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	<title>Metaverso &#8211; Digital Asset</title>
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	<description>Approfondimenti e opportunità in ambito blockchain, criptovalute, metaverso e nft</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Apr 2024 06:59:44 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Metaverso &#8211; Digital Asset</title>
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		<title>RGames: il videogioco di corse su blockchain</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 11:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;interazione tra blockchain e intelligenza artificiale sta aprendo orizzonti inesplorati nei videogiochi. RGames sfrutta questa sinergia per creare un ecosistema dove ogni giocatore può testare l&#8217;emozione della competizione e il gusto della vittoria in modo unico. L&#8217;intelligenza artificiale porta questo mondo virtuale a un livello superiore, offrendo avversari gestiti dal computer che imparano e si [&#8230;]]]></description>
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<p>L&#8217;interazione tra <strong>blockchain e <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute-intelligenza-artificiale-10-migliori-ai-token/">intelligenza artificiale</a></strong> sta aprendo orizzonti inesplorati nei videogiochi. RGames sfrutta questa sinergia per <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> un ecosistema dove ogni giocatore può <strong>testare l&#8217;emozione della competizione</strong> e il gusto della vittoria in modo unico. L&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> porta questo mondo virtuale a un livello superiore, offrendo avversari gestiti dal computer che imparano e si adattano allo stile di gioco di ogni utente, rendendo ogni corsa imprevedibile e stimolante. Il gioco diventa così non solo una sfida contro altri giocatori ma una <strong>vera e propria esperienza evolutiva</strong>, dove la capacità di anticipare e reagire alle mosse degli avversari IA può fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. La fusione di queste tecnologie non si limita a migliorare l&#8217;esperienza di gioco ma apre la strada a un <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a> concetto di <strong>proprietà digitale</strong> e ricompense, dove il valore acquisito in gioco ha un impatto nel mondo reale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le corse virtuali su RGames</h2>



<p><strong>RGames eleva il concetto di corse virtuali</strong> a un piano mai esplorato prima, mescolando abilmente la fisica realistica con piste mozzafiato che sfidano la gravità. Ogni tracciato è un&#8217;opera d&#8217;arte digitale, progettata per mettere alla prova le abilità dei giocatori e l&#8217;efficacia delle loro strategie. Il vento, la pioggia e le condizioni della pista influenzano la gara, rendendo ogni competizione unica. L&#8217;aggiunta di <strong>ostacoli dinamici</strong> e <strong>zone bonus</strong> strategiche introduce un livello di imprevedibilità e tattica. In questo universo, il successo richiede più della semplice velocità; è necessario adattarsi rapidamente a condizioni in costante cambiamento e sfruttare al meglio le caratteristiche del proprio veicolo. L&#8217;esperienza di corsa in RGames non è soltanto un test di rapidità e riflessi, ma una vera e propria sfida all&#8217;ingegno, dove ogni decisione può portare alla vittoria o alla sconfitta.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ingegneria dietro i veicoli di RGames</h2>



<p>L&#8217;innovazione di RGames risiede nella <strong>meticolosa attenzione ai dettagli ingegneristici</strong> dei suoi veicoli. Ogni auto, moto o futuristico mezzo di trasporto è frutto di un&#8217;intensa fase di progettazione, dove <strong>fisica</strong>, <strong>aerodinamica</strong> e <strong>prestazioni</strong> si fondono per creare macchine che sono più di semplici pixel su uno schermo. I giocatori hanno la possibilità di <strong>personalizzare</strong> i loro veicoli non solo in termini estetici ma anche meccanici, modificando motore, sospensioni, o addirittura il software di bordo per migliorare la gestione o la velocità. Questa libertà di modifica apre la porta a un universo di strategie, dove la scelta di un pezzo piuttosto che un altro può influenzare profondamente l&#8217;esito di una gara. L&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> gioca un ruolo chiave nell&#8217;adattamento dei veicoli alle abitudini di guida di ogni giocatore, aprendo scenari di gioco sempre nuovi e stimolanti. La profondità tecnica di questo approccio non solo arricchisce l&#8217;esperienza di gioco ma celebra anche l&#8217;ingegneria come forma d&#8217;arte e scienza, invogliando i giocatori a esplorare e a sperimentare senza limiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale e apprendimento automatico su RGames</h2>



<p>L&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> (IA) rappresenta la spina dorsale di RGames, spingendo i confini della personalizzazione e della competitività a livelli senza precedenti. Attraverso sistemi di apprendimento automatico, l&#8217;IA analizza lo stile di gioco di ogni utente, adattando le sfide e gli avversari di conseguenza per garantire <strong>partite sempre equilibrate ed emozionanti</strong>. Questo non solo rende ogni gara unica, ma eleva anche il livello di sfida, spingendo i giocatori a migliorare continuamente le loro abilità. Inoltre, l&#8217;IA contribuisce significativamente alla personalizzazione dei veicoli, suggerendo modifiche basate sulle prestazioni passate che possono ottimizzare la competitività del giocatore. Questa fusione di tecnologia e gameplay crea un&#8217;esperienza profondamente coinvolgente, dove la crescita e l&#8217;evoluzione sono costanti. L&#8217;IA in RGames non è soltanto un avversario o un alleato, ma un catalizzatore di <strong>innovazione continua</strong>, che sfida le convenzioni dei videogiochi tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La roadmap per lo sviluppo di RGames</h2>



<p>La roadmap di RGames si annuncia come una pioniera nell&#8217;universo dei videogiochi blockchain. Al centro di questo viaggio ci sono i veicoli, ciascuno con le proprie caratteristiche uniche, pronti a sfidare le leggi della fisica su piste che vanno oltre l&#8217;immaginazione, dalle metropoli futuriste ai deserti di altri pianeti. La vera novità? Le modalità cooperative e competitive che promettono di unire i giocatori in sfide globali e squadre affiatate.</p>



<p>Con aggiornamenti costanti, RGames mira a tenere alta l&#8217;attenzione dei giocatori, introducendo nuove sfide e premi che rendono l&#8217;esperienza sempre fresca e avvincente. Ogni aggiornamento è una porta verso infinite possibilità, consolidando la comunità di RGames e sottolineando il suo ruolo pionieristico nel futuro dell&#8217;intrattenimento digitale. Preparati a un viaggio dove ogni curva rivela un&#8217;innovazione, ogni rettilineo un&#8217;occasione di crescita. Con RGames, il futuro dell&#8217;intrattenimento digitale è già qui, un connubio perfetto di tecnologia e fantasia.</p>
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		<title>Epic Games e Fortnite guidano la rivoluzione del Metaverso</title>
		<link>https://digitalasset.blog/epic-games-fortnite-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2024 08:17:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[Il metaverso, un tempo una visione futuristica, sta diventando realtà sotto la guida di Epic Games. L&#8217;azienda, nota per il suo popolare gioco Fortnite, sta emergendo come un leader chiave nella corsa verso il metaverso, superando colossi come Meta. Con un nuovo investimento di 1,5 miliardi di dollari da parte di Disney, Epic Games sta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong><a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a></strong>, un tempo una visione futuristica, sta diventando realtà sotto la guida di <strong>Epic Games</strong>. L&#8217;azienda, nota per il suo popolare gioco <strong>Fortnite</strong>, sta emergendo come un leader chiave nella corsa verso il metaverso, superando colossi come <strong>Meta</strong>. Con un <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a> investimento di <strong>1,5 miliardi di dollari</strong> da parte di <strong>Disney</strong>, Epic Games sta dimostrando la sua abilità nel <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> un universo persistente, attraente e diversificato e Fortnite si sta rivelando come il fulcro di questo nuovo universo digitale. A differenza di Meta, che si è concentrata sull&#8217;intelligenza artificiale e ha incontrato ostacoli nel coinvolgere gli utenti, Epic Games sta concretizzando la sua visione del metaverso, la domanda a cui cerchiamo risposta in questo articolo è quindi: <strong>&#8220;Epic Games è destinata a definire il futuro del metaverso?&#8221;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cammino di Epic Games verso il metaverso: sfide e innovazioni</h2>



<p>Il percorso di <strong>Epic Games</strong> verso il metaverso è stato segnato sia da <strong>ambiziose iniziative</strong> che da <strong>sfide significative</strong>. L&#8217;azienda, con la sua <strong>acclamata piattaforma Fortnite</strong>, ha dimostrato una straordinaria capacità di innovazione e di adattamento. Questo gioco è diventato molto più di un semplice ambiente di gioco, evolvendosi in una piattaforma per eventi virtuali e collaborazioni creative con <a href="https://digitalasset.blog/blockchain-per-idiritti-dautore-e-proprieta-intellettuale/">marchi</a> noti e celebrità. Tuttavia, Epic ha dovuto affrontare <strong>ostacoli finanziari</strong> e <strong>questioni legali</strong>, come la recente multa imposta dalla Federal Trade Commission. Nonostante ciò, la direzione e la resilienza dell&#8217;azienda nel superare questi ostacoli hanno evidenziato la sua determinazione a realizzare una visione del metaverso che sia <strong>coinvolgente, accessibile e innovativa</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Fortnite nel metaverso di Epic Games</h2>



<p><strong>Fortnite</strong>, ben oltre il suo ruolo di gioco, si è affermato come un <strong>pilastro centrale</strong> nel metaverso di Epic Games. Questa piattaforma ha trascinato il mondo del gaming in un&#8217;era di <strong>eventi virtuali unici e coinvolgenti</strong>, ospitando concerti di artisti <a href="https://digitalasset.blog/nft-famosi-piu-costosi/">famosi</a> e creando esperienze interattive mai viste prima. Il successo di questi eventi non è solo un indicatore del potenziale di Fortnite come spazio virtuale, ma anche un segnale della <strong>versatilità</strong> e della <strong>portata globale</strong> del metaverso di Epic. In Fortnite, i confini tra intrattenimento, socializzazione e gaming si sfumano, evidenziando la capacità del gioco di adattarsi e di evolversi in risposta alle esigenze e ai desideri di un&#8217;audience globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Collaborazioni strategiche: Disney offre nuova linfa alla visione di Epic Games</h2>



<p>Epic Games ha <strong>intrecciato collaborazioni strategiche</strong> per espandere il suo metaverso, con un <strong>contributo significativo</strong> da parte di Disney. Questa alleanza non solo porta un <strong>investimento considerevole</strong>, ma anche una <strong>portata creativa</strong> nel metaverso. Le collaborazioni con marchi iconici come Disney offrono a Epic la possibilità di creare <strong>esperienze virtuali immersive</strong> e <strong>contenuti diversificati</strong> che attraggono un ampio spettro di utenti. Queste partnership sono cruciali per costruire un metaverso che non sia solo una piattaforma di gioco, ma un <strong>spazio digitale ricco</strong> dove intrattenimento, creatività e innovazione si fondono, offrendo esperienze uniche e coinvolgenti agli utenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Epic Games vs Meta: Approcci divergenti nel costruire il metaverso</h2>



<p>Mentre Epic Games fa passi da gigante nel metaverso, <strong>Meta</strong> (precedentemente Facebook) affronta una strada diversa. Epic si concentra su <strong>esperienze immersive</strong> attraverso Fortnite, Meta punta sull&#8217;<strong><a href="https://digitalasset.blog/criptovalute-intelligenza-artificiale-10-migliori-ai-token/">intelligenza artificiale</a></strong> e la realtà virtuale. Questa divergenza riflette due filosofie distinte nella costruzione del metaverso: Epic valorizza il <strong>coinvolgimento attivo degli utenti</strong> in un universo digitale già popolare, mentre Meta cerca di creare un <strong>nuovo spazio virtuale</strong> dalle fondamenta. Questa differenza di approcci potrebbe determinare non solo il futuro di queste aziende nel metaverso, ma anche la direzione generale di questa nuova frontiera digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il metaverso è la nuova frontiera digitale?</h2>



<p>Il metaverso, guidato da pionieri come <strong>Epic Games</strong>, rappresenta una <strong>frontiera digitale</strong> in rapida evoluzione. Mentre aziende come Epic e Meta modellano queste realtà virtuali, emergono nuove domande sul futuro del metaverso. <strong>Aspetti come la sicurezza</strong>, la <strong>privacy degli utenti</strong> e l&#8217;<strong>integrazione di diverse tecnologie</strong> diventano cruciali. Questo sviluppo costante apre la porta a infinite possibilità: dalle <strong>esperienze di intrattenimento all&#8217;avanguardia</strong> alla <strong>creazione di spazi di lavoro virtuali</strong>. Il metaverso si sta configurando come un ecosistema dove la realtà fisica e quella digitale si intrecciano in modi ancora da esplorare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>The Sandbox, il metaverso ludico è anche una opportunità di guadagno: LAND, SAND</title>
		<link>https://digitalasset.blog/the-sandbox-metaverso-ludico-land-sand/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 14:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[The Sandbox rappresenta una frontiera innovativa nel mondo dei videogiochi e della blockchain, un metaverso ludico dove creatività e tecnologia si fondono in un&#8217;esperienza unica. Nato inizialmente come un semplice videogioco, The Sandbox si è evoluto in un universo digitale tridimensionale dove gli utenti possono creare, condividere e monetizzare le proprie esperienze di gioco. Questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>The Sandbox</strong> rappresenta una frontiera innovativa nel mondo dei videogiochi e della blockchain, un <a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a> ludico dove <strong>creatività e tecnologia</strong> si fondono in un&#8217;esperienza unica. Nato inizialmente come un semplice videogioco, The Sandbox si è evoluto in un <strong>universo digitale tridimensionale</strong> dove gli utenti possono <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a>, condividere e monetizzare le proprie esperienze di gioco. Questo metaverso si distingue per la sua capacità di offrire ai giocatori <strong>controllo totale</strong> sulla creazione di contenuti, grazie alla tecnologia blockchain e all&#8217;utilizzo di <strong><a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a> (Non-Fungible Tokens)</strong>.</p>



