Stablecoin Open USD, Coinbase, Mastercard, Stripe e Visa puntano sui pagamenti internazionali
Il 30 settembre 2026 Open Standard ha avviato ufficialmente le operazioni di Open USD, una nuova stablecoin ancorata al dollaro statunitense e sostenuta da cinque importanti operatori dei servizi finanziari e del commercio digitale: Coinbase, Mastercard, Shopify, Stripe e Visa. Il progetto, presentato inizialmente a giugno, entra nel mercato con una struttura societaria particolare, che prevede la distribuzione di una parte dei ricavi generati dalle riserve e la possibilità per i partner commerciali di acquisire partecipazioni nella società.
La stablecoin Open USD, identificata dal simbolo OUSD, è disponibile sulle blockchain Ethereum, Solana, Base e Tempo. Il suo sviluppo è rivolto soprattutto alle imprese che gestiscono pagamenti internazionali, trasferimenti di denaro, servizi bancari digitali e operazioni di regolamento finanziario.
Secondo quanto riportato da CoinDesk il 30 settembre, i cinque partner fondatori hanno inoltre assunto impegni per oltre un miliardo di dollari destinati a sostenere la liquidità iniziale del progetto. Una cifra significativa, che richiede però una distinzione: si tratta di risorse impegnate per favorire la circolazione della stablecoin nei mesi successivi al lancio, non necessariamente di un miliardo di token già emessi o utilizzati nelle transazioni.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di competere con operatori consolidati come Tether e Circle, cercando di coinvolgere direttamente nella crescita del sistema le aziende che distribuiscono e utilizzano il nuovo dollaro digitale.
Cinque partner fondatori e una società con governance condivisa
Open Standard è una società indipendente guidata da Zach Abrams, imprenditore che ha precedentemente fondato Bridge, piattaforma specializzata nell’emissione di stablecoin e nell’infrastruttura per i pagamenti digitali, acquisita da Stripe nel 2024.
Coinbase, Mastercard, Shopify, Stripe e Visa partecipano come investitori fondatori, ciascuno con una quota iniziale equivalente. Gli importi investiti individualmente e le percentuali precise del capitale non sono stati resi pubblici.
La scelta di coinvolgere aziende attive in settori differenti risponde alla necessità di costruire una rete di distribuzione capace di raggiungere più categorie di utilizzatori.
Coinbase apporta la propria esperienza nei servizi dedicati agli asset digitali e nell’accesso ai mercati delle criptovalute. Mastercard e Visa dispongono di infrastrutture e relazioni commerciali nel settore dei pagamenti. Shopify rappresenta le esigenze del commercio elettronico e degli esercenti, mentre Stripe mette a disposizione strumenti tecnologici già utilizzati dalle aziende per incassi, trasferimenti e gestione dei flussi finanziari.
La partecipazione dei cinque gruppi non equivale tuttavia all’adozione automatica di Open USD da parte di tutti i rispettivi clienti. Le modalità di integrazione dipendono dalle piattaforme, dalle autorizzazioni operative e dai servizi effettivamente disponibili.
Il progetto prevede un consiglio di amministrazione composto da rappresentanti dei partner fondatori, con una governance destinata a rappresentare gli azionisti. La gestione operativa rimane affidata alla società e al suo management, senza che ciascuna delle oltre 200 organizzazioni aderenti debba intervenire nelle decisioni quotidiane.
L’aspetto più originale riguarda la possibilità di acquisire quote di Open Standard attraverso il contributo alla crescita della rete.
Nell’intervista rilasciata a CoinDesk, Abrams ha spiegato che la maggior parte del capitale societario dovrebbe essere distribuita progressivamente, nell’arco di quattro o cinque anni, tra fondatori e altri partner che favoriranno l’espansione di OUSD.
Il meccanismo prenderà in considerazione sia la quantità di stablecoin introdotta attraverso le piattaforme partecipanti sia l’attività transazionale generata. Sono previste soglie minime di accesso, ma i relativi valori non risultano pubblicamente specificati.
