Wallet XRP Ledger senza XRP, una proposta punta a semplificare i pagamenti con stablecoin
Creare un account sulla blockchain XRP Ledger senza doverlo finanziare inizialmente con XRP. È l’obiettivo di una modifica al protocollo presentata il 15 ottobre 2026 e ancora in fase di valutazione. La proposta consentirebbe a un soggetto terzo, come un operatore di pagamenti o una piattaforma finanziaria, di sostenere la riserva richiesta per l’apertura di un nuovo account, lasciando all’utente la possibilità di utilizzarlo senza detenere direttamente la criptovaluta nativa della rete.
La novità, riportata da CoinDesk il 28 ottobre, riguarda uno degli ostacoli pratici incontrati dalle applicazioni che intendono utilizzare XRP Ledger per trasferire stablecoin. Attualmente, anche quando un account è destinato esclusivamente a ricevere o inviare token collegati al dollaro, deve rispettare un requisito minimo espresso in XRP.
Il progetto di wallet XRP Ledger senza XRP interviene proprio su questa condizione. Il meccanismo non eliminerebbe le riserve previste dal protocollo, ma permetterebbe di trasferirne la responsabilità economica a un altro account. Una soluzione che potrebbe interessare soprattutto le aziende intenzionate a distribuire portafogli digitali a numerosi clienti, senza richiedere a ciascuno di acquistare preventivamente XRP.
La funzionalità, tuttavia, non è ancora disponibile sulla rete principale. Il codice è sottoposto a revisione e la sua applicazione dipende anche dall’approvazione di modifiche più ampie al sistema di gestione delle commissioni e delle riserve.
Perché XRP Ledger richiede una riserva per ogni account
XRP Ledger utilizza un sistema di riserve per limitare la crescita incontrollata dei dati conservati sulla blockchain. Ogni account attivo occupa spazio nel registro condiviso e comporta un costo di gestione per i nodi che partecipano alla rete.
Senza un requisito economico minimo, sarebbe relativamente semplice creare grandi quantità di account inutilizzati, aumentando le risorse necessarie per conservare e verificare lo stato della blockchain.
Il protocollo prevede quindi due componenti distinte: una riserva di base associata all’account e una riserva aggiuntiva legata agli oggetti che l’account possiede, come determinate autorizzazioni o strutture utilizzate per gestire altri asset digitali.
La riserva di base attualmente prevista è di 1 XRP, mentre quella ordinaria aggiuntiva è di 0,2 XRP per ciascun oggetto soggetto al requisito.
Questi importi sono entrati in vigore il 2 dicembre 2024, quando i validatori hanno approvato una riduzione rispetto ai precedenti livelli di 10 XRP e 2 XRP. L’intervento aveva già diminuito sensibilmente il capitale necessario per attivare nuovi account.
La riserva non costituisce una commissione corrisposta a un operatore. Gli XRP rimangono contabilizzati nell’account, ma non possono essere liberamente trasferiti se l’operazione comporterebbe il mancato rispetto del requisito minimo. Parte degli importi può essere recuperata quando vengono eliminate determinate strutture oppure, secondo le regole del protocollo, attraverso la cancellazione dell’account.
Esiste inoltre una distinzione importante tra account e applicazione wallet. Un software può generare un indirizzo e le relative chiavi crittografiche senza effettuare alcun deposito. Tuttavia, affinché quell’indirizzo diventi un account effettivamente attivo sulla blockchain, secondo il funzionamento ordinario deve ricevere una quantità sufficiente di XRP.
È questa seconda operazione che la proposta intende modificare.
Come funzionerebbe la creazione di account sponsorizzati
La modifica tecnica è contenuta nella pull request numero 8606 del repository XRPLF/rippled, il software di riferimento utilizzato dai server XRP Ledger.
Il contributo, presentato dallo sviluppatore identificato su GitHub come oleks-rip, introduce una nuova tipologia di transazione denominata SponsoredAccountCreate.
