliche comprato per 5.2 milioni di euro, in un’altra opera di Beeple pagata 5.2 milioni di euro e intitolata <a href="https://digitalasset.blog/ocean-jack-dorsey-mining-pool-decentralizzato-bitcoin/">Ocean</a> Front, nell’avatar di una scimmia di CryptoPunk valutato 4. Milioni di euro e, infine, nel codice sorgente di Internet proposto dall’inventore del world wide web, <strong>Sir Tim Berners Lee</strong>, costato 4.7 milioni di euro. Lo stesso valore è stato assegnato al primo non fungible token di Edward Snowden, che ha devoluto i soldi ottenuti alla Freedom of Press Foundation che egli stesso presiede.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Opere strane e originali</strong></h2>



<p>Come si vede, nel novero delle opere di crypto-art con il prezzo più alto ci sono prodotti a dir poco strani. Per esempio, il video di una <strong>schiacciata di Le Bron James</strong> è stato valutato 170mila euro, mentre per 2 milioni e mezzo di euro è stato venduto il primo tweet di Jack Dorsey. Ancora più costoso il meme Doge dedicato allo <a href="https://digitalasset.blog/shiba-inu-coin/">Shiba Inu</a>, con un prezzo di 3.8 milioni di euro. Gli NFT sono ospitati su piattaforme che sono sì anonime, ma anche completamente trasparenti. Vale la pena di citare la vendita per mezzo miliardo di euro per <strong>l’avatar 9998 di CryptoPunk</strong>. Perché? La registrazione della transazione è avvenuta sulla blockchain di NFT, anche se essa rappresenta unicamente il passaggio di questo NFT da un wallet Ethereum a un wallet che si presuppone appartenga alla stessa persona. Quindi, a fronte di una commissione minima, e decisamente poco coerente con i colossali valori in ballo, <strong>si possono spostare cifre eccezionali</strong>. È probabile che in questo caso, per esempio, la raccolta dei fondi sia avvenuta con strumenti di flash loan, grazie a cui il protagonista ha conquistato la curiosità di tutti rendendo celebre il suo NFT.</p>
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