Ne deriva un sistema di incentivi che attribuisce importanza anche alla circolazione effettiva della moneta digitale, anziché premiare esclusivamente chi ne mantiene grandi quantità.
Come funziona la distribuzione dei ricavi delle riserve
La stablecoin Open USD mantiene un riferimento di valore pari a un dollaro statunitense per token. L’emissione e il rimborso avvengono attraverso infrastrutture che consentono agli operatori abilitati di convertire dollari in OUSD e viceversa con rapporto uno a uno.
La particolarità economica riguarda il trattamento dei proventi delle attività utilizzate come riserva.
Le stablecoin garantite da liquidità e strumenti finanziari a breve scadenza possono generare ricavi attraverso gli interessi maturati sugli asset sottostanti. Nel modello tradizionale, questi proventi costituiscono una fonte di redditività per l’emittente e possono essere condivisi con alcuni partner commerciali secondo accordi specifici.
Open Standard ha scelto una diversa impostazione: i proventi delle riserve, al netto di una commissione di gestione, vengono destinati ai partner che contribuiscono alla distribuzione e all’utilizzo della stablecoin.
Le condizioni economiche individuali dipendono dal contributo apportato alla rete. Non è stato pubblicato un prospetto completo che permetta di calcolare anticipatamente quanto possa ricevere ogni partecipante.
Occorre inoltre distinguere questi incentivi da un rendimento riconosciuto indistintamente ai possessori dei token. Il semplice possesso di OUSD non attribuisce automaticamente una partecipazione societaria né il diritto a percepire gli interessi delle riserve.
Il programma è rivolto agli operatori ammessi alla rete e richiede il rispetto delle condizioni previste.
Sul piano operativo, la società ha eliminato le commissioni applicate da Bridge alla creazione e al rimborso dei token. Questa caratteristica può assumere particolare importanza per le imprese che devono convertire frequentemente importi consistenti tra depositi bancari e stablecoin.
L’assenza di commissioni di emissione e rimborso non significa comunque che ogni pagamento sia gratuito. Rimangono possibili costi di rete, spese applicate dagli intermediari, commissioni di cambio e oneri legati ai servizi utilizzati.
Ethereum, Solana, Base e Tempo: le quattro blockchain del lancio
La scelta di rendere disponibile la stablecoin Open USD su quattro blockchain permette agli operatori di utilizzare infrastrutture con caratteristiche tecniche differenti.
Ethereum offre un ecosistema consolidato per gli asset digitali e le applicazioni finanziarie basate su smart contract. Solana è orientata a un’elevata capacità di elaborazione delle transazioni, con costi generalmente contenuti. Base, rete sviluppata nell’ecosistema Coinbase, consente di operare attraverso un’infrastruttura di secondo livello collegata a Ethereum.
Tempo è invece una blockchain progettata per applicazioni di pagamento e trasferimento di valore, sostenuta da Stripe.
Open USD viene emessa nativamente sulle quattro reti. Questo significa che i token sono disponibili direttamente sulle rispettive blockchain, senza richiedere necessariamente una rappresentazione derivata di un asset custodito su un’altra rete.
La disponibilità su più infrastrutture può facilitare l’integrazione con portafogli digitali, piattaforme finanziarie e applicazioni aziendali già esistenti.
Rimangono però differenze relative alle commissioni, alla gestione delle transazioni e alla liquidità effettivamente presente su ciascuna blockchain. Il trasferimento di disponibilità tra reti differenti richiede inoltre procedure e servizi compatibili, che devono essere valutati separatamente dalla semplice presenza del token.
L’emissione della stablecoin è affidata a Bridge, società controllata da Stripe. Più precisamente, l’entità indicata nella documentazione dell’emittente è Bridge Building Inc.