Attraverso questa operazione, un account già esistente potrebbe creare un nuovo account assumendosi l’obbligo relativo alla sua riserva. Il destinatario nascerebbe con un saldo XRP pari a zero, senza che la criptovaluta debba essere preventivamente trasferita al suo indirizzo.
Il sistema registrerebbe comunque quale account è responsabile della riserva necessaria a mantenere attivo il nuovo account. La quantità di XRP richiesta dalla rete continuerebbe quindi a esistere, ma sarebbe detenuta dal soggetto sponsor.
La proposta è accompagnata da un aggiornamento dello standard tecnico XLS-68, dedicato alle commissioni e alle riserve sponsorizzate. L’estensione, identificata come XLS-68.1, è stata presentata il 16 ottobre nel repository XRPL-Standards.
La distinzione rispetto a un trasferimento tradizionale è sostanziale. Nel sistema ordinario, chi desidera attivare un account deve ricevere XRP sul proprio indirizzo. Con SponsoredAccountCreate, invece, l’apertura avverrebbe direttamente, senza un passaggio preliminare della criptovaluta attraverso l’account del destinatario.
La sponsorizzazione non attribuirebbe automaticamente allo sponsor il controllo delle chiavi private dell’utente. Le regole generali previste dallo standard XLS-68 mantengono separata la responsabilità economica per le riserve dall’autorizzazione delle operazioni.
In termini pratici, un fornitore di servizi potrebbe sostenere il costo di attivazione dei portafogli dei propri clienti senza diventare necessariamente il custode dei loro fondi.
Rimarrebbero comunque da valutare le modalità attraverso le quali le singole applicazioni gestirebbero le chiavi, l’identificazione dei clienti e le autorizzazioni operative. Queste caratteristiche dipendono dall’architettura del servizio e non vengono determinate automaticamente dalla nuova transazione.
La differenza tra riserve e commissioni di transazione
Uno degli elementi da chiarire riguarda il significato dell’espressione wallet XRP Ledger senza XRP.
L’assenza di XRP nel portafoglio non implica che la blockchain possa funzionare senza risorse economiche destinate alla sicurezza e all’elaborazione delle operazioni.
Le riserve servono a limitare l’occupazione permanente del registro. Le commissioni, invece, vengono applicate quando una transazione viene presentata alla rete.
Sul XRP Ledger queste commissioni sono normalmente molto contenute e vengono distrutte dal protocollo anziché essere distribuite direttamente ai validatori come ricompensa. Il costo minimo ordinario di una transazione semplice è pari a 10 drops, dove un drop corrisponde a un milionesimo di XRP. L’importo effettivo può aumentare in funzione del carico della rete e delle caratteristiche dell’operazione.
La proposta SponsoredAccountCreate affronta specificamente il problema dell’attivazione iniziale degli account. La possibilità di sostenere anche le commissioni per conto di un altro utente appartiene al più ampio sistema di sponsorizzazione definito nello standard XLS-68.
In questo modello, un’applicazione potrebbe assumersi sia l’obbligo della riserva sia il pagamento delle commissioni delle transazioni effettuate dai clienti, secondo le condizioni previste dal protocollo.
L’utente potrebbe quindi utilizzare un servizio di pagamento denominato in stablecoin senza dover acquistare XRP per le operazioni ordinarie supportate dalla sponsorizzazione.
Il costo tecnico continuerebbe a esistere, ma verrebbe gestito dal fornitore del servizio, che potrebbe eventualmente incorporarlo nel proprio modello commerciale.
Per le aziende che sviluppano sistemi di pagamento, questa differenza potrebbe semplificare notevolmente l’esperienza iniziale. Resterebbe comunque necessario disporre di uno sponsor sufficientemente finanziato e di procedure affidabili per autorizzare e contabilizzare le operazioni.
Stablecoin e pagamenti: perché la modifica interessa gli operatori
L’utilizzo delle stablecoin rappresenta uno dei principali ambiti applicativi della proposta.