<p>Gli utenti di The Sandbox possono acquistare <strong>LAND</strong>, porzioni di <a href="https://digitalasset.blog/lunc-la-saga-di-terra-e-della-sua-crypto-luna/">terra</a> virtuale, per costruire e ospitare i propri giochi o esperienze. Ogni LAND è un <strong>NFT unico</strong>, che garantisce la proprietà e l&#8217;autenticità nel mondo digitale. Con l&#8217;uso della criptovaluta <strong>SAND</strong>, gli utenti possono effettuare transazioni, acquistare terreni e asset, o partecipare alla governance della piattaforma.</p>



<p>Il cuore pulsante di The Sandbox è la <strong>partecipazione attiva della sua comunità</strong>: gli utenti non sono solo giocatori, ma anche creatori, aventi la possibilità di dare forma al metaverso stesso. Questa natura <strong>partecipativa e decentralizzata</strong> rende The Sandbox un esempio lampante di come i videogiochi e la blockchain possano creare <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuove</a> forme di espressione e opportunità economiche nel mondo digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come creare un avatar nel metaverso The Sandbox: i primi passi</strong></h2>



<p>Il viaggio in The Sandbox inizia con la <strong>creazione del proprio avatar</strong>, un elemento chiave che rappresenta l&#8217;identità digitale dell&#8217;utente nel metaverso. La personalizzazione dell&#8217;avatar offre diverse opzioni, dalle <strong>scelte standard a quelle più avanzate</strong>, permettendo agli utenti di esprimere la propria individualità in un ambiente virtuale. Questo primo passo è fondamentale, poiché l&#8217;avatar è il mezzo attraverso il quale i giocatori interagiscono, esplorano e danno vita alle loro idee nel metaverso.</p>



<p>Una volta configurato l&#8217;avatar, gli utenti possono iniziare a <strong>esplorare l&#8217;ambiente di The Sandbox</strong>, scoprendo le diverse attività e opportunità che questo metaverso ludico offre. La piattaforma si distingue per la sua <strong>struttura aperta e orientata all&#8217;utente</strong>, che permette una vasta gamma di esplorazioni e creazioni. Gli utenti possono passare dall&#8217;essere semplici visitatori a creatori attivi, <strong>progettando e costruendo esperienze uniche</strong> all&#8217;interno del proprio spazio LAND.</p>



<p>Questo processo di esplorazione e creazione è supportato da <strong>strumenti intuitivi e accessibili</strong>, come il Game Maker e il VoxEdit, che permettono di realizzare giochi e asset in maniera semplice, anche per chi non possiede competenze avanzate in programmazione. La capacità di The Sandbox di offrire un&#8217;esperienza <strong>immersiva e creativamente gratificante</strong> rende questo metaverso un luogo ideale per esprimere la propria creatività, condividere esperienze con altri utenti e, potenzialmente, trarre un guadagno dalle proprie creazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il sistema economico di The Sandbox: LAND, ASSET, e SAND</strong></h2>



<p>Nel cuore del metaverso ludico di The Sandbox si trova un <strong>sistema economico complesso e interconnesso</strong>, basato su tre componenti chiave: LAND, ASSET e SAND. Le <strong>LAND</strong> sono parcelle virtuali di terreno su cui gli utenti possono costruire giochi, esperienze o qualsiasi altra creazione digitale. Ogni LAND è unico e rappresentato come un <strong>NFT (Non-Fungible <a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">Token</a>)</strong>, conferendo ai proprietari diritti esclusivi e la possibilità di commercializzarli.</p>



<p>Gli <strong>ASSET</strong>, invece, sono oggetti o creazioni digitali che gli utenti possono posizionare sulle loro LAND o vendere sul <strong>Marketplace di The Sandbox</strong>. Questi possono includere una vasta gamma di elementi, come abbigliamento per avatar, opere d&#8217;arte, o strutture architettoniche. Anche gli ASSET sono tokenizzati come NFT, garantendo autenticità e proprietà esclusiva.</p>



<p>Il <strong>token SAND</strong> svolge un ruolo cruciale in questo ecosistema. Funziona come una <strong>criptovaluta</strong>, utilizzata per tutte le transazioni all&#8217;interno di The Sandbox. Attraverso SAND, gli utenti possono acquistare LAND, ASSET, partecipare a giochi e esperienze, o addirittura influenzare le decisioni della piattaforma tramite meccanismi di <strong>governance e votazione</strong>. SAND non solo agevola le transazioni economiche, ma rappresenta anche un <strong>mezzo per l&#8217;engagement della comunità</strong> nella direzione e nell&#8217;evoluzione del metaverso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Guadagnare in The Sandbox: Play-to-Earn e NFT</strong></h2>



<p>Il concetto di <strong>&#8220;play-to-earn&#8221;</strong> è fondamentale in The Sandbox, offrendo ai giocatori non solo un&#8217;esperienza di gioco immersiva, ma anche la possibilità di <strong>guadagnare <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute/">criptovalute</a></strong> attraverso il gioco stesso. Gli utenti possono partecipare a <strong>competizioni e giochi</strong>, dove vincere o completare determinate sfide permette di <a href="https://digitalasset.blog/bitcoin-accumulation-trend-score-indice-accumulo-bitcoin/">accumulare</a> il token SAND. Questo approccio trasforma il semplice divertimento in una potenziale fonte di reddito, incentivando la partecipazione attiva e la creatività.</p>



<p>Oltre al gioco diretto, un altro metodo per guadagnare in The Sandbox consiste nella <strong>creazione e vendita di NFT</strong>. Gli utenti possono utilizzare strumenti come VoxEdit per creare ASSET unici, che possono poi essere tokenizzati e venduti sul Marketplace. Questo processo non solo fornisce una piattaforma per esprimere la creatività degli utenti, ma offre anche un metodo tangibile per <strong>monetizzare le proprie competenze artistiche e di design</strong>.</p>



<p>Una caratteristica distintiva di The Sandbox è l&#8217;integrazione di un <strong>modello economico circolare</strong>. Attraverso la vendita di ASSET e LAND, gli utenti contribuiscono alla crescita e alla diversità del metaverso, mentre guadagnano SAND. Questi guadagni possono essere reinvestiti nella piattaforma, ad esempio, per acquistare altri asset o LAND, o possono essere scambiati in diverse criptovalute. In questo modo, The Sandbox <strong>fonde l&#8217;aspetto ludico con quello economico</strong>, creando un ambiente in cui gioco e finanza si intrecciano in modo unico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Strumenti di creazione: Game Maker e Marketplace</strong></h2>



<p>Nel metaverso ludico di The Sandbox, gli utenti hanno a disposizione potenti <strong>strumenti di creazione</strong>, che rendono possibile la realizzazione di giochi e contenuti digitali senza richiedere competenze avanzate in programmazione. Il <strong>Game Maker</strong>, ad esempio, è uno strumento gratuito e intuitivo che consente a chiunque di progettare e sviluppare giochi di diversi generi. Questo editor fornisce un&#8217;esperienza &#8220;drag-and-drop&#8221; per la costruzione di ambientazioni e la programmazione di logiche di gioco, rendendo la creazione di giochi accessibile a un vasto pubblico.</p>



<p>Parallelamente, il <strong>Marketplace di The Sandbox</strong> funziona come un hub centrale per la compravendita di ASSET creati dagli utenti. Qui, le creazioni digitali vengono tokenizzate e messe a disposizione per l&#8217;acquisto da parte di altri utenti. Il Marketplace non solo favorisce la circolazione di ASSET unici e personalizzati all&#8217;interno del metaverso, ma offre anche una piattaforma per gli artisti e i creatori di monetizzare le loro opere.</p>



<p>Questi strumenti, uniti alla tecnologia blockchain, garantiscono un&#8217;alta <strong>sicurezza e trasparenza</strong> nella proprietà e nella transazione degli asset. Inoltre, la natura decentralizzata di The Sandbox assicura che i creatori mantengano il pieno controllo sui loro contenuti, incentivando così la produzione di esperienze sempre più innovative e personalizzate. La combinazione di queste funzionalità rende The Sandbox non solo un luogo di gioco, ma anche una <strong>piattaforma dinamica per la creatività digitale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Governance e partecipazione della comunità di The Sandbox</strong></h2>



<p>Un aspetto fondamentale di The Sandbox è il suo modello di <strong>governance decentralizzata</strong>, che conferisce ai possessori di SAND un ruolo attivo nelle decisioni strategiche della piattaforma. Attraverso un sistema di <strong>votazione basato sulla blockchain</strong>, gli utenti con SAND possono esprimere il loro voto su varie proposte che influenzano il futuro e l&#8217;evoluzione del metaverso. Questo processo democratico assicura che la piattaforma si sviluppi in un modo che rifletta le esigenze e le preferenze della sua comunità.</p>



<p>Inoltre, i possessori di LAND hanno un ruolo significativo nel plasmare l&#8217;ambiente di The Sandbox. Con la loro capacità di creare esperienze uniche e coinvolgenti sulle proprie parcelle di terra, i proprietari di LAND contribuiscono direttamente alla diversità e al fascino del metaverso. La loro partecipazione va oltre la semplice proprietà, poiché hanno l&#8217;opportunità di diventare <strong>creativi imprenditori digitali</strong>, generando entrate dalle esperienze che ospitano sulle loro LAND.</p>



<p>Questa <strong>sinergia tra giocatori, creatori e stakeholder</strong> non solo alimenta l&#8217;innovazione continua, ma crea anche una comunità forte e coesa, dove ogni membro ha la possibilità di influenzare e modellare l&#8217;esperienza condivisa. Il modello di governance e partecipazione di The Sandbox rappresenta quindi un esempio eccezionale di come i principi di economia collaborativa e democrazia partecipativa possano essere applicati efficacemente nel contesto di un metaverso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Metaverse Generation Summit, il 14 dicembre 2023 a Milano</title>
		<link>https://digitalasset.blog/metaverse-generation-summit-il-14-dicembre-2023-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Rodorigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 14:59:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mondo aziendale si prepara a un&#8217;incredibile esperienza futuristica con il Metaverse Generation Summit: un evento unico in programma per il 14 dicembre presso La Pelota a Milano. Un evento dedicato al mondo corporate e di come gli strumenti forniti dal Metaverso possano supportare tutti coloro che in Azienda guidano il cambiamento guardando al futuro. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il mondo aziendale si prepara a un&#8217;incredibile esperienza futuristica con il <strong>Metaverse Generation Summit: un evento unico in programma per il 14 dicembre</strong> presso La Pelota a Milano.</p>



<p>Un evento dedicato al mondo <em>corporate</em> e di come <strong>gli strumenti forniti dal <a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">Metaverso</a> possano supportare tutti coloro che in Azienda guidano il </strong><strong>cambiamento</strong> guardando al futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi sarà presente al Metaverse Generation Summit</h2>



<p>L’evento <strong>Metaverse Generation Summit è stato concepito per generare ispirazione</strong>, grazie anche al valore trasmesso da più di <em>20 top speaker</em> esperti del e alla presenza di oltre mille fra CEO, Innovation Manager, Sales, Marketing, Comunicazione e HR.</p>



<p>Il Metaverse Generation Summit di Milano sarà il luogo sia fisico che digitale dove avverrà <strong>lo scambio, la condivisione e il confronto a 360 gradi sui temi del Metaverso</strong>.</p>



<p>L&#8217;evento, progettato per <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> visioni e prospettive sul futuro del Metaverso, sarà guidato da <strong>tre presentatori d&#8217;eccezione</strong>: il presentatore Marco Montemagno (Tech Enterpreneur), la co-presentatrice Lucrezia Van Stegeren (Digital marketing expert) e il moderatore Luca Tremolada (giornalista de Il Sole24Ore).</p>



<p>Alcuni relatori provengono dal mondo delle istituzioni come <strong>Layla Pavone, coordinatrice board e innovazione tecnologica e trasformazione digitale al Comune di Milano</strong> che farà una riflessione su <em>Come vivere consapevolmente le nostre esperienze sul Web 1,2,3, Metaverso compreso</em>. O ancora, il professore Marco Biasi (Associato di diritto del lavoro e avvocato all’Università di Milano) che porterà uno speech relativo a <em>La sfida del lavoro nel Metaverso, tra spazio virtuale e inedite soggettività</em>.</p>



<p>Altri <strong>ospiti di rilievo provenienti da aziende leader e organizzazioni chiave nel settore</strong>, offriranno alcuni spunti di riflessione interessanti sul futuro del Metaverso in tutti gli ambiti che impatteranno la vita aziendale in un futuro di innovazione. Fra i tanti, Giacomo Poretti, presidente della Ticino Blockchain Technology Association e Silvia Andreani, client officer presso Ipsos.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Organizzazione e argomenti del Metaverse Generation Summit</h2>