Le riserve sono custodite attraverso istituzioni finanziarie e strutture che comprendono BlackRock, Lead Bank e BNY. Il progetto prevede pubblicazioni mensili relative alla copertura dei token in circolazione.
Questi controlli rappresentano un elemento necessario per valutare la solidità dell’emissione, ma non eliminano tutti i rischi. La stabilità del valore dipende dalla qualità e dalla disponibilità delle riserve, dalle modalità di rimborso e dal funzionamento degli intermediari coinvolti.
Anche l’infrastruttura blockchain introduce rischi specifici, tra cui errori operativi, problemi di gestione delle chiavi digitali e vulnerabilità dei sistemi attraverso i quali vengono trasferiti gli asset.
Pagamenti internazionali, carte e servizi finanziari per le imprese
Il principale mercato individuato da Open Standard comprende le aziende che effettuano trasferimenti frequenti tra Paesi differenti.
Un’impresa che deve pagare fornitori, collaboratori o società appartenenti allo stesso gruppo in più giurisdizioni può incontrare problemi legati agli orari bancari, alla disponibilità dei fondi e alla presenza di intermediari.
L’impiego di una stablecoin consente tecnicamente di trasferire valore sulle blockchain supportate anche al di fuori dei normali orari di apertura degli istituti finanziari.
La velocità del regolamento sulla blockchain non coincide però necessariamente con quella dell’intera operazione commerciale. L’accredito su un conto bancario, la conversione nella valuta locale e i controlli previsti dagli intermediari possono richiedere ulteriori passaggi.
Per la stablecoin Open USD sono state individuate diverse applicazioni: regolamento dei pagamenti, gestione della liquidità aziendale, trasferimenti transfrontalieri, operazioni di cambio, infrastrutture per carte e servizi di trading istituzionale.
L’integrazione con Stripe costituisce uno dei primi sviluppi commerciali documentati.
Dal 30 settembre la piattaforma ha annunciato il supporto a OUSD attraverso diversi prodotti, tra cui Treasury, Issuing, Global Payouts, Crypto Onramp e Payments. Le funzionalità permettono alle imprese abilitate, secondo le rispettive condizioni di accesso, di ricevere e trasferire fondi, gestire disponibilità digitali, effettuare pagamenti e sviluppare programmi di carte.
Stripe ha inoltre indicato l’intenzione di rendere progressivamente OUSD una delle opzioni disponibili in modo predefinito nei propri prodotti.
Si tratta di un’integrazione concreta, che offre uno sbocco commerciale al progetto, ma non fornisce da sola indicazioni sul numero di clienti che hanno iniziato a utilizzare la stablecoin o sui volumi effettivi generati.
Un altro canale di accesso è rappresentato da Visa Stablecoin Platform, mentre il percorso collegato a Mastercard comprende l’infrastruttura di BVNK. Coinbase è stata indicata tra le piattaforme di integrazione con disponibilità prevista dal primo ottobre.
L’esistenza di questi collegamenti tecnologici non permette ancora di stabilire quale percentuale dei pagamenti internazionali gestiti dai rispettivi operatori sarà regolata attraverso OUSD.
Oltre 200 aziende nella rete, ma l’adesione non misura i pagamenti effettuati
Alla presentazione di giugno avevano aderito al progetto più di 140 organizzazioni attive nei servizi bancari, nella tecnologia finanziaria e nelle infrastrutture digitali.
Con il lancio commerciale di settembre, il numero delle aziende indicate nella rete di Open Standard è salito a oltre 200.
Tra i nomi citati figurano UBS, SBI Holdings e Jeeves, insieme ad altri operatori finanziari e tecnologici.
Questo ampliamento rappresenta un indicatore dell’interesse commerciale per l’iniziativa, ma deve essere interpretato considerando la natura delle diverse partecipazioni.
Un’azienda può aderire a un programma di integrazione, predisporre strumenti tecnici, contribuire alla liquidità o utilizzare direttamente una stablecoin nei propri processi finanziari. Sono attività differenti, che non producono necessariamente gli stessi risultati.