I token progettati per mantenere un valore collegato a una valuta tradizionale consentono di esprimere pagamenti e saldi in un’unità più familiare rispetto alle criptovalute caratterizzate da oscillazioni di mercato.
Su XRP Ledger sono disponibili asset digitali emessi da soggetti terzi, tra cui RLUSD, la stablecoin denominata in dollari sviluppata da Ripple.
Un cliente che desidera detenere o trasferire una stablecoin può avere interesse a utilizzare esclusivamente quell’asset. L’obbligo di procurarsi anche una quantità iniziale di XRP introduce un passaggio ulteriore, che può richiedere l’intervento di un exchange, un trasferimento separato oppure un finanziamento anticipato da parte dell’applicazione.
Con i wallet XRP Ledger senza XRP, qualora la proposta fosse approvata, il processo potrebbe essere gestito direttamente dal fornitore del servizio.
Si può considerare il caso ipotetico di un’applicazione destinata a distribuire portafogli per pagamenti in dollari digitali. L’operatore potrebbe creare gli account necessari, finanziare centralmente le riserve e consentire agli utenti di ricevere stablecoin senza chiedere loro di acquistare un secondo asset.
L’esempio diventa particolarmente significativo quando aumenta il numero degli account.
Con una riserva ordinaria di 1 XRP, l’attivazione di 100.000 account richiede attualmente la disponibilità complessiva di almeno 100.000 XRP per soddisfare il requisito di base. Nel sistema sponsorizzato tale obbligo non scomparirebbe: sarebbe attribuito al soggetto che finanzia gli account.
Il vantaggio consisterebbe soprattutto nell’organizzazione del servizio e nella riduzione delle operazioni richieste ai singoli utenti.
La proposta potrebbe quindi favorire l’utilizzo delle stablecoin nei pagamenti commerciali, nelle applicazioni finanziarie integrate e nei servizi che prevedono l’apertura di numerosi portafogli con importi iniziali contenuti.
Non renderebbe però automaticamente gratuite tutte le attività sulla blockchain, né eliminerebbe i requisiti eventualmente previsti per detenere specifici token.
Le regole per ricevere stablecoin resterebbero da rispettare
L’apertura di un account costituisce soltanto una delle condizioni necessarie per utilizzare gli asset emessi su XRP Ledger.
Per i token basati sul modello tradizionale delle trust line, il destinatario deve generalmente predisporre una relazione con l’emittente del token. Si tratta di una registrazione sul ledger che definisce, tra gli altri elementi, quali asset possono essere detenuti dall’account e secondo quali limiti.
Le trust line possono comportare ulteriori requisiti di riserva. Il protocollo prevede alcune agevolazioni per le prime due relazioni create da un nuovo account, ma queste eccezioni non devono essere confuse con l’eliminazione generalizzata delle riserve.
Lo standard XLS-68 contempla anche la sponsorizzazione delle riserve associate a determinati oggetti del ledger. La sua eventuale attivazione potrebbe quindi contribuire a ridurre ulteriormente la necessità per i clienti di detenere XRP.
Resta però necessario verificare quali operazioni risultino effettivamente ammesse, quali oggetti possano essere sponsorizzati e come vengano gestite le autorizzazioni.
Accanto ai token tradizionali, XRP Ledger supporta inoltre il modello dei Multi-Purpose Tokens, che utilizza strutture differenti per la rappresentazione degli asset digitali.
Le condizioni operative non sono necessariamente identiche per tutte le tipologie di token. La possibilità di aprire un account con saldo XRP nullo non garantirebbe, da sola, che qualsiasi stablecoin possa essere ricevuta o trasferita immediatamente senza ulteriori configurazioni.
Anche le disposizioni applicate dagli emittenti resterebbero indipendenti dalla sponsorizzazione. Alcuni token possono prevedere autorizzazioni, restrizioni sui destinatari e funzionalità di congelamento o recupero degli asset.
