Circle, ricavi in crescita del 17% nel terzo trimestre 2026: il peso delle stablecoin e dei rendimenti delle riserve
Circle Internet Group ha chiuso il terzo trimestre 2026 con 865 milioni di dollari di ricavi complessivi e proventi delle riserve, in aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il bilancio, pubblicato il 4 novembre, mostra una crescita della redditività e un incremento dell’utilizzo della stablecoin USDC, ma evidenzia anche una trasformazione nella composizione dei ricavi. I proventi finanziari generati dalle riserve sono diminuiti, mentre una parte significativa della crescita trimestrale deriva dalla prevendita del token ARC.
I risultati trimestrali di Circle offrono quindi indicazioni su due questioni centrali per il settore: quanto possa essere redditizia l’emissione di una stablecoin ancorata al dollaro e in quale misura le società che operano in questo mercato riescano a sviluppare attività economiche meno dipendenti dai tassi di interesse.
La società statunitense, quotata alla Borsa di New York con il simbolo CRCL, ha registrato un utile netto delle attività continuative di 226 milioni di dollari, superiore del 5% ai 214 milioni del terzo trimestre 2025. L’EBITDA rettificato ha raggiunto 317 milioni di dollari, con un incremento dell’85% su base annua. Quest’ultimo indicatore, tuttavia, risente in misura rilevante dei ricavi associati alla nuova infrastruttura blockchain Arc.
I conti del trimestre: crescono i ricavi, diminuiscono i proventi delle riserve
La composizione del fatturato è probabilmente l’elemento più significativo del bilancio. Dei circa 865 milioni di dollari complessivi, 657,6 milioni provengono dai rendimenti delle riserve, contro i 711,2 milioni registrati nello stesso trimestre dell’anno precedente. La diminuzione è dell’8%.
Gli altri ricavi sono invece passati da 28,5 a 207,3 milioni di dollari, con una crescita del 627%. L’incremento appare particolarmente consistente, ma richiede di distinguere i proventi derivanti dalle attività operative ricorrenti da quelli legati a operazioni specifiche.
Circa 182 milioni di dollari degli altri ricavi sono infatti riconducibili alla prevendita del token ARC, collegato alla blockchain sviluppata da Circle. Si tratta di una componente che ha contribuito in maniera determinante al risultato trimestrale e che non può essere automaticamente considerata ripetibile nei periodi successivi.
Il documento finanziario depositato presso la Securities and Exchange Commission statunitense riporta ricavi complessivi e proventi delle riserve per 864,9 milioni di dollari, contro 739,8 milioni del terzo trimestre 2025. Il risultato operativo è salito da 81 a 208,3 milioni di dollari.
Anche i costi raccontano una parte della crescita della redditività. Le spese di distribuzione, transazione e altre voci correlate sono diminuite da 447,6 a 411,6 milioni di dollari. Le spese operative, al contrario, sono aumentate da 211,1 a 244,9 milioni, principalmente per maggiori costi amministrativi, infrastrutturali, tecnologici e di marketing.
Il margine calcolato sottraendo dai ricavi complessivi i costi di distribuzione e transazione è arrivato al 52%, con un miglioramento di circa 12,9 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Questi dati indicano che Circle ha trattenuto una quota maggiore dei ricavi dopo i costi direttamente collegati alla distribuzione e alle transazioni. Per valutare la sostenibilità del miglioramento occorre però considerare la presenza dei proventi ARC, che hanno influenzato anche gli indicatori di redditività rettificata.
USDC in circolazione: 73,9 miliardi di dollari a fine settembre
L’altro elemento decisivo dei risultati trimestrali di Circle riguarda la quantità di USDC presente sul mercato.
Alla fine di settembre 2026 la stablecoin aveva una circolazione di 73,9 miliardi di dollari, sostanzialmente invariata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La circolazione media del trimestre ha invece raggiunto 73,3 miliardi, con una crescita dell’8% su base annua.
La differenza tra i due dati è rilevante. Il valore di fine trimestre rappresenta una fotografia della quantità di USDC esistente in una determinata data. La media trimestrale descrive invece la disponibilità del token durante l’intero periodo ed è più pertinente per comprendere i ricavi generati dalle riserve.
USDC è una stablecoin progettata per mantenere un rapporto di valore di uno a uno con il dollaro statunitense. La sua emissione è accompagnata dalla costituzione di riserve denominate in dollari, composte da attività liquide e strumenti finanziari a breve termine secondo la struttura adottata dall’emittente.