<p>Ma non si tratta solo di lezioni frontali di business e innovazione, infatti, con l&#8217;interesse crescente per il l’impatto del Metaverso sull&#8217;economia, il<strong> summit rappresenta un luogo unico per discutere e trovare ispirazione tra i leader di questa rivoluzione digitale</strong>.</p>



<p>Inoltre, l’evento è stato concepito, ideato e organizzato da <strong>XMetaReal, un&#8217;azienda specializzata nella creazione di esperienze</strong>, servizi e contenuti nel Metaverso, il che renderà il summit una vera esperienza a tutto tondo.</p>



<p>Il <strong>fondatore e CEO Vittorio Zingales</strong> afferma: &#8220;<em>Ho sempre visto l&#8217;innovazione come un faro nella mia carriera. Oggi, in particolare, parliamo del Metaverso. Ho organizzato questo evento con il mio team per raccontare e far vivere al meglio questa meravigliosa evoluzione di Internet, con la potenza della terza dimensione e di un&#8217;esperienza immersiva e interattiva più ampia tra le persone</em>&#8220;.</p>



<p>Zingales continua: &#8220;<em>L&#8217;evento intende narrare <strong>l&#8217;evoluzione culturale e la mentalità della community <a href="https://digitalasset.blog/web3/">Web3</a></strong>, con l&#8217;obiettivo di guidare le aziende nell&#8217;esplorazione e nell&#8217;adozione delle nuove opportunità offerte dal Metaverso</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I temi caldi del summit</h2>



<p>Fra i temi che verranno affrontati durante il summit, tutti ovviamente inerenti al Metaverso, ci saranno:</p>



<ul>
<li>Le opportunità dei <strong>brand di svilupparsi in un <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a> mondo virtuale</strong>;</li>



<li>Intelligenze Umanoidi;</li>



<li>Il Metaverso come spazio per <strong>l’esplorazione dell’identità e dell’emotività</strong> per favorire la connessione umana in un mondo sempre più digitale;</li>



<li>L’importanza di <strong>un’etica del design nel creare mondi digitali inclusivi</strong> e sostenibili;</li>



<li>Verso la smaterializzazione del business: come le aziende si stanno avvicinando al nuovo paradigma;</li>



<li><strong>Metaverso e <a href="https://digitalasset.blog/crypto-art/">arte</a> contemporanea</strong>: tra realtà virtuale e diritti immateriali;</li>



<li>Essere <strong>cittadini digitali</strong>;</li>



<li>Il <strong>lavoro nel Metaverso</strong>, questioni regolative ed organizzative;</li>



<li><strong>Meta-Sanità</strong>: il Metaverso come strumento del percorso di cura e casi studio;</li>



<li>Lo <strong>stato dell’arte del Metaverso</strong>: caratteristiche, utilizzo attuale dei mondi virtuali e sfide per il futuro;</li>



<li><strong>Moda e Turismo nel Metaverso</strong>;</li>



<li>Panoramica <strong>sull’economia virtuale</strong> e come rendere il Metaverso un posto più sicuro per i nostri asset;</li>



<li>La <strong>leadership nel Metaverso</strong>: nuovi modelli di leadership (Leadership 5.0) e nuove competenze di leadership nel Metaverso;</li>



<li><strong>Blockchain e Metaverso</strong>: la nuova frontiera per le aziende.</li>
</ul>



<p>Inoltre, per rendere questo summit unico nel suo genere (anche in relazione al tema trattato) gli organizzatori hanno pensato di <strong>affiancare la teoria alla scoperta di <em>usecase</em> di successo</strong> in merito alla creazione di digital assets e progetti <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a>, affinché il 14 dicembre si riveli una giornata di concreta ispirazione per i partecipanti.</p>



<p>Infine, XMetaReal ha voluto rendere davvero unico questo evento, proponendo ai partecipanti anche <strong>momenti di svago e coinvolgimento</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti i motivi per andare al summit</h2>



<p>Il Metaverse Generation Summit nasce per creare una <strong>maggiore condivisione sul tema del Metaverso</strong>. Inoltre, raccogliendo nello stesso luogo esperti, persone direttamente coinvolte e, perché no, curiosi che vorrebbero portare valore in azienda tramite l’implementazione delle possibilità offerte dal Metaverso, il <strong>summit si presenta anche come un’occasione unica di fare networking</strong>, creare una community e fare sistema sul mondo del Metaverso.</p>



<p>Eventi come il Metaverse Generation Summit, contribuiscono a favorire <strong>l’evoluzione culturale e il mindset</strong> dell’implementazione di nuovi strumenti nel mondo corporate.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Deelance, l&#8217;innovazione nel mondo del recruiting per mettere d’accordo domanda e offerta nel metaverso</title>
		<link>https://digitalasset.blog/deelance-recruiting-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Rodorigo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2023 13:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://digitalasset.blog/?p=2880</guid>

					<description><![CDATA[La prima piattaforma di recruitment per liberi professionisti nel metaverso basata sulla Blockchain Technologies. Le premesse per lo sviluppo di Deelance sono nelle analisi condotte da ecommerceDB e IBISWorld che hanno evidenziato alcuni interessanti trend rispettivamente nel mondo digital e del recruiting. I primi sostengono che il mercato che si sviluppa nel metaverso subirà una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La prima piattaforma di recruitment per liberi professionisti nel <a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a> basata sulla Blockchain Technologies.</p>



<p>Le premesse per lo sviluppo di Deelance sono nelle analisi condotte da <strong>ecommerceDB e IBISWorld che hanno evidenziato alcuni interessanti trend</strong> rispettivamente nel mondo digital e del recruiting.</p>



<p>I primi sostengono che il <a href="https://digitalasset.blog/comprendere-il-mercato-delle-criptovalute-cicli-volatilita/">mercato</a> che si sviluppa nel metaverso subirà una <strong>crescita del 759% entro il 2027 se confrontato con il volume attuale</strong>: i 39 miliardi di dollari generati nel 2022 molto probabilmente diventeranno 335 miliardi di dollari nei 5 anni successivi.</p>



<p>Il solo segmento occupato dall&#8217;e<strong>-commerce nel metaverso valeva nel 2022 16 miliardi di dollari</strong>, rendendolo la frazione più significativa.</p>



<p>Inoltre, gli analisti di IBISWorld sostengono che, ogni anno, i <strong>servizi di recruiting a livello globale generano più di 761 miliardi di dollari</strong>.</p>



<p>A questo punto è stata quasi spontanea la nascita di un progetto che <strong>sfruttasse al massimo le potenzialità sia del metaverso che del mondo del recruiting</strong>: così è nato Deelance.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è Deelance</h2>



<p><strong>Deelance è una piattaforma dedicata al lavoro dei freelance</strong> che si offrono per offrire servizi professionali alle aziende basato sulla tecnologia del Web 3.0.</p>



<p>Rispetto ai marketplace tradizionali come LinkedIn, Upwork e Toptal, Deelance introduce alcune innovazioni rivoluzionarie. Prima di tutto, <strong>si basa sulla tecnologia della blockchain</strong> che è in grado di risolvere la maggior parte dei problemi legati alla <a href="https://digitalasset.blog/blockchain-per-idiritti-dautore-e-proprieta-intellettuale/">proprietà intellettuale</a> e sull’utilizzo dei dati.</p>



<p>Infatti, la tecnologia blockchain, diventata famosa soprattutto per il suo legame con il mondo delle criptovalute, è nota per la sua <strong>velocità di esecuzione, trasparenza e autonomia </strong>(decentralizzazione).</p>



<p>Essendo un sistema decentralizzato, permette di <strong>eliminare tutte le lungaggini e i problemi legati all&#8217;intermediario</strong> previsto nei sistemi centralizzati come ad esempio i tempi necessari per il ricevimento dei pagamenti, le commissioni elevate e la necessità della stipula di contratti fra le parti.</p>



<p>L&#8217;assenza dell&#8217;intermediario avrà l&#8217;ulteriore vantaggio di <strong>snellire l&#8217;intero processo di assunzione</strong>: freelance e buyer potranno scegliersi a vicenda senza l&#8217;intervento di terze parti ma con la garanzia per tutti di un sistema equo ed efficiente.</p>



<p>Infine, la tecnologia Web 3.0 garantisce che <strong>tutte le transazioni siano supportate da <a href="https://digitalasset.blog/cose-uno-smart-contract/">smart contract</a></strong>, eliminando cosi il rischio che non avvengano dei pagamenti dovuti o che vengano consegnati lavori incompleti. Questo sarà possibile grazie al fatto che i pagamenti non partiranno se chi presta il servizio non ha rispettato tutte le prescrizioni del contratto, mentre le aziende dovranno finanziare il proprio conto di deposito a garanzia di pagamento.</p>



<p>I clienti riceveranno il <strong>lavoro da parte dei freelance sottoforma di <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a></strong> (Non Fungible <a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">Token</a>) che è l&#8217;unico modo per identificare in modo univoco, sicuro e senza dubbi un prodotto digitale creato su internet. Un NFT può essere un qualsiasi oggetto digitale come un video, una foto, una GIF, un testo, un articolo o un audio.</p>



<p>In questo modo si ha la garanzia che un freelance <strong>non possa utilizzare uno stesso lavoro per più clienti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona Deelance</h2>



<p>Per usare Deelance sarà necessario <strong>iscriversi alla piattaforma con un nome e una password</strong>. Basta. Essendo un sistema basato sulla tecnologia blockchain, non è necessario fornire nessun altro dato personale, nemmeno le coordinate bancarie.</p>



<p>Le aziende pubblicano il servizio di cui hanno bisogno e ogni professionista può candidarsi per tutte le opportunità che desidera senza limiti. La piattaforma, grazie all&#8217;assenza di intermediari renderà <strong>semplice e veloce tutto il processo</strong>, a partire dalla pubblicazione delle offerte di lavoro sulla dashboard fino alla stipula dello smart contract fra le parti.</p>



<p>I <strong>pagamenti che vengono corrisposti ai freelance sono in token crypto</strong> con estrema trasparenza e rapidità. Il token, oltre a rendere ogni transazione rapida e sicura offre la possibilità di operare senza rischi di cambio valuta o di alti tassi di commissione da pagare, migliorando notevolmente l’esperienza d’uso degli utenti.</p>



<p>Grazie all&#8217;assenza di intermediari, Deelance può permettersi di <strong>mantenere le commissioni molto più basse rispetto ai marketplace tradizionali</strong>, le ha infatti fissate al 2%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I token di Deelance</h2>



<p>DLANCE è la criptovaluta che verrà utilizzata per operare nell’ecosistema Deelance. È <strong>un token </strong><strong>creato sulla blockchain di <a href="https://digitalasset.blog/ethereum-che-cose-caratteristiche-e-funzionalita/">Ethereum</a></strong> e ha una fornitura totale prevista di 1 miliardo di token (1.000.000.000), di cui il 30% – 333 milioni in totale – resi disponibili durante la fase di prevendita prevista nel secondo trimestre del 2023.</p>



<p><em>Sarà possibile usare i </em>DLANCE sia come <strong>metodo di pagamento per i servizi del libero professionista</strong>, sia per acquistare all’interno della piattaforma NFT, terreni, uffici servizi o funzionalità aggiuntive all’interno del metaverso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da quando sarà possibile iscriversi a Deelance</h2>



<p>Deelance è stata lanciata nel marzo 2023 e già <strong>dal secondo trimestre del 2023, i token saranno quotati sugli <a href="https://digitalasset.blog/exchange-di-criptovalute-cex-dex/">Exchange</a></strong> e gli utenti potranno accedere al mercato NFT in prevendita.</p>



<p>Contestualmente verrà lanciato il suo metaverso e i freelance potranno accedere alla piattaforma. Bisognerà aspettare il <strong>terzo trimestre del 2023 per poter scaricare l&#8217;app mobile</strong> ed accedere a tutte le funzionalità previste.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prevendita dei token DLANCE nel secondo trimestre del 2023</h2>



<p>Nella prima fase della prevendita, <strong>Deelance ha raccolto ben 300mila dollari</strong>. In questa prima fase, il prezzo proposto è il più basso fra quelli previsti durante le successive 5 fasi di vendita, pari a 0,025 USD. Nella seconda fase la vendita avverrà a 0,027 USD.</p>



<p>Per acquistare il token DLANCE, si può farlo usando Ethereum (ETH) o Tether (<a href="https://digitalasset.blog/stablecoin/">USDT</a>) direttamente sul <strong>sito ufficiale</strong> della piattaforma.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Metaverse Fashion Week 2023: la moda incontra il metaverso per presentare collezioni virtuali ed NFT</title>
		<link>https://digitalasset.blog/metaverse-fashion-week/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 08:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[Da Etro a Dolce&#38;Gabbana, da Hugo Boss a Elie Saab: sono questi alcuni dei brand che hanno scelto di esordire a Decentraland, la piattaforma digitale sviluppata sulla tecnologia blockchain Ethereum e utilizzata per presentare collezioni virtuali ed NFT durante l’evento più atteso dell’anno: la prima Metaverse Fashion Week. Da quest’anno, terminate le tradizionali fashion week [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da Etro a Dolce&amp;Gabbana, da Hugo Boss a Elie Saab: sono questi <strong>alcuni dei brand</strong> che hanno scelto di esordire a <strong>Decentraland</strong>, la piattaforma digitale sviluppata sulla tecnologia blockchain <a href="https://digitalasset.blog/ethereum-che-cose-caratteristiche-e-funzionalita/">Ethereum</a> e utilizzata per presentare collezioni virtuali ed <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a> durante l’evento più atteso dell’anno: la prima <strong>Metaverse Fashion Week</strong>.</p>