Il numero dei partner non corrisponde al numero degli utilizzatori attivi né al volume dei pagamenti già eseguiti.
Lo stesso criterio si applica all’impegno di liquidità superiore a un miliardo di dollari annunciato dai cinque fondatori.
Secondo la ricostruzione di CoinDesk, il sostegno può assumere forme differenti, tra cui disponibilità detenute nei bilanci aziendali, partecipazione alla liquidità sulle blockchain e attività di market making, cioè servizi che favoriscono la negoziazione dei token.
Non è stata pubblicata una ripartizione dettagliata dell’impegno tra le cinque società.
L’annuncio non deve quindi essere confuso con un investimento azionario di pari ammontare in Open Standard, né con un volume di transazioni già realizzato.
Per valutare l’adozione effettiva della stablecoin Open USD occorrono indicatori ulteriori: quantità di token in circolazione, frequenza dei trasferimenti, distribuzione della liquidità sulle diverse reti e utilizzo nei servizi di pagamento.
Sono dati che richiedono una lettura distinta, perché un’elevata quantità di stablecoin emesse può anche rimanere inattiva, mentre trasferimenti frequenti tra pochi operatori non dimostrano necessariamente una diffusione capillare tra imprese e consumatori.
Il confronto con Tether e Circle si sposta sulla distribuzione
Open USD entra in un settore nel quale Tether e Circle dispongono di vantaggi consolidati.
USDT e USDC sono utilizzate su numerose piattaforme di scambio, applicazioni finanziarie e reti blockchain. La loro circolazione beneficia di relazioni commerciali costruite nel tempo e della presenza di mercati nei quali è possibile convertirle rapidamente.
Una nuova stablecoin deve quindi affrontare un problema che va oltre la qualità della propria infrastruttura tecnologica: convincere aziende e intermediari a utilizzarla come mezzo di regolamento.
Il modello economico sviluppato da Open Standard cerca di intervenire su questo punto, offrendo ai soggetti che favoriscono l’adozione una partecipazione ai proventi delle riserve e, al verificarsi di determinate condizioni, alla proprietà della società.
La differenza rispetto ai concorrenti non è assoluta. Anche altri emittenti intrattengono accordi economici con distributori e operatori finanziari. Il rapporto commerciale tra Circle e Coinbase, per esempio, comprende meccanismi di condivisione dei ricavi collegati a USDC.
La specificità di Open Standard risiede nel tentativo di estendere questi incentivi a una rete più ampia, collegandoli alla crescita della circolazione e delle attività transazionali.
Il confronto competitivo dipenderà dalla capacità di rendere conveniente il passaggio a OUSD rispetto a stablecoin già diffuse.
Per un’impresa, infatti, la scelta non si basa esclusivamente sul costo di emissione del token. Contano anche la disponibilità delle controparti, la facilità di conversione in valuta bancaria, l’integrazione con i sistemi amministrativi e le condizioni applicate dagli intermediari.
Un pagamento internazionale può risultare tecnicamente rapido sulla blockchain, ma perdere parte del vantaggio economico quando il destinatario deve sostenere costi elevati per convertire la stablecoin nella propria valuta.
Anche la liquidità disponibile sui mercati è determinante. Se i volumi di negoziazione sono insufficienti, operazioni consistenti possono incontrare differenziali di prezzo più ampi o richiedere tempi maggiori per essere eseguite.
Le economie ottenute eliminando le commissioni di emissione e rimborso dovranno quindi essere valutate insieme ai costi complessivi della transazione.
Riserve, condizioni di rimborso e limiti dell’utilizzo globale
La destinazione internazionale della stablecoin Open USD rende centrali anche gli aspetti normativi.
L’emissione è collegata a un soggetto statunitense, mentre l’utilizzo del token attraverso piattaforme e intermediari dipende dalle regole applicabili nei singoli mercati.