Quando la circolazione aumenta, cresce anche il volume delle attività necessarie a sostenere il valore dei token emessi. Queste riserve possono produrre interessi, creando una fonte di ricavo per Circle.
La quantità di USDC in circolazione non rappresenta quindi il fatturato dell’azienda e non deve essere interpretata come liquidità liberamente disponibile per gli azionisti. Costituisce una passività collegata agli obblighi verso i possessori delle stablecoin, sostenuta dalle corrispondenti attività di riserva.
Nel bilancio al 30 settembre, i depositi riferiti ai possessori di stablecoin ammontavano a circa 73,45 miliardi di dollari. La loro contabilizzazione è distinta dalle risorse patrimoniali attribuibili agli azionisti della società.
Il rendimento delle riserve scende al 3,5%
Il legame tra tassi di interesse e redditività emerge con chiarezza dai risultati trimestrali di Circle.
Nel terzo trimestre il rendimento delle riserve, indicato come Reserve Return Rate, si è attestato al 3,5%, con una diminuzione di 61 punti base rispetto allo stesso periodo del 2025.
La riduzione ha inciso sui proventi finanziari nonostante l’aumento della circolazione media di USDC.
Il meccanismo economico è relativamente semplice. Una società che emette stablecoin garantite da attività liquide può beneficiare dei rendimenti prodotti da tali attività. Se i tassi diminuiscono, il rendimento unitario delle riserve tende a ridursi. Una maggiore quantità di token in circolazione può compensare parzialmente questa flessione, ma non necessariamente eliminarla.
I numeri del trimestre mostrano precisamente questa situazione: la crescita dell’8% della circolazione media non è stata sufficiente a impedire la diminuzione dell’8% dei proventi delle riserve.
L’effetto non deve essere confuso con una perdita di valore di USDC. Il rendimento delle attività detenute dall’emittente e il prezzo della stablecoin sul mercato sono due fenomeni distinti.
Il primo riguarda la capacità delle riserve di generare interessi. Il secondo dipende dall’effettiva possibilità di mantenere la convertibilità, dalla liquidità disponibile, dalla fiducia degli operatori e dalle condizioni di negoziazione.
Per Circle, una fase di rendimenti finanziari più contenuti può rendere economicamente importante l’espansione delle attività legate ai pagamenti, ai servizi infrastrutturali e alle transazioni. I risultati del trimestre dimostrano però che i ricavi delle riserve rimangono una componente largamente prevalente dell’attività aziendale.
Il contributo di Arc e la distinzione tra ricavi ricorrenti e operazioni straordinarie
Il principale elemento di discontinuità nel bilancio è rappresentato da Arc, la blockchain di primo livello sviluppata da Circle.
La rete pubblica è stata avviata il 16 settembre 2026, con l’obiettivo di fornire un’infrastruttura per applicazioni finanziarie, trasferimenti di valore e attività digitali programmabili.
Contestualmente è stato creato ARC, il token nativo destinato a svolgere funzioni nell’evoluzione della rete, comprese quelle relative alla sicurezza e alla governance.
La documentazione trimestrale riporta accordi di prevendita relativi a 807,5 milioni di token ARC, a un prezzo di 0,30 dollari per token, per proventi lordi contrattuali complessivi di circa 242,2 milioni di dollari. Di questi, circa 181,8 milioni sono stati riconosciuti come ricavi nel terzo trimestre.
Questo passaggio modifica sensibilmente la lettura dei risultati.
Senza distinguere la prevendita ARC dalle altre fonti di ricavo, l’aumento del fatturato potrebbe essere interpretato come una crescita omogenea dell’attività legata a USDC e ai servizi finanziari.
Il bilancio documenta invece una situazione diversa: i proventi delle riserve diminuiscono, mentre l’operazione collegata al nuovo token contribuisce in modo rilevante alla crescita dei ricavi complessivi.
La distinzione riguarda anche l’EBITDA rettificato, aumentato a 317 milioni di dollari. Questo indicatore, non definito secondo i principi contabili GAAP, esclude determinate componenti di costo e risultato, ma incorpora i ricavi riconosciuti dalla prevendita ARC.
Non sarebbe quindi corretto utilizzare il suo incremento dell’85% come prova di un miglioramento equivalente della redditività ricorrente dell’attività di emissione delle stablecoin.