<p>Da quest’anno, terminate le tradizionali <strong>fashion week</strong> di Milano, Parigi, Londra e New York, il mondo della moda non si è concesso tregua, ma si è addentrato nel misterioso mondo del <strong><a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">Metaverso</a></strong> con quattro giorni, dal 24 al 27 marzo, di appuntamenti declinati al virtuale e alla dimensione del <a href="https://digitalasset.blog/web3/">Web3</a>: la <strong>Metaverse Fashion Week, o MVFW</strong>, un vero e proprio contenitore di eventi programmato e allestito esclusivamente per il Metaverso.</p>



<p>Si tratta di un’importante iniziativa nata per seguire <strong>la recente tendenza</strong> dei <a href="https://digitalasset.blog/blockchain-per-idiritti-dautore-e-proprieta-intellettuale/">marchi</a> fashion: lanciare sul <a href="https://digitalasset.blog/comprendere-il-mercato-delle-criptovalute-cicli-volatilita/">mercato</a> non solo le tradizionali collezioni di capi e accessori che siamo abituati a vedere, ma di estendere la propria attività in altri contesti, tra cui gli investimenti nel settore immobiliare, gli NFT, i progetti web e <strong>gli showroom totalmente virtuali</strong>.</p>



<p>Evoluzione naturale della <strong>nuova era della moda</strong>, iniziata una decina di anni fa con il diffondersi dei social network, la MVFW ha letteralmente abbattuto ogni confine, aprendo le porte non solo agli addetti ai lavori ma <strong>a tutti gli interessati</strong> e gli appassionati.</p>



<p>Un’iniziativa sicuramente <strong>redditizia per il mercato</strong>, che ha permesso ai brand presenti di ottenere un notevole incremento nelle vendite e di ampliare il proprio mercato. Gran parte dei marchi che hanno partecipato alla Metaverse Fashion Week, già noti a chi frequenta <strong>le settimane della moda reali</strong>, hanno dato vita a progetti elaborati su misura per questa manifestazione, presentando le proprie creazioni digitali, pur mantenendo lo stile di una sfilata di moda.</p>



<p>Il punto di forza dell’evento è stata comunque <strong>la presenza degli NFT</strong>, elementi virtuali che possono essere acquistati e venduti <strong>tramite la tecnologia blockchain</strong>, utilizzando le <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute/">criptovalute</a>. In particolare, i partecipanti alla Metaverse Fashion Week hanno mostrato al pubblico <strong>NFT indossabili</strong>, che potevano essere acquistati da chi stava assistendo alla sfilata, seguita sempre da un momento di intrattenimento virtuale.</p>



<p>La fashion week del Metaverso ha permesso ai partecipanti di p<strong>rovare e condividere <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuove</a> esperienze digitali</strong>, vissute direttamente dal proprio avatar. Come abbiamo visto, marchi celebri e internazionali, come Tommy Hilfiger, Cavalli o Elie Saab e perfino Nike, stanno lavorando da tempo per sperimentare il mercato del Metaverso, il cui sviluppo, per il settore della moda, potrebbe essere particolarmente significativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa è la piattaforma Decentraland</h2>



<p>Cuore dell’evento fashion è senza dubbio <strong>Decentraland</strong>, la piattaforma sviluppata sulla stessa tecnologia <strong>di Ethereum</strong>, sede di un vero e proprio mondo parallelo e digitale, dove chi si iscrive può <strong><a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a>, vivere e condividere</strong> le proprie esperienze. Un ambiente virtuale aperto a inizio 2020, e molto simile a Second Life, che in breve tempo ha guadagnato centinaia di migliaia di utenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si è svolta la Metaverse Fashion Week</h2>



<p>Nei quattro giorni durante i quali si è svolta la MVFW è stato pianificato <strong>un ricco calendario di eventi</strong>, dalle sfilate di moda, alle boutique pop-up, agli afterparty dopo sfilata, dove i capi delle collezioni create dai brand sono stati <strong>indossati dagli avatar</strong> durante le sfilate allestite sulle passerelle virtuali.</p>



<p>Diversamente da quanto avviene negli eventi fashion reali, <strong>riservati a chi è in possesso di un invito</strong>, la settimana della moda del Metaverso era completamente gratuita per i visitatori ed &nbsp;accessibile liberamente da tutti: per assistere e partecipare agli eventi occorreva semplicemente <strong>registrarsi alla piattaforma digitale Decentraland</strong>.</p>



<p>Inoltre, chi decideva di acquistare <strong>un articolo NFT</strong>, prima di spendere le criptovalute presenti nel proprio portafoglio, aveva la possibilità di <strong>visualizzarne un’immagine rendering</strong>, tramite la scansione di un apposito codice QR. Una volta acquistati, gli articoli potevano essere fatti indossare <strong>dal proprio avatar</strong> e, in alcuni casi, scambiati con un prodotto vero e proprio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I brand partecipanti alla MVFW</h2>



<p>Come abbiamo detto, l’evento moda virtuale è stato apprezzato da alcune delle più rinomate case di moda: Etro, Tommy Hilfiger, Cavalli, Paco Rabanne, Hugo Boss, Elie Saab, D&amp;G e moltissimi altri. Nella sezione dedicata al <strong>luxury</strong>, disegnata traendo ispirazione dall’Avenue Montaigne di Parigi, le maisons hanno potuto proporre i propri <strong>articoli sia digitali che reali</strong>, avvalendosi di un metodo che ha consentito ai visitatori di <strong>provare coinvolgenti sensazioni</strong> interattive, di partecipare agli eventi preferiti e di acquistare prodotti virtuali e fisici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Metaverso e la moda</h2>



<p>In realtà, l’alta moda <strong>ha incontrato il Metaverso già da tempo</strong>. La stessa piattaforma Decentraland è stata subito un luogo simbolico e un riferimento importante per il mondo fashion, fin dal 2020, anno in cui vengono lanciati al pubblico gli <strong>i wearable avatar</strong>, ovvero gli avatar che possono essere vestiti in base alle preferenze personali. I progettisti hanno così potuto proseguire sulla doppia direzione <strong>della tecnologia e dello stile</strong>, creando quello che si è rapidamente trasformato in un business. &nbsp;</p>



<p>La singolarità della MVFW è proprio quella <strong>di riprodurre virtualmente i grandi eventi</strong> internazionali fashion e di renderli pubblicamente accessibili a tutti: niente inviti e liste di attesa per l’ingresso alle sfilate, l’unico requisito per assistere alle presentazioni e partecipare ai momenti ricreativi è quello di <strong>possedere un accesso internet</strong> sufficientemente stabile, per poi prendere parte alle sfilate, fare shopping negli store e divertirsi con gli eventi collaterali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intrattenimento e divertimento per tutti</h2>



<p>Nelle pause tra una sfilata e l’altra, non era certo obbligatorio spendere una fortuna in crypto: per trascorrere il tempo i visitatori <strong>potevano anche assistere ad un film fashion</strong> o ad una conferenza curata dalle grandi firme. Passeggiando <strong>per le strade del Metaverso</strong> non è mancata la possibilità di conoscere i nuovi stilisti e i designer <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute-emergenti/">emergenti</a> o di visitare il museo di fotografia NFT.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Web3, evoluzione e futuro di Internet, oltre il metaverso</title>
		<link>https://digitalasset.blog/web3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 09:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://digitalasset.blog/?p=2661</guid>

					<description><![CDATA[Internet non è più il futuro, ma il presente. E, per certi aspetti, è addirittura il passato. Nei luoghi in cui si discute di innovazione e la si produce, infatti, l’anno che è appena trascorso è stato caratterizzato da dibattiti importanti che hanno riguardato proprio il futuro di Internet. Mentre il web 1.0 si poteva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Internet non è più il futuro, ma il presente. E, per certi aspetti, è addirittura il passato. Nei luoghi in cui si discute di <strong>innovazione</strong> e la si produce, infatti, l’anno che è appena trascorso è stato caratterizzato da dibattiti importanti che hanno riguardato proprio il futuro di Internet. Mentre il web 1.0 si poteva considerare come una rete di sola lettura, con l’avvento del web 2.0 anche gli utenti meno esperti hanno avuto accesso alla possibilità di <strong>generare dei nuovi contenuti</strong>. Ecco perché è legittimo domandarsi quali potrebbero essere le caratteristiche del web 3.0. Il momento di confusione che stiamo vivendo coinvolge anche il pensiero relativo alle possibili evoluzioni del web, anche se sono due le principali teorie che, in un certo senso, si contrappongono. Da una parte si fa riferimento al <strong><a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a></strong>, che viene evocato sempre di più, mentre dall’altra parte si cita il cosiddetto web3: in entrambi i casi, comunque, è una questione di soluzioni e visioni – per così dire – embrionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La curva a S e il futuro di internet</strong></h2>



<p>Il <strong>modello della curva a S</strong> può essere utilizzato in maniera efficace per definire la situazione in cui ci troviamo. Sono due le variabili che vengono messe in relazione da questo modello: il tempo di vita di una certa innovazione sul <a href="https://digitalasset.blog/comprendere-il-mercato-delle-criptovalute-cicli-volatilita/">mercato</a> e la quantità di persone che si servono di quella innovazione. In genere, nel momento in cui una tecnologia viene lanciata sul mercato, attecchisce con difficoltà, ed è in grado di sopravvivere unicamente per mezzo degli <strong>investimenti</strong> di qualcuno che ci scommette. Dopodiché, la diffusione cresce per effetto delle attività di marketing, che favoriscono il successo dell’innovazione e la sua fruizione da parte di un numero di persone sempre più elevato. Poi, nel momento in cui il mercato comincia a saturarsi, si verifica una fase di stagnazione delle <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuove</a> adozioni, e così si crea lo spazio per nuove innovazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cos’è il web3</strong></h2>



<p>Ma in che cosa consiste di preciso il web3? Si tratta di una rete decentralizzata in cui un insieme di protocolli nuovi va a prendere il posto della <strong>tipica struttura client server</strong> per la quale la gestione e la conservazione dei dati spettano a enti centrali fidati. Un ruolo di primo piano in questo senso spetta alla tecnologia blockchain, che è rappresentata da un registro distribuito e aperto su una rete di computer di tipo <a href="https://digitalasset.blog/world-liberty-financial-donald-trump/">peer to peer</a>. Così, se il front-end è stato innovato dal web 2.0, con l’arrivo del web3 a essere modificato sarebbe il <strong>back-end delle esperienze delle persone in rete</strong>. Ethereum è un esempio delle blockchain moderne, che possono essere programmate come uno smartphone o un computer. La differenza sta nel fatto che i programmatori hanno la facoltà di <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> delle <a href="https://digitalasset.blog/possibili-applicazioni-del-metaverso/">applicazioni</a> in cui sono presenti contratti – i cosiddetti <strong><a href="https://digitalasset.blog/cose-uno-smart-contract/">smart contract</a></strong> – che vengono eseguiti in automatico nel momento in cui si concretizzano delle specifiche condizioni. Dunque, queste applicazioni non possono essere modificate con facilità, e in molti casi presuppongono, grazie ai <a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">token</a>, una distribuzione fra gli utenti dei diritti di voto e di proprietà.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi promuove il web3</strong></h2>



<p>A <strong>promuovere il web3</strong> sono capitalisti di ventura come a16z e sviluppatori che pensano o vogliono far credere che un assetto della rete di questo tipo sarà in grado di offrire maggiori occasioni ai creator e ai piccoli imprenditori togliendo al tempo stesso potere alle imprese big tech. Uniswap, Maker e Compound sono state le prime <strong>decentralized applications</strong> che hanno prodotto una notevole adozione: si parla non a caso di <a href="https://digitalasset.blog/defi/">finanza decentralizzata</a>. In pratica, non sono più delle entità centrali a garantire le funzioni, ma dei protocolli automatizzati che vengono gestiti da comunità diffuse. Stiamo parlando di applicazioni di nuova generazione che sono oggetto di sperimentazione anche per la creazione di marketplace, di social media e di <strong>giochi che si fondano sulla blockchain</strong>. Tali applicazioni decentralizzate prevedono, fra l’altro, la distribuzione di token e il loro impiego. I token non sono altro che certificati che integrano precisi diritti ben codificati: per esempio quello di ricevere del denaro, quello di vendere, quello di votare, e così via. Gli <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a>, Non Fungible Token, sono i token più conosciuti, e vengono utilizzati in modo particolare per gli oggetti da collezione digitali e per le opere d’arte.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dubbi e perplessità sul web3</strong></h2>