I wallet XRP Ledger senza XRP semplificherebbero quindi una parte dell’accesso tecnico, ma non modificherebbero automaticamente le caratteristiche giuridiche o operative delle stablecoin.
L’interesse per i wallet integrati e i pagamenti automatizzati
La proposta arriva mentre Ripple sta sviluppando strumenti destinati a integrare i portafogli XRP Ledger direttamente nelle applicazioni.
Il 14 ottobre CoinDesk ha riferito dell’iniziativa che coinvolge Ripple e Privy, società appartenente a Stripe e specializzata in infrastrutture per wallet integrati.
L’obiettivo dell’integrazione è permettere agli sviluppatori di incorporare nelle proprie applicazioni funzionalità per la gestione e il trasferimento di XRP, RLUSD e altri asset supportati.
Un wallet integrato consente all’utente di utilizzare servizi basati sulla blockchain senza dover necessariamente installare e configurare un’applicazione separata. Il funzionamento effettivo dipende dalle modalità di gestione delle chiavi e dalle caratteristiche dell’infrastruttura utilizzata.
L’obbligo di finanziare ogni account con XRP rimane però una difficoltà concreta per i servizi che intendono offrire un’esperienza simile a quella delle applicazioni di pagamento tradizionali.
La possibilità di creare account sponsorizzati potrebbe contribuire a rimuovere questo passaggio.
Un ulteriore ambito riguarda i pagamenti eseguiti automaticamente dai software, compresi i sistemi basati sull’intelligenza artificiale.
Un’applicazione potrebbe, per esempio, utilizzare un account per acquistare servizi digitali o trasferire piccoli importi senza richiedere all’utente un intervento manuale per ogni operazione.
In questi casi, la gestione separata delle commissioni può complicare l’automazione. Se il sistema dispone soltanto di stablecoin, deve comunque prevedere una modalità per finanziare i costi espressi nella criptovaluta nativa.
La sponsorizzazione permetterebbe di accentrare questa funzione presso l’operatore che gestisce l’infrastruttura.
L’impiego di wallet XRP Ledger senza XRP potrebbe risultare interessante soprattutto per applicazioni caratterizzate da molte operazioni di valore ridotto, nelle quali l’acquisto e la distribuzione preventiva di XRP rappresentano un’attività aggiuntiva rispetto al pagamento vero e proprio.
L’eventuale diffusione di questi servizi dipenderà tuttavia anche dalla sicurezza delle procedure di autorizzazione, dai controlli sulle operazioni automatiche e dalla sostenibilità economica delle commissioni sostenute dagli sponsor.
Il codice è ancora in revisione e manca l’approvazione dei validatori
Alla data del 29 ottobre 2026, SponsoredAccountCreate rimane una proposta tecnica e non risulta attivata sulla rete principale XRP Ledger.
La pull request numero 8606 è ancora aperta nel repository di sviluppo. La documentazione disponibile comprende l’implementazione della transazione, i controlli sulle riserve e test relativi alla creazione degli account sponsorizzati.
La revisione automatizzata del codice ha inoltre segnalato due questioni ancora aperte, riguardanti la validazione di particolari account di destinazione e la gestione di alcune operazioni collegate ai ticket di transazione.
Si tratta di osservazioni tecniche sul codice proposto, non della dimostrazione di attacchi già avvenuti sulla rete principale.
Anche l’estensione XLS-68.1 risulta sottoposta a revisione. Tra gli aspetti evidenziati compare la necessità di precisare meglio l’esposizione economica futura dello sponsor in relazione ad alcune configurazioni delle riserve.
La nuova transazione dipende inoltre dall’amendment denominato SponsorV1_1, collegato al sistema generale di sponsorizzazione previsto dallo standard XLS-68.
Il protocollo XRP Ledger utilizza una procedura di approvazione che richiede il sostegno di oltre l’80% dei validatori considerati attendibili dalla rete, mantenuto continuativamente per due settimane.
Se il sostegno scende sotto la soglia richiesta prima dell’attivazione, il periodo necessario per l’approvazione deve ricominciare.