Open Standard indica una disponibilità internazionale subordinata a restrizioni geografiche e a limitazioni relative agli utilizzi consentiti. Questo significa che il lancio globale non equivale alla possibilità, per qualsiasi impresa o consumatore, di accedere indistintamente alle medesime funzionalità.
Le piattaforme che integrano OUSD devono inoltre rispettare gli obblighi previsti in materia di identificazione della clientela, contrasto al riciclaggio e controllo delle transazioni.
Per gli operatori europei entrano in gioco anche le disposizioni applicabili agli asset digitali e alle stablecoin, comprese quelle del regolamento MiCA, in funzione della classificazione del token, del soggetto che lo offre e delle attività svolte.
La presenza di grandi gruppi internazionali tra i fondatori non sostituisce tali verifiche.
Un ulteriore elemento riguarda la posizione regolamentare dell’emittente. Bridge ha comunicato di aver ottenuto un’approvazione condizionata da parte dell’Office of the Comptroller of the Currency per la costituzione di Bridge National Trust Bank.
La nuova entità, tuttavia, non risultava operativa al momento del lancio e non era il soggetto responsabile dell’emissione di OUSD. L’approvazione condizionata non coincide con un’autorizzazione bancaria definitiva.
Questa distinzione è rilevante per identificare correttamente la controparte giuridica responsabile dell’emissione e del rimborso.
La documentazione sulle riserve dovrà inoltre consentire di verificare la corrispondenza tra valore degli asset detenuti e quantità dei token emessi sulle quattro blockchain.
Le attestazioni periodiche forniscono informazioni sulla copertura a una determinata data, ma devono essere interpretate tenendo conto del loro perimetro, dei criteri di valutazione e della natura degli strumenti detenuti.
La prova commerciale sarà l’utilizzo nei flussi finanziari ordinari
La stablecoin Open USD dispone di un’infrastruttura operativa e di collegamenti con alcuni dei principali fornitori mondiali di servizi di pagamento. L’integrazione con Stripe e l’emissione su quattro blockchain rappresentano sviluppi già annunciati come disponibili, mentre l’espansione delle funzionalità e della distribuzione rimane un processo progressivo.
Il progetto dovrà dimostrare soprattutto che il sistema di incentivi è capace di generare attività economica continuativa.
Le aziende che aderiscono alla rete possono avere interesse a distribuire OUSD per beneficiare dei ricavi collegati alle riserve e delle opportunità di partecipazione societaria. L’utilità commerciale per gli utilizzatori finali dipenderà invece dall’efficienza dei trasferimenti, dai costi complessivi e dalla possibilità di utilizzare concretamente il token nei rapporti con clienti e fornitori.
Un segnale importante arriverà dalle applicazioni nelle quali le stablecoin possono sostituire procedure bancarie più complesse, come il regolamento tra imprese situate in Paesi diversi, la gestione di pagamenti ricorrenti internazionali e i trasferimenti tra piattaforme finanziarie.
In questi ambiti, la disponibilità di controparti disposte a ricevere OUSD avrà un peso almeno pari alle caratteristiche tecniche della blockchain.
Il modello di Open Standard introduce anche una questione di governance destinata ad acquistare importanza con l’allargamento della rete: il rapporto tra gli interessi dei soci fondatori, le aziende che contribuiscono maggiormente ai volumi e i partecipanti di dimensioni inferiori.
L’effettiva distribuzione delle quote societarie e l’applicazione dei criteri di remunerazione permetteranno di verificare quanto il sistema rimarrà aperto ai nuovi operatori.
Per Open USD, dunque, la disponibilità tecnologica rappresenta il punto di partenza. La misura della sua presenza nel mercato internazionale dipenderà dalla capacità delle piattaforme integrate di trasformare quella disponibilità in pagamenti regolati, liquidità effettivamente utilizzabile e rapporti commerciali ricorrenti.