<p>Chi combatte a favore del web3 afferma che questa innovazione potrà garantire dei vantaggi anche agli utenti, i quali saranno messi nelle condizioni di <strong>possedere e gestire i propri dati</strong>, scegliendo a chi concedere il loro utilizzo. Le persone, inoltre, potranno prendere parte in maniera attiva alle decisioni relative all’evoluzione dei servizi che verranno impiegati. Ci troviamo, comunque, in una fase che è ancora embrionale, anche perché occorre capire se i nuovi servizi sarebbero realmente in grado di risolvere dei problemi concreti di <strong>tutti gli utenti della rete</strong> o unicamente quelli di una parte. Ecco perché è bene interrogarsi su quante sarebbero le persone che potrebbero scegliere di partecipare in maniera attiva. Per ora vengono effettuati investimenti importanti, ma non si può escludere a priori che tutto si trasformi in una bolla pronta a esplodere, come è successo per le dot.com. Ma se anche ciò dovesse accadere, non si dovrà commettere lo sbaglio di buttare il <a href="https://digitalasset.blog/crypto-for-dummies-le-criptovalute-spiegate-come-le-capirebbe-un-bambino/">bambino</a> con l’acqua sporca. Più che una totale <strong>transizione verso il web3</strong>, quindi, ha senso parlare di un pacifico e redditizio connubio fra i servizi 2.0 e quelli 3.0.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il metaverso e il futuro di Internet</strong></h2>



<p>L’altro trend di cui si sente parlare sempre più spesso a proposito del futuro di Internet è quello che chiama in causa il metaverso, una realtà nella quale <strong>Mark Zuckerberg</strong>, il fondatore di Facebook, ha investito una notevole quantità di denaro. Ormai anche i non addetti ai lavori ne hanno sentito parlare, con un <a href="https://digitalasset.blog/criptovalute-in-hype/">hype</a> davvero elevato, al punto che ogni novità digitale presentata da qualche mese a questa parte fa pensare subito al metaverso. Ma che <strong>cos’è di preciso il metaverso</strong>? La realtà virtuale, la realtà aumentata e le nuove tendenze di Internet si intrecciano dando vita a una realtà composita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La realtà virtuale</strong></h2>



<p>Per quel che riguarda la realtà virtuale, per esempio, non sono poche le questioni di natura tecnologica che devono essere risolte: per esempio quelle che chiamano in causa <strong>la potenza di calcolo, l’autonomia e il peso dell’hardware</strong>. Inoltre, è bene sviluppare in maniera più approfondita la possibilità di mappare i vari elementi reali che si presentano nel campo visivo degli utenti. Questa mappatura deve essere effettuata in tempo reale, e questo implica avere una copia del mondo digitale su cui poggiare gli elementi digitali a cui si è interessati. Non è <strong>uno sviluppo immediato</strong>, ma potrebbe volerci ancora qualche anno: il fatto che si siano messi al lavoro colossi come Meta ed Apple, comunque, fa ben sperare. La stessa Microsoft ha stipulato un accordo con Samsung con l’intento di lanciare sul mercato di messa i suoi HoloLens.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le potenzialità della realtà aumentata</strong></h2>



<p>Il fondatore di Snapchat Evan Spiegel ha cominciato a convincersi delle potenzialità che caratterizzano la realtà aumentata nel momento in cui si è reso conto di quanto, nella sua app, avessero successo le Lens, cioè le maschere virtuali. Dopodiché si è messo al lavoro su un preciso hardware. Gli <strong>Spectacles</strong>, che erano gli occhiali iniziali, erano in grado unicamente di catturare le immagini, mentre quelli che verranno proporranno funzioni di realtà aumentata. Gli sviluppatori sono già impegnati a testare esperienze nuove. <strong>Snap e Niantic Labs</strong> sono due delle aziende che da tempo investono in questo settore tecnologico, e quindi credono fermamente che il metaverso possa favorire ed essere considerato un miglioramento delle esperienze di augmented reality.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa fa Niantic Labs</strong></h2>



<p>Niantic Labs è una realtà che è stata creata nel 2010 come startup facente parte di <a href="https://digitalasset.blog/google-e-criptovalute/">Google</a>, e nel 2015 è divenuta indipendente. Questo marchio è stato il primo al mondo a proporre <strong>Ingress</strong>, che è il primo gioco mai esistito di realtà aumentata, ma soprattutto è alla base del successo di Pokemon Go, da cui sono scaturiti ricavi per più di 6 miliardi di euro. John Hanke, Ceo di Niantic Labs, ha affermato di essere in disaccordo con la visione che Zuckerberg ha del futuro, perché si basa sulla costruzione di una realtà alternativa. Il metaverso, insomma, viene inteso come <strong>un posto in cui scappare</strong> per non affrontare la vita reale. L’idea di Hanke, invece, è quella di migliorare la nostra realtà: aumentandola, appunto, per incentivare le persone a scoprire il mondo circostante e a connettersi con gli altri. Così si spiega il progetto degli occhiali AR, mentre è già stato presentato un kit dedicato alla <strong>piattaforma Lightship</strong> grazie a cui si potranno vivere esperienze paragonabili a quelle offerte da Pokemon Go.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le applicazioni della realtà virtuale</strong></h2>



<p>Quel che Mark Zuckerberg sembra volere è un metaverso in grado di <strong>migliorare le esperienze di realtà virtuale</strong>. Secondo il papà di Facebook, il metaverso è la prossima inevitabile tappa nel percorso di evoluzione di Internet, anche se è inevitabile che Zuckerberg pensi soprattutto ai propri affari e, quindi, ai propri prodotti. Quello che teorizza è <strong>un universo composto da tanti mondi</strong>, in cui ci si possa immergere soprattutto usando dei dispositivi ad hoc (magari i controller e i visori di Oculus, azienda di proprietà di Zuckerberg) per vivere esperienze ludiche (magari usando Horizon Venues, applicazione proposta da Zuckerberg) o esperienze di lavoro (con Horizon Workrooms – e non c’è bisogno di spiegare da dove arriva questa applicazione, giusto?). Di lavoro da fare ce n’è ancora tanto, comunque: la realtà virtuale di oggi è apprezzabile solo <strong>nelle applicazioni di gioco</strong>, ma non è ancora un mondo alternativo ospitale in grado di favorire la socializzazione delle masse. I problemi da risolvere sono molti: da un lato il fatto che ci siano ancora poche applicazioni non correlate al gioco, e dall’altro lato il fatto che <strong>l’hardware necessario</strong> è considerato eccessivamente invasivo e pesante. In più, devono ancora essere analizzate in profondità le dinamiche che possono caratterizzare la socialità virtuale. Zuckerberg, comunque, ha i numeri dalla sua parte. Solo lo scorso anno i <strong>dispositivi Oculus</strong> che sono stati venduti hanno superato la soglia degli 8 milioni di unità, più di quanto ha venduto la console Xbox. Non solo Meta, comunque, si sta impegnando sul fronte della realtà virtuale, un ambito che vede al lavoro anche Varjo, Valve e altri costruttori di hardware quali Pimax, HTC e, ovviamente, Microsoft e Sony.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il metaverso evoluzione inevitabile di Internet</strong></h2>



<p>Il progetto più ambizioso di tutti, in riferimento al metaverso, è quello che lo concepisce come evoluzione di Internet. A sostenere questa teoria è l’investitore e analista dei media <strong>Matthew Ball</strong>, secondo il quale il metaverso sarà l’evoluzione della rete odierna, vale a dire una serie di esperienze e contenuti immersivi, di linguaggi, di tecnologie, di protocolli e di dispositivi di accesso. Quella che ne deriverà sarà una rete <strong>interoperabile e persistente</strong>, in grado di garantire esperienze sincrone e caratterizzata da un’economia propria, senza limiti di partecipanti. È evidente, però, che ci sono ancora un sacco di ostacoli di natura tecnologica che devono essere superati, relativi per esempio alla potenza computazionale e alla capacità di banda, ma anche agli standard che servono ad assicurare l’interoperabilità fra diverse esperienze. Il metaverso concepito in questo modo avrebbe bisogno del <strong>lavoro coordinato di un gran numero di organizzazioni</strong>, ciascuna con una specifica specializzazione, e in ogni caso si potrebbe tradurre in realtà fra molti anni.</p>
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		<title>Come entrare nel Metaverso</title>
		<link>https://digitalasset.blog/come-entrare-nel-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 11:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche se da un punto di vista formale ancora non esiste, il metaverso è già sulla bocca di tutti, e ha conquistato l’attenzione di un gran numero di persone con tanta sete di futuro. A partire dalla fine dello scorso anno questo è stato un hot topic, dapprima solo fra i geek e gli appassionati [&#8230;]]]></description>
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<p>Anche se da un punto di vista formale ancora non esiste, il <strong><a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a></strong> è già sulla bocca di tutti, e ha conquistato l’attenzione di un gran numero di persone con tanta sete di futuro. A partire dalla fine dello scorso anno questo è stato un hot topic, dapprima solo fra i geek e gli appassionati di hi tech, poi per l’opinione pubblica in generale. Tutto è nato da quando <strong>Mark Zuckerberg</strong>, con la creazione di holding che ha preso il posto di Facebook, ha reso nota la propria intenzione di voler dare vita a un mondo virtuale destinato a rivoluzionare sotto molti aspetti l’idea di Internet che abbiamo avuto fino a questo momento. Sì, perché – almeno secondo ciò che è stato promesso – se fino a questo momento abbiamo utilizzato la Rete <strong>in maniera piatta</strong>, con il metaverso avremo a disposizione un ambiente digitale in 3 dimensioni, che riprodurrà in maniera fedele la realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="perche-si-dice-che-il-metaverso-non-esiste">Perché si dice che il metaverso non esiste</h2>



<p>Il problema è che allo stato attuale il metaverso, semplicemente, <strong>non esiste</strong>. O comunque non esiste nella forma in cui se ne parla così tanto. Ci vorrà un bel po’ di tempo, secondo gli esperti, prima che ci si possa ritrovare in un universo virtuale in cui fare acquisti, conoscere le persone, viaggiare e ovviamente lavorare. Il <strong>percorso</strong> da affrontare è ancora lungo, ma per il momento ci si può comunque cimentare in qualche esperienza che può essere considerata una sorta di previsione e anticipazione su ciò che avverrà in futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="una-definizione-di-metaverso">Una definizione di metaverso</h2>



<p>Il concetto è molto più complesso rispetto a ciò che si potrebbe pensare parlando di mondo virtuale. La stessa definizione di metaverso non è chiara né condivisa, e provare a fornirne una vuol dire immergersi in <strong>una realtà intricata</strong>. D’altra parte, come è possibile definire ciò che non esiste ancora? Ecco, quindi, che prima di dire che cos’è il metaverso possiamo affermare come ci piacerebbe che fosse. Adottando questo punto di vista, il metaverso non è altro che uno spazio condiviso virtuale che ha tre caratteristiche principali: <strong>è interattivo, è realistico ed è immersivo</strong>. Il metaverso, inoltre, si fonda soprattutto sulla realtà virtuale e sulla realtà aumentata.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="un-universo-piu-mondi">Un universo, più mondi</h2>



<p>Il metaverso non è tanto <strong>un mondo virtuale</strong>, quanto un universo virtuale. Qual è la differenza? Semplice: che in un universo ci sono diversi mondi. Ciascun luogo virtuale destinato a entrare a far parte del metaverso consentirà di dedicarsi ad attività che si possono collocare a metà strada fra il digitale e la realtà in cui viviamo. Un esempio tipico è quello dello shopping. Oggi siamo sempre più attratti dallo shopping online: basta andare <strong>sul sito di un e-commerce</strong>, navigando dal computer, dal tablet o dallo smartphone, per poi decidere che cosa acquistare. In alternativa, la soluzione più tradizionale è quella di recarsi in un punto vendita fisico. Ebbene, grazie al metaverso queste due realtà si sovrapporranno: in pratica, la realtà virtuale potrà essere sfruttata per entrare in un negozio, per esempio per provare una giacca, e poi per comprare ciò che si desidera come potrebbe avvenire in un e-commerce.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="non-solo-shopping">Non solo shopping</h2>



<p>Ma quello relativo allo shopping non è che uno dei numerosi esempi che si possono citare parlando delle infinite potenzialità che caratterizzano il metaverso. Questo, per esempio, consente anche di assistere a un concerto. Adesso un concerto o <strong>si guarda in televisione</strong> (o comunque attraverso uno schermo, che può essere anche quello di un computer o di uno smartphone) o si vede dal vivo. Con l’ingresso nel metaverso, invece, è possibile gestire in tempo reale il proprio avatar per assistere a uno show, posizionandolo <strong>direttamente sotto il palco</strong> e consentendogli di interagire con gli altri utenti, per un’esperienza non troppo diversa a quella che si potrebbe vivere se ci si trovasse davvero sul posto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="come-si-entra-nel-metaverso">Come si entra nel metaverso</h2>