Secondo i dati riportati da CoinDesk, al 19 ottobre l’amendment relativo alla sponsorizzazione aveva raccolto 11 voti favorevoli su 35 validatori considerati nel conteggio, a fronte di almeno 29 voti necessari nelle condizioni indicate.
Una successiva rilevazione riportata il 28 ottobre da Crypto Briefing indicava 10 voti favorevoli su 35. Si tratta di conteggi riferiti a momenti differenti, che confermano comunque la distanza dalla soglia richiesta.
Questi numeri non costituiscono una previsione dell’esito finale. Le preferenze dei validatori possono cambiare e la disponibilità di una modifica nel software non ne determina automaticamente l’attivazione sul ledger.
Per arrivare all’utilizzo generalizzato, la proposta dovrà superare le verifiche tecniche, essere integrata nelle versioni appropriate del software e rispettare il processo di approvazione previsto dalla rete.
Fino a quel momento, i servizi che intendono attivare nuovi account XRP Ledger devono continuare a considerare i requisiti attualmente in vigore.
Quali conseguenze potrebbe avere per il mercato dei pagamenti
Il possibile sviluppo dei wallet XRP Ledger senza XRP interessa soprattutto il rapporto tra l’infrastruttura blockchain e i servizi destinati agli utenti finali.
L’obbligo di acquistare un asset digitale per utilizzare un servizio denominato in un’altra valuta può rappresentare una difficoltà commerciale e operativa. Questo vale in particolare per le applicazioni che si rivolgono a clienti interessati al pagamento, ma non alla gestione diretta di criptovalute.
La proposta sposterebbe una parte di queste operazioni dal cliente all’operatore.
La scelta presenta anche implicazioni economiche. Un’impresa che sostiene le riserve per un numero elevato di account deve immobilizzare una quantità di XRP proporzionale agli obblighi assunti. Poiché il valore di XRP è soggetto alle oscillazioni del mercato, il capitale necessario espresso in valuta tradizionale può variare.
La riserva, inoltre, rimane una risorsa impegnata a garanzia del corretto utilizzo del ledger. Non può essere considerata equivalente a una commissione definitivamente sostenuta, ma neppure a liquidità interamente disponibile per altre attività.
Un operatore dovrebbe quindi valutare quanti account finanziare, quali condizioni applicare ai clienti e come gestire l’eventuale cessazione dei rapporti di sponsorizzazione.
Anche il modello di sicurezza richiede attenzione. La separazione tra chi sostiene i costi e chi controlla le chiavi rappresenta una caratteristica significativa della proposta, ma la continuità del servizio dipenderebbe dalla capacità dello sponsor di mantenere le riserve richieste e di finanziare le operazioni previste.
L’eventuale introduzione della nuova funzionalità non renderebbe inoltre le stablecoin prive di rischi. Rimangono distinti i problemi relativi alla solidità dell’emittente, alla disponibilità delle riserve finanziarie che sostengono il token, ai diritti di rimborso e alle eventuali restrizioni operative.
La modifica potrebbe invece rendere più semplice la distribuzione di servizi che utilizzano asset già presenti sulla rete.
Il passaggio decisivo sarà verificare se gli sviluppatori riusciranno a completare l’implementazione e se il meccanismo di sponsorizzazione otterrà il consenso necessario.
Al 29 ottobre 2026, il progetto ha una specifica tecnica identificabile, una proposta di codice pubblicamente consultabile e un processo di revisione ancora aperto. Non dispone invece dell’approvazione necessaria per consentire a tutti gli operatori di creare account sponsorizzati sulla rete principale.
La distinzione è determinante per le aziende che stanno progettando servizi di pagamento basati sulle stablecoin: l’apertura di account con saldo XRP nullo rappresenta una possibilità concreta prevista dal codice proposto, ma non ancora una funzione sulla quale costruire un servizio operativo senza considerare le attuali regole del protocollo.