La capacità di Arc di produrre flussi economici stabili dipenderà dall’utilizzo effettivo della rete, dall’adozione delle applicazioni e dall’evoluzione del modello operativo. La prevendita costituisce un risultato contabilizzato nel trimestre, mentre l’eventuale contributo continuativo dell’infrastruttura richiederà ulteriori periodi di osservazione.
Le transazioni USDC aumentano del 49%, ma la circolazione resta stabile
Una delle dinamiche più interessanti riguarda la distanza tra quantità di stablecoin in circolazione e volume delle transazioni effettuate sulla blockchain.
Nel terzo trimestre 2026 il volume delle transazioni on-chain in USDC ha raggiunto 13.900 miliardi di dollari, con un incremento del 49% rispetto al corrispondente periodo del 2025.
Nello stesso intervallo, la quantità di USDC in circolazione a fine trimestre è rimasta sostanzialmente invariata.
Il confronto suggerisce che le unità già presenti sul mercato siano state trasferite con maggiore frequenza. Non dimostra, invece, che sia aumentato nella stessa proporzione il numero di pagamenti commerciali effettuati da imprese e consumatori.
I trasferimenti registrati sulle blockchain possono comprendere operazioni tra piattaforme, movimentazioni di liquidità, attività finanziarie e scambi collegati ai mercati delle criptovalute. Un token può essere trasferito ripetutamente senza che ciascun passaggio corrisponda all’acquisto di un bene o di un servizio.
Per questa ragione il volume on-chain non è direttamente assimilabile al valore dei pagamenti nell’economia reale.
I risultati trimestrali di Circle riportano inoltre 104 miliardi di dollari di USDC emessi e un importo equivalente di token riscattati durante il trimestre. I due flussi aiutano a comprendere perché la circolazione finale possa rimanere relativamente stabile anche in presenza di una notevole attività operativa.
La società segnala anche un aumento del 16% dei portafogli digitali con un saldo superiore a 10 USDC, arrivati a 7,3 milioni. L’indicatore misura una particolare categoria di indirizzi blockchain e non coincide necessariamente con il numero di persone fisiche o imprese che utilizzano la stablecoin.
La quota di mercato delle stablecoin e il confronto con gli altri operatori
I risultati di Circle non descrivono automaticamente l’andamento dell’intero mercato delle criptovalute.
L’azienda opera principalmente nell’infrastruttura delle valute digitali e nell’emissione di stablecoin, un segmento con caratteristiche differenti rispetto a Bitcoin, Ether e agli altri strumenti il cui prezzo dipende direttamente dalle oscillazioni di mercato.
Secondo l’indicatore riportato nella documentazione finanziaria, USDC rappresentava alla fine del terzo trimestre circa il 27% del mercato delle stablecoin ancorate al dollaro considerate nel perimetro di riferimento.
La quota risulta inferiore di 183 punti base rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato richiede una precisazione metodologica: il perimetro utilizzato comprende stablecoin sostenute da valute tradizionali, con circolazione superiore a 100 milioni di dollari e attestazioni pubbliche periodiche. Non costituisce pertanto una misura indistinta di tutte le stablecoin esistenti.
Una quota di mercato inferiore, inoltre, non equivale necessariamente a una diminuzione della circolazione in termini assoluti. Può derivare dalla crescita di prodotti concorrenti o da una diversa distribuzione delle disponibilità tra gli operatori.
Nel caso di USDC, il valore di fine settembre è rimasto pressoché invariato su base annua, mentre la quota del mercato di riferimento è diminuita.
Occorre quindi separare tre dimensioni: il numero di stablecoin emesse, il loro utilizzo nei trasferimenti e la posizione competitiva dell’emittente.
Sono indicatori collegati, ma non intercambiabili.
Una maggiore attività di negoziazione sui mercati delle criptovalute può favorire la domanda di stablecoin utilizzate come strumenti di regolamento. Tuttavia, i movimenti dei prezzi delle criptovalute e la crescita delle transazioni USDC non consentono, isolatamente, di stabilire quale parte della domanda provenga da pagamenti commerciali, applicazioni finanziarie o scambi speculativi.
Pagamenti internazionali e infrastrutture: le attività oltre l’emissione
L’espansione dei servizi finanziari rappresenta un altro capitolo rilevante dei risultati trimestrali di Circle.