<p>Ma allora, che cosa bisogna fare per entrare nel metaverso? Sono tante le esperienze in cui ci si può immergere già ora, in attesa di capire come sarà il metaverso del futuro. Di certo, il trend merita di essere tenuto in considerazione con la massima attenzione, dato che prima o poi sconvolgerà in maniera definitiva il modo in cui percepiamo e concepiamo il digitale. Per cominciare tutto quello che serve è un’app. Occorre sapere, comunque, che ognuno di noi in un certo senso sta contribuendo alla comparsa del metaverso: non solo con il nostro <strong>desiderio di immersività</strong>, non solo con la nostra tendenza a condividere sempre di più, ma soprattutto con i nostri dati. Per altro, oltre a Meta (l’ex Facebook, appunto) ci sono anche altre realtà che si stanno dando da fare per <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> il metaverso: non solo colossi del settore informatico come <strong><a href="https://digitalasset.blog/google-e-criptovalute/">Google</a> e Microsoft</strong>, ma anche Disney e perfino brand che in teoria non hanno niente a che vedere con questo mondo, come per esempio Hundai, Nike o Adidas. Ogni giorno che passa, insomma, nuove realtà si affacciano a questa prospettiva e forniscono il proprio contributo. È come se si stesse tentando di <strong>costruire un pezzo di futuro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="sensorium-galaxy">Sensorium Galaxy</h2>



<p>Abbiamo detto che per entrare nel metaverso c’è bisogno di un’app. Già, ma di quale app stiamo parlando? Una delle più semplici è gratis, disponibile tanto sul Play Store di Android che sull’App Store di iOS, e si chiama <strong>Sensorium Galaxy</strong>. Non è altro che un programma che si basa sull’intelligenza artificiale e sulla realtà aumentata per creare un personaggio con il quale è possibile interagire. Va detto che, almeno per il momento, Sensorium Galaxy è disponibile <strong>solo in lingua inglese</strong>: chi è anglofono, dunque, può sperimentare una conversazione più naturale rispetto alle altre persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="come-interagire-con-un-personaggio-del-metaverso">Come interagire con un personaggio del metaverso</h2>



<p>La tecnologia che sta alla base di Sensorium Galaxy consente, in teoria, di dare vita a personaggi con cui si interagisce come si vuole. È diverso, quindi, dalle interazioni che si hanno con i PNG, cioè i <strong>personaggi non giocabili</strong>, che sono creati dal computer in un videogame di tipo single-player. In questi casi, infatti, le interazioni con i personaggi in genere sono scriptate, il che vuol dire che è già stato stabilito che cosa si può domandare e quale risposta si otterrà. Se i personaggi non giocabili venissero <strong>trasferiti nel metaverso</strong>, si avrebbe l’occasione di interagire non solo con gli avatar di utenti reali, ma anche con altri soggetti a cui, per esempio, si potrebbero chiedere dei consigli.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="un-concetto-lungo-30-anni">Un concetto lungo 30 anni</h2>



<p>È da almeno 30 anni che si parla di metaverso. Questo concetto, infatti, fu introdotto per la prima volta da Neal Stephenson, scrittore che nel romanzo <em>Snow Crash</em>, risalente al 1992, diede vita a un universo 3D in cui esistevano solo avatar di persone reali. Ecco perché Mark Zuckerberg ha riproposto questo termine poche settimane fa, quando ha reso noto il <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a> nome del gruppo Facebook Inc. che in seguito al <strong>rebranding</strong> è diventato Meta. Il lancio del nuovo universo virtuale, formato da tanti ambienti diversi, ha innescato reazioni opposte, tra curiosità, slanci di entusiasmo e legittime perplessità. In tanti vogliono capire come sarà possibile uscire, frequentare altre persone o partecipare a un concerto in questi luoghi virtuali, per di più in compagni di utenti che <strong>fisicamente si trovano altrove</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="che-cosa-faremo-nel-metaverso">Che cosa faremo nel metaverso</h2>



<p>Lo spatial computing è la disciplina che si sta occupando di definire in che modo ci muoveremo all’interno del metaverso e come manipoleremo gli oggetti. I due ambiti di azione più importanti a questo scopo sono rappresentati da <strong>user interfaces e user experience</strong>. In particolare, le tecnologie per l’accesso sembrano rappresentare un ostacolo non di secondo piano: un aspetto critico che ha messo in difficoltà più di una tecnologia che sembrava <a href="https://digitalasset.blog/neo-una-delle-criptovalute-piu-promettenti/">promettente</a>. Non è detto che sarà possibile un <strong>approccio universale alla realtà virtuale</strong>; si può ipotizzare, invece, che ci saranno differenti accessi e, quindi, differenti livelli di esperienza. Il metaverso consiste non solo nella nascita di uno spazio nuovo, ma anche di una società nuova. I <strong>social network</strong> con il passare del tempo hanno avuto l’effetto di generare un mondo virtuale in cui, però, le persone non interagiscono davvero le une con le altre.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="dai-social-network-a-un-ambiente-di-ricerca">Dai social network a un ambiente di ricerca</h2>



<p>L’universo creato dai social media si è rivelato per certi versi poco attuale. Non è detto che sia un caso che l’idea del metaverso sia stata proposta dopo la <strong>pandemia da coronavirus</strong>, che da un lato ha causato l’isolamento sociale delle persone e dall’altro lato ha messo in evidenza, in modo significativo, il bisogno di dare vita a una realtà digitale sociale che sia al tempo stesso più integrata e più coerente. Qualcuno, dunque, ha già definito il metaverso come l’evoluzione e la conseguenza dell’esperienza della <strong>tragedia sanitaria</strong> che ci ha coinvolto negli ultimi due anni. Ma il metaverso si potrà ritenere completo e realizzato nella sua interezza solo se consentirà ai suoi utenti di trovare ciò di cui sono in cerca: quindi, si dovrà trattare di un ambiente di ricerca. Dovranno poter essere ricercate (e trovate) non solo le informazioni, ma anche le persone e le cose: quindi, i <strong>costrutti digitali degli avatar</strong> e gli oggetti reali.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-concetto-di-identita-e-quello-di-profilazione">Il concetto di identità e quello di profilazione</h2>



<p>Se il concetto di economia è fondamentale quando si parla di metaverso, un altro aspetto che deve essere considerato con cura è quello che riguarda l’identità. In questo <strong>universo virtuale</strong>, l’avatar non può essere ritenuto solo un pupazzo o un’icona grafica, ma è a tutti gli effetti il riflesso dell’identità di un soggetto. Entrano in gioco aspetti come la cittadinanza, i diritti e i doveri che spettano a ogni persona. Ciascun soggetto deve essere libero di mantenere la propria identità in tutti gli spazi del metaverso: solo così è possibile riconoscere <strong>le responsabilità e i diritti del singolo</strong>, sia nel mondo virtuale che in quello reale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="facebook-e-il-metaverso">Facebook e il metaverso</h2>



<p>Per quel che riguarda il progetto di Metaverso di Facebook, al momento non ci sono ancora notizie ufficiali né particolari. Mark Zuckerberg ne ha parlato in occasione della convention Facebook Connect 2021, quando ha presentato <strong>Horizon Home</strong>, da molti ritenuto il passo iniziale verso la nascita e la costruzione del metaverso. Stiamo parlando della nuova home di Oculus, la piattaforma di realtà virtuale che già in tanti conoscono. Lo spazio può essere personalizzato e permette, tra l’altro, di invitare gli avatar delle persone che si conoscono. David Wehner, direttore finanziario di Facebook, ha parlato di un metaverso responsabile. Dopo Facebook è stata la volta di Microsoft: durante l’evento Ignite si è fatto riferimento al metaverso nel mostrare il filmato di un incontro avvenuto tra due <strong>manager su Teams</strong>: uno dei due, però, era visualizzato in versione avatar.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="entrare-nel-metaverso-quale-piattaforma-usare">Entrare nel metaverso: quale piattaforma usare?</h2>



<p>Sono tre le piattaforme più importanti che è possibile utilizzare allo stato attuale per accedere al metaverso: Stageverse, Sandbox e Decentraland. <strong>Stageverse</strong> si presenta come una piattaforma virtuale nuova e in grado di garantire esperienze immersive: vi si può accedere usando l’app Oculus Quest, che è disponibile sia sui device Android che su quelli iOS. È stata lanciata in occasione di un concerto dei Muse, e permette agli utenti di prendere parte a spettacoli grazie a effetti speciali e video 3d a 360 gradi. Sandbox, invece, ha avviato una partnership con quasi 170 brand per realizzare nel proprio mondo virtuale <strong>avatar di celebrità</strong> come, per esempio, The Walkind Dead e Snoop Dog. Si tratta di un metaverso virtuale che ha conosciuto un picco di popolarità nel momento in cui ha reso noto di aver intrapreso una partnership con meta. Lo stile visivo degli avatar di <strong>Sandbox</strong> è del tipo a blocchi, come quelli di Minecraft. Su questa piattaforma si possano usare sia gli <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a> che le monete SAND per guadagnare, ma anche comprare e costruire. Il sito di Sandbox è visitabile, e da questo si può interagire con i membri della community.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="decentraland-come-e-fatto-e-come-funziona">Decentraland: come è fatto e come funziona</h2>



<p>Un capitolo a parte lo merita <strong>Decentraland</strong>: per accedere al suo metaverso è sufficiente recarsi sul sito e costruire il proprio avatar realizzando un account, per poi cominciare a esplorare. Questo mondo virtuale è stato costruito da <strong>Ethereum</strong>, e permette agli utenti che si registrano di realizzare dei luoghi virtuali, come per esempio parchi o case, offrendo visite a pagamento. La valuta digitale che consente di fare acquisti su Decentraland, e quindi di comprare gli elementi virtuali presenti su questa piattaforma, è denominata MANA. Un festival musicale che ha visto la partecipazione di Paris Hilton è stato ospitato poco tempo fa in questo universo virtuale.</p>
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		<title>Metaverso: le sue possibili applicazioni</title>
		<link>https://digitalasset.blog/possibili-applicazioni-del-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 09:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono davvero tante le potenziali applicazioni del metaverso. Prima di conoscerle tutte da vicino, però, è indispensabile provare a capire di che cosa stiamo parlando. Si può ritenere il metaverso una sorta di universo digitale che è il risultato di una serie di elementi tecnologici, come per esempio la realtà aumentata, la realtà virtuale e [&#8230;]]]></description>
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<p>Sono davvero tante le <strong>potenziali applicazioni del <a href="https://digitalasset.blog/metaverso/">metaverso</a></strong>. Prima di conoscerle tutte da vicino, però, è indispensabile provare a capire di che cosa stiamo parlando. Si può ritenere il metaverso una sorta di universo digitale che è il risultato di una serie di elementi tecnologici, come per esempio la realtà aumentata, la realtà virtuale e i video. <strong>Gli utenti entrano nel metaverso</strong> usando dei visori 3d, grazie a cui hanno la possibilità di immergersi in esperienza virtuali. Per esempio è possibile incontrare altre persone, compiere un viaggio, prendere parte a una conferenza, assistere a un concerto, produrre un oggetto o dare vita a una proprietà virtuale. Tutto questo avviene attraverso la generazione di un avatar realistico.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="come-e-fatto-il-metaverso">Come è fatto il metaverso</h2>



<p>È <strong>nel digitale</strong> che il metaverso si sviluppa, fermo restando che sono le informazioni e i dati a comporre la sua materia. La struttura del metaverso è temporale e spaziale, proprio come l’universo fisico. Ci sono il tempo, la profondità, la larghezza e la lunghezza, vale a dire le dimensioni che formano il cyber spazio. È un universo che nasce grazie alle reti di comunicazione globali e che dalle stesse viene alimentato. <strong>Gli avatar permettono di vivere esperienze dirette</strong>, anche se digitali. Grazie al metaverso, pertanto, si può compiere un salto in avanti verso l’emancipazione digitale. Ma tutto questo è possibile unicamente nel contesto di una visione della complessità attuale eterogenea e globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="la-realta-virtuale">La realtà virtuale</h2>



<p>Il metaverso si fonda su un ambiente media nativo che corrisponde alla realtà virtuale. Il cloud computing è uno dei <strong>modelli della computer science</strong> che portano alla scelta della virtualità: è grazie ad esso che i dati risultano accessibili agli utenti autorizzati e possono essere conservati per tutto il tempo che si vuole. Un altro concetto che non deve essere sottovalutato è quello di ubiquitous computing, che sta a sottolineare come l’informatica serva ad apparire grazie a device mobili che vedono aumentare la loro potenza e <strong>diminuire il loro peso</strong>. Così, sono nati ambienti in grafici che in rete simulano le luci e la prospettiva: in una parola, lo spazio. Ciò avviene attraverso la computer graphic, che con il passare degli anni diventa sempre più efficiente e sempre meno costosa: facile da maneggiare e da condividere, anche in tempo reale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="i-valori-alla-base-del-metaverso">I valori alla base del metaverso</h2>



<p>Ma qual è il legame fra il metaverso digitale e il nostro universo sensibile? In primo luogo c’è una <strong>correlazione diretta fra la realtà e i dati</strong>. Ma non è tutto, perché la continuità scaturisce anche dalla condivisione di valori. La sfera del pensiero umano che era stata teorizzata da Pierre Teilhard de Chardin come noosfera ora si trasforma in infosfera.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="le-applicazioni-del-metaverso">Le applicazioni del metaverso</h2>



<p>Il gaming è con tutta probabilità la prima applicazione che può venire in mente quando si parla di virtualità. Grazie al metaverso, destinato a diventare protagonista del settore dell’intrattenimento, potranno nascere dei <strong>gameplay originali</strong> che si baseranno sulle risorse interne all’universo in cui avranno luogo. Al tempo stesso, potranno essere realizzati degli show nativi virtuali, senza alcun limite per ciò che riguarda il numero di potenziali spettatori. Anche il settore dell’istruzione e della formazione, però, potrebbe trarre vantaggio dalla <strong>diffusione del metaverso</strong>: questo, infatti, è un universo adatto alle simulazioni e alle pratiche di laboratorio. Un vero e proprio percorso educativo, dunque, che può riguardare gli atenei universitari e la formazione sul posto di lavoro, anche in una prospettiva di team building.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="l-arte">L’arte</h2>



<p>Le esperienze garantite dal virtuale in alcuni casi rischiano di essere perfino più intense di quelle offerte dal mondo reale. Gli avatar <strong>rappresentano le persone fisiche</strong>, e ne riflettono le iniziative, i sogni e i bisogni. Il mondo del benessere e della cura del corpo, pertanto, può trovare ampi margini nei mondi virtuali del metaverso, così come i settori della moda, dell’estetica e della bellezza. La creatività, poi, sarà un altro punto di forza di questo <strong>universo innovativo</strong>. È probabile che tanti creativi sceglieranno di utilizzare i mondi virtuali, e ciò si tradurrà nella costruzione di oggetti e di ambienti grazie a cui il metaverso risulterà vivibile. Proprio la creatività è una caratteristica intrinseca delle attività native virtuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-mondo-della-comunicazione">Il mondo della comunicazione</h2>



<p>Con il metaverso, la città reale è destinata a sovrapporsi a quella virtuale, così come può avvenire fra il territorio e la mappa. Ma può anche succedere che la <strong>città virtuale</strong> diventi l’estensione di quella reale; in ogni caso, un settore alquanto <a href="https://digitalasset.blog/neo-una-delle-criptovalute-piu-promettenti/">promettente</a> sembra essere quello della geolocalizzazione. Per quel che riguarda il mondo del marketing, invece, il metaverso consente di ottenere dati e risposte più affidabili delle informazioni che si potrebbero ricavare da qualsiasi sondaggio. Così, si può sfruttare questa realtà per verificare se un <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a> negozio sarebbe apprezzato o meno, oppure quanto efficace potrebbe essere una <strong>campagna di marketing</strong>. La progettazione di contest potrebbe essere usata per capire se il pubblico potrebbe essere interessato a un certo prodotto, e nulla vieta di dare vita a un team di creativi ibrido, a metà tra il virtuale e il reale. Insomma, non si tratta unicamente di prototipi di oggetti, ma anche di <strong>prototipi sociali</strong> che, a loro volta, possono essere messi alla prova.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="nuovi-settori-con-il-metaverso">Nuovi settori con il metaverso</h2>



<p>Il metaverso darà la stura anche al cosiddetto synthtravel, vale a dire il turismo sintetico. A patto che non si interpreti il <strong>viaggio virtuale</strong> come un viaggio per finta. Si tratta, invece, di un’esperienza che permette di formarsi delle opinioni, ma anche di provare un’offerta che poi potrebbe essere sfruttata nel mondo reale. Anche le attività immobiliari, poi, potrebbero trarre vantaggio dal metaverso. Sin dai tempi di Second Life il campo del <strong>virtual real estate</strong> si è dimostrato redditizio, e l’immobiliarista virtuale Anshe Chung è diventata famosa per essere stata la prima a riuscire a conseguire l’obiettivo di capitalizzare cifre a tanti zeri con l’arbitraggio e l’intermediazione di immobili virtuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-metaverso-e-il-mondo-dei-videogiochi">Il metaverso e il mondo dei videogiochi</h2>



<p>Sotto diversi punti di vista, i videogame possono essere considerati una sorta di anticipazione del metaverso. Le <strong>case produttrici</strong>, infatti, sono in grado di dare vita a mondi nei quali trascorriamo un sacco di tempo e in cui ci troviamo a interagire con altre persone. Le stesse software house, per di più, sono fondamentali perché indirizzano la tecnologia proprio verso gli universi virtuali. I big del settore per esempio sono consapevoli di cosa voglia dire possedere server che consentono a milioni di persone di accedere. Hanno, inoltre, il <strong>know-how necessario</strong> per utilizzare in maniera adeguata la realtà virtuale. Così, le aziende del comparto informatico sono incentivate a migliorare in maniera costante l’hardware, in modo che i giocatori possano vivere esperienze caratterizzate da un livello di realismo sempre più elevato. Un discorso che è valido sia per i processori che per altri componenti: per esempio i <strong>visori per la realtà virtuale</strong>, che con tutta probabilità costituiranno presto o tardi la più importante porta di ingresso verso il metaverso.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-caso-di-roblox">Il caso di Roblox</h2>



<p>Già adesso, comunque, è possibile entrare in contatto con esperienze molto interessanti, anche se magari caratterizzate da un livello di complessità inferiore a quello che potrebbe riguardare il metaverso del futuro. Un esempio in tal senso proviene da <strong>Roblox</strong>, che in un primo momento è stato concepito come un gioco, mentre attualmente è una piattaforma globale grazie alla quale gli utenti hanno la possibilità di realizzare delle esperienze interattive. Il gioco prevede l’esistenza di una moneta, il <strong>Robux</strong>: se ne possono guadagnare tanti, per poi convertirli in denaro vero. Anche le interazioni con gli altri utenti fanno parte dell’esperienza garantita da Robux. Si tratta, dunque, di una realtà che presenta tante caratteristiche in comune con il futuro metaverso, e che viene proposta agli utenti per regalare esperienza esclusive. La <strong>National Football League</strong>, per esempio, su Roblox ha portato un negozio ufficiale nel quale vengono messi in vendita oggetti virtuali decorativi attraverso i quali i giocatori hanno l’opportunità di abbellire i propri avatar. Sempre su Roblox, Gucci ha realizzato un giardino virtuale con l’intento di festeggiare il secolo di vita del marchio.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="the-sandbox">The Sandbox</h2>



<p>Ancora più vicino a un possibile concretizzarsi del metaverso è <strong><a href="https://digitalasset.blog/the-sandbox-metaverso-ludico-land-sand/">The Sandbox</a></strong>, una piattaforma che propone delle similitudini con un videogame, in cui gli utenti hanno la possibilità di usare vari tipi di oggetti, di visitare posti e di comprare territori. L’aspetto peculiare di questa realtà sta nel fatto che tutto ciò che si può trovare su The Sandbox è stato realizzato dalla sua community, proprio come avviene nel mondo vero. In più, l’universo di questa piattaforma è <strong>collegato alla catena di blocchi</strong> di una delle monete digitali più <a href="https://digitalasset.blog/nft-famosi-piu-costosi/">famose</a> al mondo, <a href="https://digitalasset.blog/ethereum-che-cose-caratteristiche-e-funzionalita/">Ethereum</a>: così, tutti gli oggetti sono degli <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a> che si possono scambiare o acquistare con altre persone. Oltre a Ethereum, poi, su The Sandbox si può usare il Sand, una criptovaluta che è stata realizzata dai creatori della piattaforma ma che si può utilizzare anche nel mondo reale. Questa è la ragione per la quale per registrarsi c’è bisogno di costruire un <strong>portafoglio virtuale</strong>. Ma senza andare troppo lontano, anche il famoso <a href="https://digitalasset.blog/epic-games-fortnite-metaverso/">Fortnite</a> ha aspetti che ricordano il metaverso, visto che qui si sono svolti concerti virtuali tenuti da Marshemello, Travis Scott e Ariana Grande. E poi ci sono <strong>piattaforme come Decentraland, Illuvium e Axie Infinity</strong>, che sono piuttosto simili a The Sandbox e ne richiamano il genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-metaverso-e-il-mondo-del-lavoro">Il metaverso e il mondo del lavoro</h2>



<p>Quello del divertimento e dello svago è solo uno dei potenziali utilizzi del metaverso, a cui si può fare riferimento anche per lavorare. Non a caso Meta ha già proposto Horizon Workrooms, a cui possono accedere gratis i possessori degli <strong>Oculus Quest 2</strong>, vale a dire i visori di realtà virtuale di Facebook. Questo strumento funziona anche sul web, oltre che con la realtà virtuale, ed è stato concepito per fare in modo che i team potessero comunicare a distanza e in maniera collaborativa impiegando ogni tecnologia di ultima generazione. Con <strong>Horizon Workrooms</strong>, per esempio, è possibile <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> una scrivania personale, così da avere a che fare con un ambiente familiare. Si può, inoltre, costruire un avatar in grado di interagire con gli altri utenti. Ancora, ci sono sale riunioni digitali da poter usare, e il ricorso all’audio spaziale contribuisce ad aumentare il livello di realismo dell’esperienza. Con il <strong>controller di Quest 2</strong>, infine, è possibile disegnare e prendere appunti sulla lavagna bianca virtuale che viene messa a disposizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="e-la-privacy">E la privacy?</h2>



<p>Horizon Workrooms ha pensato anche alla privacy, un aspetto che evidentemente dovrà essere tenuto in considerazione con grande attenzione in fase di costruzione del metaverso. Le conversazioni che avvengono <strong>all’interno della workroom</strong>, per esempio, non vengono sfruttate per proporre pubblicità mirata su Facebook. Inoltre, i video e le immagini degli ambienti fisici sono salvate solo in locale. Ancora, nel corso delle sessioni di workroom lo schermo del computer degli utenti non può essere visualizzato da nessuno. Nel caso in cui si debba interagire con una persona che non dispone di un visore di realtà virtuale, invece, è sufficiente dargli il link necessario per collegarsi, proprio come avviene con una classica <strong>video chat su Teams o su Zoom</strong>. A condizione che, ovviamente, quella persona abbia una telecamera e un microfono.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="come-dovra-essere-il-metaverso">Come dovrà essere il metaverso</h2>



<p>Sia Horizon Workrooms che The Sandbox presentano alcune caratteristiche che richiamano una possibile <strong>visione futura del metaverso</strong>, anche se non possono essere considerate metaverso a tutti gli effetti. Per quale motivo? Uno dei più importanti è che il metaverso non ha limiti né confini. Non si parla solo di confini geografici, e quindi di vincoli spaziali, ma di barriere di ogni tipo. Per esempio, non c’è una soglia massima di utenti oltre la quale non si può andare. Inoltre, qualunque tipo di attività può essere effettuata. <strong>L’economia virtuale del metaverso</strong> chiama in causa tutti, incluse le aziende, e potrebbe fare riferimento all’impiego delle monete digitali. D’altro canto, questo mondo digitale non potrà prescindere dalla socialità, visto che non potrebbe esistere se non ci fossero persone pronte a viverci e a modificarlo in base ai propri bisogni e ai propri desideri.</p>
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		<title>Metaverso: cos&#8217;è, storia, definizione</title>
		<link>https://digitalasset.blog/metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Optimamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 10:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Metaverso]]></category>
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<p>La parola “metaverso” è stata introdotta per la prima volta all’inizio degli anni Novanta, nel mondo <strong>cyberpunk</strong>, ma non è mai stata utilizzata così tanto come negli ultimi tempi. Il merito – o la colpa, a seconda dei punti di vista – è di Facebook, che ha deciso di utilizzare questo concetto per fare riferimento a quella che viene considerata l’evoluzione di Internet. La Rete come la conosciamo fino a questo momento è dunque destinata a sparire? Non è detto, e comunque una risposta certa non si può dare, anche perché le questioni aperte a proposito del <strong>metaverso</strong> sono ancora molte.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="una-definizione-del-metaverso">Una definizione del metaverso</h2>



<p>Non è così semplice riuscire a fornire una definizione precisa e univoca del metaverso, che comunque può essere considerato come una serie di <strong>mondi reali e virtuali</strong> connessi gli uni con gli altri, dove i protagonisti non sono persone in carne ed ossa ma degli avatar. Si parla molto di metaverso da quando Facebook ha scelto di chiamare la holding del gruppo Meta: Meta controlla, quindi, non solo la piattaforma di Facebook, ma anche gli <strong>Oculos</strong>, il servizio di messaggistica istantanea di Whatsapp e il social network Instagram. Meta ha intrapreso un progetto omonimo che, però, allo stato attuale non è chiaro. Dopo l’annuncio di Facebook, è scesa in campo Microsoft, che ha reso nota l’integrazione del metaverso all’interno della piattaforma Teams. Ciò avviene tramite <strong>Mash</strong>, una funzionalità che consente agli utenti di realizzare un avatar attraverso il quale prendere parte alle riunioni di lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="metaverso-un-avventura-lunga-30-anni">Metaverso, un’avventura lunga 30 anni</h2>



<p>È stato nel 1992 che, per la prima volta, è stata usata la parola metaverso. Lo ha fatto Neal Stephenson in <em>Snow Crash</em>, un libro che rientra a pieno diritto nella categoria dei titoli di riferimento della cultura cyberpunk. Crash al tempo identificava il metaverso come una specie di realtà virtuale, in cui si è rappresentati da un avatar in tre dimensioni: una realtà condivisa attraverso Internet. La risoluzione degli avatar rappresenta la <strong>differenza tra i ceti sociali</strong>, poiché ne scaturisce la possibilità di frequentare luoghi esclusivi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="un-processo-continuo">Un processo continuo</h2>