La Circle Payments Network, infrastruttura destinata a collegare operatori finanziari e facilitare i trasferimenti di valore, ha raggiunto nel trimestre un volume di pagamenti annualizzato di 41,3 miliardi di dollari.
Il termine annualizzato indica una proiezione ottenuta applicando il ritmo osservato nel periodo a un intero anno. Non significa che sulla rete siano già transitati 41,3 miliardi di dollari nell’arco di dodici mesi.
Durante il trimestre Circle ha inoltre sottoscritto un accordo per acquisire Tazapay, piattaforma specializzata nei pagamenti internazionali tra imprese, con sede a Singapore.
L’operazione punta ad ampliare l’accesso alle infrastrutture locali di pagamento e ai servizi transfrontalieri. Il completamento dell’acquisizione è previsto nel 2027 ed è subordinato alle necessarie autorizzazioni regolamentari.
Si tratta di un passaggio industriale significativo perché la distribuzione delle stablecoin dipende anche dalla possibilità di convertirle, trasferirle e utilizzarle attraverso sistemi finanziari accessibili agli utenti finali.
Una rete blockchain può garantire il trasferimento dei token, ma l’esecuzione di un pagamento internazionale richiede spesso ulteriori servizi: accesso bancario, conversione valutaria, controlli normativi e disponibilità di strumenti per il beneficiario.
Lo sviluppo di queste infrastrutture può contribuire a generare ricavi diversi dagli interessi sulle riserve. Al momento, però, il peso dei singoli servizi deve essere valutato sulla base della loro effettiva contribuzione economica, senza confondere accordi commerciali, volumi potenziali e fatturato realizzato.
Nove mesi di attività e prospettive economiche
L’esame dei risultati trimestrali di Circle può essere completato con il confronto dei primi nove mesi dell’esercizio.
Tra gennaio e settembre 2026 i ricavi complessivi e i proventi delle riserve hanno raggiunto circa 2,26 miliardi di dollari, contro 1,98 miliardi nello stesso periodo dell’anno precedente.
L’utile netto delle attività continuative è stato di 329,5 milioni di dollari, mentre nei primi nove mesi del 2025 era stata registrata una perdita di circa 202,9 milioni.
Il confronto annuale richiede comunque attenzione, perché i risultati del 2025 erano stati influenzati anche da oneri connessi alla quotazione in Borsa e ai compensi azionari.
Per il 2026, la società ha indicato una previsione di altri ricavi compresa tra 310 e 330 milioni di dollari. La stima incorpora i proventi riconosciuti della prevendita ARC e non deve quindi essere interpretata interamente come ricavo ricorrente da servizi.
Il margine annuale calcolato dopo i costi di distribuzione e transazione è previsto nell’intervallo tra il 41,7% e il 43,7%, mentre le spese operative rettificate sono stimate tra 570 e 585 milioni di dollari.
Resta inoltre indicato un obiettivo pluriennale di crescita composta annua del 40% della circolazione di USDC. È una previsione aziendale, non un risultato acquisito, e non descrive l’andamento effettivamente registrato nel terzo trimestre.
Le prospettive dipendono da variabili che la società non controlla integralmente: evoluzione dei tassi, concorrenza tra emittenti, utilizzo delle stablecoin nei pagamenti, costi di distribuzione e sviluppo delle nuove infrastrutture.
Tra queste, il rendimento delle riserve conserva un ruolo particolarmente importante. Una circolazione stabile di USDC può produrre ricavi differenti a seconda delle condizioni dei mercati monetari. Allo stesso tempo, l’espansione dei servizi di pagamento può accrescere l’utilizzo della stablecoin senza determinare necessariamente un aumento proporzionale dei token in circolazione.
I risultati trimestrali di Circle mostrano proprio questa divergenza: a settembre la circolazione di USDC era sostanzialmente invariata rispetto a un anno prima, i volumi on-chain erano cresciuti del 49% e i ricavi delle riserve erano diminuiti dell’8%. Il risultato economico complessivo è aumentato grazie anche a una nuova fonte di ricavo, la prevendita ARC, il cui contributo è stato contabilizzato nel trimestre.
Per i prossimi bilanci, la distinzione più rilevante sarà dunque quella tra gli interessi generati dalle riserve, i proventi delle operazioni legate ai token e il fatturato prodotto continuativamente dai servizi finanziari. Sono tre componenti che rispondono a dinamiche economiche differenti e che determinano, con pesi diversi, la redditività dell’azienda.