<p>Quindi non è stato Mark Zuckerberg a inventare il concetto di metaverso. Sì, è opportuno ribadire che quello di metaverso è <strong>un concetto</strong>, non un prodotto o una tecnologia. Si tratta, piuttosto, di un processo che deriva dalla convergenza digitale che è iniziata negli anni Novanta, con un legame stretto con il pensiero moderno. Se è vero che non si può definire con previsione il metaverso, è altrettanto vero che lo si può classificare come il <strong>futuro di Internet</strong>: una evoluzione rispetto alla realtà virtuale, che consiste in una serie di spazi vuoti dove ci sono gli avatar.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="l-ingresso-nel-metaverso">L’ingresso nel metaverso</h2>



<p>Chiunque abbia interesse a <a href="https://digitalasset.blog/come-entrare-nel-metaverso/">entrare nel metaverso</a> ha la possibilità di farlo: per accedere, infatti, non c’è bisogno di avere particolari abilità in ambito informatico. Per <strong>accedere al metaverso</strong> c’è bisogno di una connessione a Internet, grazie a cui è possibile interagire con il web, e un dispositivo che sia connesso a Internet: un pc, uno smartphone o un tablet. Dopodiché si può già <a href="https://digitalasset.blog/come-creare-una-criptovaluta/">creare</a> un account usando una delle <strong>piattaforme del metaverso</strong>, e se lo si desidera si può anche impiegare un visore di realtà aumentata, grazie a cui l’esperienza risulta ancora più immersiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="la-neutralita-del-metaverso">La neutralità del metaverso</h2>



<p>Gli esperti e gli addetti ai lavori si domandano se la realtà virtuale e il metaverso potranno essere considerati degli ambienti neutri. Il web quando è nato lo era, ma adesso è difficile affermare che lo sia ancora. Ci si chiede, poi, se il metaverso accoglierà tutto e tutti, o se invece non verrà eseguita una selezione alla fonte. <strong>Le necessità e i bisogni</strong> degli individui saranno supportati o no dall’algoretica? Anche a questo interrogativo non è possibile, allo stato attuale, fornire una risposta.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="lo-smart-working">Lo smart working</h2>



<p>Nel novero delle possibili <a href="https://digitalasset.blog/possibili-applicazioni-del-metaverso/">applicazioni del metaverso</a> non si può non prendere in considerazione lo <strong>smart working</strong>. Il cosiddetto lavoro agile, infatti, insieme con le tecnologie dell’identità in costante evoluzione e le call conference sono soluzioni di comunicazione e tecnologie che ormai sono entrate a far parte della vita di molti e che vengono sintetizzate in modo efficace nella virtualità. Il <a href="https://digitalasset.blog/comprendere-il-mercato-delle-criptovalute-cicli-volatilita/">mercato</a> <strong>accoglie diversi grandi player</strong>, che si sono già dati da fare per mettere a disposizione prodotti e scenari destinati sia ai cittadini privati che alle imprese. Qualora il metaverso dovesse avere successo, è probabile che ciò avverrà anche grazie all’office automation, un po’ come è accaduto per il web.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-rapporto-tra-il-metaverso-e-il-web">Il rapporto tra il metaverso e il web</h2>



<p>È abbastanza chiaro che la realtà virtuale non prenderà il posto del <strong>world wide web</strong>. In effetti, una delle sfide più significative per il metaverso è rappresentata dall’interoperabilità fra i due mondi, e quindi fra le piattaforme che ne fanno parte. Questo aspetto può essere ritenuto la killer applicazione grazie a cui il <strong>paradigma del metaverso</strong> inizierà a essere adottato come è avvenuto nel caso del web. Questa sembra essere l’occasione giusta per lasciarsi indietro la semplice automazione e preferire una prospettiva più a vasto raggio, in modo che la trasformazione digitale possa essere integrata in una società intelligente che preveda <strong>l’adozione di paradigmi nuovi</strong> e inclusi a tutti i livelli, sia in ambito culturale che dal punto di vista economico e sociale: paradigmi che, fra l’altro, mettano l’uomo al centro. Le diverse realtà possono essere colte unicamente con una visione olistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="la-cybergeografia">La cybergeografia</h2>



<p>Per capire più da vicino il metaverso è necessario fare riferimento anche al concetto di cybergeografia, una realtà che include una lunga serie di fenomeno geografici: per esempio i mondi virtuali sociali e lo <strong>studio della demografia</strong>, dei flussi di traffico e dell’infrastruttura fisica delle comunità nuove del cyberspazio. Per capire quale impatto potrebbero avere le tecnologie del cyberspazio rispetto al mondo reale è fondamentale analizzare il modo in cui i nuovi spazi digitali verranno visualizzati e percepiti. Questo è il motivo per il quale occorre esplorare la <strong>geografia del metaverso</strong>. L’interoperabilità e la convergenza, in ogni caso, rimangono essenziali per evitare di ritrovarsi alle prese con isole, realtà autonome – riguardanti per esempio la <a href="https://digitalasset.blog/blockchain-per-idiritti-dautore-e-proprieta-intellettuale/">proprietà intellettuale</a>, le criptovalute o l’economia reale – che non hanno niente a che vedere le une con le altre e che sono regolate ognuna da leggi proprie. Una parcellizzazione di questo tipo avrebbe <strong>ripercussioni sul mercato</strong>, che è il fondamento dello sviluppo di ogni società. Non si potrà parlare di un metaverso realmente compiuto fino a quando non esisteranno regole identiche per tutti per la tutela dei diritti matrimoniali e non esisterà un portafoglio che possa essere speso in tutti gli <strong>ambienti del metaverso</strong>. Ecco perché serviranno anche sistemi di cambio condivisi e consolidati.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="quali-caratteristiche-deve-avere-il-metaverso">Quali caratteristiche deve avere il metaverso</h2>



<p>Il metaverso è <strong>una specie di Internet del futuro</strong>, e in quanto tale non può non essere persistente. Vuol dire che non si può riavviare né resettare, così come non si può scollegare. In qualunque momento e in qualunque luogo, tutti potranno entrare a far parte di questo universo, che con il passare del tempo cambierà – si spera in meglio – per effetto del contributo che verrà garantito da chi ne fruisce. <strong>L’immersività</strong> è un’altra peculiarità molto importante del metaverso, insieme con la decentralizzazione. In altre parole, questo mondo non deve appartenere a una sola piattaforma o a una specifica azienda. Un esempio in tal senso proviene da <a href="https://digitalasset.blog/the-sandbox-metaverso-ludico-land-sand/">The Sandbox</a>, una piattaforma digitale che ha molte caratteristiche che si avvicinano a quelle del metaverso e che ha deciso di <strong>utilizzare la blockchain</strong>, in modo che tutto possa essere tracciato in maniera pubblica. Per la costruzione di questa importante innovazione tecnologica, la realtà aumentata e quella virtuale saranno molto importanti, e contribuiranno a migliorarla nel tempo, fino a stimolare non solo la vista e l’udito, ma anche gli altri sensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="il-metaverso-nel-mondo-della-cultura">Il metaverso nel mondo della cultura</h2>



<p>Quella del metaverso per altro non è una novità dei tempi recenti. Al 1984, per esempio, risale la pubblicazione del romanzo di William Gibson <em>Neuromante</em>, in cui si faceva riferimento al cyber spazio. Quindici anni più tardi il mondo del cinema è stato rivoluzionato dalla trama di Matrix: chiunque abbia visto quel film non può non trovare delle similitudini fra la Matrice e una versione del metaverso decisamente all’avanguardia. E come dimenticare <strong>Second Life</strong>? Nato nel 2003, esiste ancora: è stata la prima piattaforma virtuale a consentire una “seconda vita”, appunto, attraverso la creazione di avatar. Tutto questo per dire che il desiderio di un universo virtuale, e in un certo senso parallelo a quello reale in cui ci troviamo, è vivo da tempo. Certo, qualcuno potrebbe essere terrorizzato dall’ipotesi che il <strong>digitale</strong> finisca per dominare e stravolga le nostre esistenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="fra-quanto-tempo-vivremo-nel-metaverso">Fra quanto tempo vivremo nel metaverso?</h2>



<p>Vien da chiedersi anche quanto tempo si debba ancora attendere prima di poter sperimentare il metaverso che abbiamo descritto nelle righe precedenti. Beh, non è una cosa che potrà avvenire dall’oggi al domani, e sarà indispensabile armarsi di <strong>una buona dosa di pazienza</strong>. Qualche anno, forse addirittura dieci: per il momento ci sono ancora un sacco di difficoltà contro cui combattere, sia di natura tecnica che di carattere economico. Senza trascurare le inevitabili resistenze sociali.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="accedere-al-metaverso-ecco-come-si-fa">Accedere al metaverso: ecco come si fa</h2>



<p>Per entrare all’interno del metaverso serve, in primo luogo, una <strong>connessione a Internet</strong> che sia il più possibile veloce e stabile. Inoltre occorre un computer, meglio se in grado di garantire performance elevate, per prevenire eventuali rallentamenti o veri e propri bug a causa dei quali l’esperienza che si vivrà finirebbe per risultare meno gradevole del previsto. Se si possiede un <strong>visore Oculus</strong> per la realtà virtuale, ovviamente, vale la pena di utilizzarlo. Anche se non si tratta di un requisito essenziale, di certo è destinato a migliorare l’esperienza all’interno del metaverso.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="che-cosa-si-puo-fare-nel-metaverso">Che cosa si può fare nel metaverso</h2>



<p>Dopo che ci si è procurati tutto il necessario per concedersi un giro nel metaverso, non rimane altro da fare che scegliere <strong>quale piattaforma utilizzare</strong>. A questo punto è necessario costruire l’avatar da cui si vuol essere rappresentati nel mondo virtuale, e poi si può iniziare ad agire. Le attività che si possono svolgere variano in base alla piattaforma che si decide di utilizzare. Per prendere dimestichezza con il metaverso si può cominciare a <strong>vagare fra i vari scenari</strong>, per poi instaurare delle interazioni con gli altri utenti o divertirsi con i giochi a disposizione. Per accedere al metaverso è indispensabile anche possedere un portafogli di monete digitali, il cosiddetto cryptowallet. Se non se ne possiede uno, procurarselo e aprirlo è semplice, e richiede davvero poco tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="i-mondi-virtuali-del-metaverso">I mondi virtuali del metaverso</h2>



<p>Al momento, sono due le piattaforme più importanti che è possibile usare per entrare nel metaverso, vale a dire The Sandbox Game e <strong>Decentraland</strong>. Quest’ultimo si presenta come un mondo virtuale in 3 dimensioni che funziona grazie alla blockchain di <a href="https://digitalasset.blog/ethereum-che-cose-caratteristiche-e-funzionalita/">Ethereum</a>. Gli avatar degli utenti hanno l’opportunità non solo di giocare, ma anche di cimentarsi in esplorazione e di prendere parte a vari tipi di compravendite. La <strong>creatività</strong> è una dote essenziale per vivere al massimo questa esperienza, visto che ogni utente è chiamato a costruire da sé scenari nuovi in cui agire. Non è molto diverso The Sandbox Game, dove gli utenti operano e si spostano fra luoghi che possono essere esplorati e posti da comprare. La <strong>blockchain di Ethereum</strong> è presente anche in questo caso, e tutti gli oggetti che si possono usare sono ritenuti degli <a href="https://digitalasset.blog/nft-cosa-sono-e-come-investire-sui-non-fungible-token/">NFT</a>, vale a dire dei Non Fungible <a href="https://digitalasset.blog/token-tokenizzazione/">Token</a>, da scambiare, acquistare o vendere. Come dire che in questo particolare metaverso non c’è niente che non sia in vendita.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="un-ecosistema-complesso">Un ecosistema complesso</h2>



<p>Come si può dedurre da ciò che si è detto fino a questo momento, quello del metaverso è un ecosistema caratterizzato da un <strong>livello di complessità molto elevato</strong>, anche per il modo in cui è strutturato. Per la sua nascita vera e propria c’è bisogno della collaborazione coordinata di tante aziende, ed è questo il motivo per il quale si prospetta un periodo di incubazione non breve prima della messa a punto e della comparsa ufficiale di questo universo virtuale. Eppure, chi è impaziente già ora può accedere ai precursori del metaverso e tentare di compiere i passi iniziali. Il primo impatto potrebbe essere straniante, ma in men che non si dica si acquisirà dimestichezza con questo mondo <a href="https://digitalasset.blog/nuove-criptovalute/">nuovo</a>. D’altro canto il metaverso non è altro che una serie di ambienti virtuali in cui ci si può dedicare a <strong>tante attività diverse</strong>: in solitaria, ovviamente, ma anche con altri utenti da cui magari si è fisicamente distanti decine di migliaia di chilometri. Per quel che riguarda il tipo di attività in cui cimentarsi, invece, non si ha che l’imbarazzo della scelta, a seconda che si abbia voglia o bisogno di <strong>lavorare</strong>, di fare acquisti o di giocare.</p>
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